Ecclestone sui motori turbo V6: “Sospendiamo l’introduzione per 2-3 anni”

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    Gp Monza F1   Pre Gara

    AP/LaPresse

    Ha senso lanciare in Formula 1 nuovi motori che si avvicinino a quello che è il mercato delle auto di serie? Ha senso investire in ricerca e tecnologia per rendere la Formula 1 il bacino di sperimentazione dal quale poi attingere soluzioni da trasferire sulle auto sportive, supercar o medie che siano?

    Se la risposta è sì, allora non si può certo ostacolare l’introduzione dei nuovi motori turbo V6 da 1.6 litri di cilindrata, prevista dal regolamento tecnico nel 2014. E’ il settore in cui la ricerca e gli investimenti di denaro non saranno soldi gettati al vento, come capita con l’aerodinamica. Avrebbe un ritorno concreto, al pari della ricerca su Kers, batterie e trazione elettrica, anch’essa prevista nel 2014 nella corsia box.

    Per Bernie Ecclestone, niente di tutto questo. Si deve risparmiare e i nuovi motori rappresentano un costo inutile, da rinviare per almeno 2 o 3 anni. Ha parlato all’Hindustan Times, replicando tutte le sue perplessità sui nuovi motori e ha aggiunto: «Ho sentito il rumore dei motori a Maranello, l’altro giorno: il nuovo motore e il vecchio e anche il presidente Montezemolo ha detto che è terribile e non gli piace».

    Ora, Bernie Ecclestone dovrebbe pur interrogarsi (e mettersi d’accordo) con chi, Montezemolo compreso, vuole la massima formula come espressione della ricerca tecnologica ai più alti livelli. Accantonata la ricerca aerodinamica – perché dispendiosa e inutile -, bocciati i nuovi motori perché dal sound non sufficientemente assordante, limitata la ricerca sulle gomme con il fornitore unico: la Formula 1 che laboratorio di sperimentazione sarebbe?

    «Penso che la Fia dovrebbe sbarazzarsene. Anche Luca credo la pensi allo stesso modo, dovremmo sospenderli per due o tre anni e restare con quelli che abbiamo. Sono molto meno costosi dei nuovi, arriverebbero al 30% del prezzo complessivo», ha proseguito Ecclestone. Motori V8, quelli che vorrebbe tenere ancora il buon Bernie, che sono congelati da diverse stagioni, eliminando di fatto un elemento chiave della competizione. Il paradosso di uno sport motoristico in cui… i motori non si possono sviluppare.

    E poi, siamo del tutto certi che il pubblico non si appassionerebbe comunque, rinunciando a parte del sound dei motori attuali, vedendo motori con prestazioni diverse tra loro? Trovare quei 30 cavalli extra, privilegiare la guidabilità o la potenza massima, scegliere soluzioni diverse per i turbocompressori: finalmente si tornerebbe a dire qualcosa di nuovo e diverso nel campo dei propulsori.

    «Dò la colpa alla Fia per questa stupida formula dei motori. Non è un errore di Todt, Mosley ha iniziato [sul tema dei] motori e poi è stato sostituito… Todt non ha interferito, limitandosi a girare per il mondo e osservare tutte le federazioni ma non ci ha dato fastidio». La vede proprio come un fastidio, la norma sui V6 turbo Ecclestone, e infine, che senso avrebbe interrompere adesso l’introduzione dei nuovi motori, posticipandola di un paio d’anni, quando lo sviluppo è già in fase avanzata e stanno girando al banco?

    Niente motori V6, ma nemmeno auto tutte uguali

    La cosa curiosa del ragionamento portato avanti da Ecclestone è che prima si scaglia contro i motori V6, un elemento in grado di differenziare le vetture nelle prestazioni, poi dice di non voler monoposto tutte uguali, di fatto come sono oggi.

    E’ intervenuto anche sul tema del limite di budget per i team, dicendosi favorevole: «Credo dovrebbe esserci un tetto massimo che le squadre possono spendere in Formula 1, inclusi gli ingaggi dei piloti. Possono spendere sul telaio o sui piloti, se vogliono avere il motorhome più grande o qualunque altra cosa desiderino dovrebbero poterlo fare, ma quello di cui dobbiamo esser preoccupati è la riduzione degli investimenti per essere competitivi. Chi avvia una scuderia non dovrebbe più essere svantaggiato rispetto a un altro che ha un budget enorme».

    Ci spieghi alla fine Bernie quale dovrebbe essere la ricetta per unire spettacolo e uguali opportunità di lotta tra le scuderie, perché dai no al motore V6, passando per una limitazione di budget, vien da chiedere i cosa andrebbero investiti i soldi dei team.