Estoril MotoGp 08: Lorenzo il Magnifico domina, Stoner limita i danni

commento al terzo Gran Premio della stagione 2008 di Motogp tenutosi sul circuito dell'Estoril in Portogallo e che ha visto vincere Jorge Lorenzo con la Yamaha davanti a Pedrosa e Valentino Rossi con uno Stoner e una Ducati in difficoltà

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    Lorenzo il Magnifico domina, Stoner limita i danni

    Questa terza puntata della lunghissima Saga Moto Gp 08, andata in onda qui nel ventoso e sempre sorprendente Estoril, ha visto un formidabile Jorge Lorenzo letteralmente giganteggiare – dominando il campo fin dalle prove con una perentoria terza pole consecutiva – ed aggiudicarsi meritatissimamente il suo primo successo in MotoGp, molto probabilmente antesignano di una lunga serie nel prossimo futuro.

    Stoner, alle prese con una Ducati assolutamente disastrosa, irriconoscibile non solo rispetto allo scorso anno, ma pure se confrontata con quella vittoriosa di Losail, anche stavolta ha fatto letteralmente miracoli riuscendo - con l’aggiunta di un pizzico di fortuna – a giungere sesto al traguardo, limitando in qualche modo i danni e tenendosi comunque a contatto dei primi in Classifica Mondiale.

    L’Estoril davvero non smette di sorprendere, e regalare sempre nuove emozioni.

    Nel 2006 fu teatro, come tutti ricordiamo, del vergognoso atterramento di Hayden – allora in lotta serratissima per il Mondiale, poi vinto a Valencia – da parte del compagno di squadra Pedrosa, mentre l’anno scorso ospitò un altrettanto memorabile Gp vissuto sull’appassionante duello tra Rossi, l’ometto spagnolo ed uno scatenato Stoner, capace di giungere terzo – a soli 1,47 secondi dal vincitore – pur disputando gran parte della corsa senza frizione!

    Questa volta, il circuito atlantico ha visto uno strepitoso Lorenzo letteralmente dominare la concorrenza dalle prove di venerdì fino al traguardo di domenica, protagonista assoluto di una giornata perfetta, dove ha perentoriamente dimostrato nei fatti di non avere alcun timore riverenziale nei confronti di chicchessia, battendo nettamente sia il compagno di squadra Valentino (staccato di oltre 12 secondi, un autentico abisso!), sia soprattutto l’odiato compatriota Pedrosa.

    La sua prima vittoria qui in Terra Portoghese è pertanto il giusto e meritato coronamento di un inizio assolutamente formidabile – quasi inedito, ma che ricorda comunque molto quello, ancora piu eclatante, del parimenti debuttante nella Classe Regina Biaggi, non a caso idolo giovanile di Jorge, nel 98 – della sua prima stagione in MotoGp.

    Un secondo posto al debutto assoluto, poi un terzo ed infine la sospirata vittoria appena alla terza prova (che fanno fra l’altro tre podi in fila), il tutto condito con tre formidabili, perentorie pole consecutive, costituiscono infatti l’incredibile bilancio di una partenza mondiale assolutamente da incorniciare per il giovane majorchino, ora meritatamente in testa alla classifica a pari punti con l’eterno e connazionale rivale.

    Nulla, assolutamente nulla – neanche problemi muscolari al braccio destro talmente gravi da necessitare urgentemente di una piccola operazione chirurgica (del resto programmata già il giorno dopo la corsa) per liberare i muscoli dell’avambraccio da fascie tendinee troppo comprimenti – ha potuto fermare oggi lo scatenato Lorenzo nella sua corsa vincente verso il traguardo, e parimenti un bel niente hanno potuto fare Pedrosa e Rossi, decisamente impotenti a contrastare l’infernale passo in gara del velocissimo Giorgino, lo spagnolo per un evidente abisso di Classe nei confronti del vincitore, Vale anche e soprattutto a causa della sua infelicissima (come anche questa gara ha puntualmente dimostrato una volta di più) scelta di passare quest’anno alle Bridgestone, coperture ormai perdenti e completamente superate – o meglio, surclassate – dalle rivali francesi, che non a caso calzano non solo i primi due arrivati al traguardo, ma anche il quarto, ovvero il redivivo Texas Tornado Edwards, che finalmente liberato e lontano dagli odiosi diktat di Vale, Burgess & compagnia bella sembra davvero rivivere una seconda giovinezza agonistica.

    Tecnicamente parlando, da queste prime tre prove del Mondiale appare chiaro come le moto più in palla siano per ora le Yamaha, sempre nelle prime posizioni non solo per quanto riguarda le moto ufficiali, ma anche quelle del team satellite! Sebbene anche la Honda sia migliorata, specie da Jerez in avanti, senza dubbio si può dire che la Casa dei Tre Diapason abbia saputo fare, ben più di HRC e Ducati, i più significativi progressi durante l’inverno. La M1 attuale è una moto tremendamente efficace in ogni situazione, sempre molto agile ma ben più veloce sul dritto rispetto alla versione precedente.

    Davvero, vista l’enorme e ritrovata competitività delle moto di Iwata, Valentino non può che maledire ancora una volta se stesso per non aver saputo stare zitto e pazientare lo scorso anno, evitando con la sua irosa ingratitudine di inimicarsi mortalmente la Michelin, che pure per tanti anni lo aveva favorito sottobanco in modo così assolutamente esclusivo (e sommamente ingiusto nei confronti degli altri piloti). Le sue chances mondiali in questa stagione, infatti, appaiono già scarsissime proprio a causa della palese inferiorità delle coperture giapponesi da asciutto, a meno di una prontissima – ma decisamente improbabile – risurrezione tecnica di queste ultime! Ormai i suoi rapporti con i francesi sono a tal punto deteriorati, che se Rossi dovesse cambiare team (come sembra ormai più che probabile, causa anche l’incompatibilità con un certo nuovo compagno di squadra che ha l’impudenza, vedi un pò, di strabatterlo già due volte su tre pur essendo all’esordio assoluto in MotoGp) a fine anno, non potrebbe che approdare forzatamente ad una squadra calzata Bridgestone: quindi – escludendo fin d’ora la Honda, dato che Vale non andrebbe mai in un team satellite – Kawasaki, Suzuki o…….Ducati!

    A proposito di quest’ultima, in quel di Borgo Panigale, appena poche settimane dopo il perentorio trionfo del Qatar, sembra tirare davvero aria di crisi nera. La GP8 all’improvviso è diventata un cancello (termine italianizzato, usato letteralmente da Suppo per definire la Desmosedici odierna, e mutuato dal gergo motociclistico inglese: gli anglosassoni amano spesso usare l’espressione “to handle like a five-barred gate”, da essi particolarmente adoperata per designare una moto ingovernabile, dal telaio scadente, appunto come fosse ricavato direttamente da una recinzione….:) del tutto inguidabile e per giunta lento, e nessuno sembra sapere perchè, nè fra gli ingegneri ufficiali, nè fra quelli del Team D’Antin.

    D’accordo, le ultime due gare si sono disputate in circuiti certamente NON favorevoli, ed anzi decisamente avversi (specie Jerez) alle caratteristiche della Desmosedici, ma questo già lo si sapeva, ed era anzi previsto, tuttavia i circuiti corti, tortuosi e troppo lenti non sono certo la causa vera degli ormai enormi, evidentissimi e ricorrenti problemi di set up della Rossa.

    La sola cosa chiara che pare emergere è che NON sia una questione di gomme.

    Effettivamente, le slick Bridgestone da gara (lasciando perdere ora quelle da qualifica, essendo notorio che le francesi “da tempo” siano SEMPRE state enormemente migliori delle corrispondenti giapponesi) attualmente sono di parecchio inferiori – sia per grip che per durata – alle Michelin, ma è proprio la moto in sè a non andare più come prima.

    Stoner è il solo tra i quattro piloti Ducati a farla correre comunque forte, ma certo non più quanto lo scorso anno, e neppure come a Losail. Per gli altri tre, come ben sappiamo, tutti debuttanti assoluti sulla Desmosedici, è notte fonda, specie per un totalmente irriconoscibile, assolutamente fallimentare Melandri, che dò per quasi sicuro partente a breve scadenza.

    NON è un caso, infatti, che Suppo mediti seriamente di affidare la GP8 per una serie di test ai due espertissimi Campioni di Casa Ducati, Bayliss e Biaggi, tra l’altro entrambi sopraffini collaudatori, forse il solo ruolo che Stoner in Ducati non sappia ricoprire allo stesso eccezionale livello in cui fa tutto il resto. Se, come del resto sembra assai probabile, Livio procederà a questi test, molto verosimilmente non si tratterà solo di una mossa puramente tecnica, legata esclusivamente allo sviluppo della moto.

    A mio parere, infatti, non è escluso che uno di questi due assi possa in tempi brevi addirittura abbandonare (temporaneamente o per sempre) la SBK, oppure partecipare ad entrambi i Campionati, per prendere il posto di Marco come seconda guida della Rossa!

    Se questo accadesse, la già zoppicante carriera di Melandri sarebbe semplicemente FINITA, esattamente come è terminata – e da lungo tempo – quella di Poggiali, vale a dire per sopraggiunta manifesta e totale incapacità (anche se pare che lo stesso Manuel non se ne sia, a tutt’oggi, ancora reso del tutto conto…..:).

    Stoner in queste difficilissime condizioni ha fatto di nuovo letteralmente miracoli, ripeto, tirando fuori l’impossibile da una moto palesemente fuori fase sotto ogni aspetto. Cosa dire, ad esempio, del quanto meno sconcertante fatto che il povero Casey fosse impegnato ad un certo punto a tentare di rimettere dentro la carena un misterioso pezzo nero penzolante, che pareva staccarsi da essa (e rivelatosi poi la centralina elettronica della telecamera di bordo)? Certo, un particolare ed un episodio non decisivi, ma comunque a loro modo estremamente significativi, che la dicono lunga della confusione totale, del pallone più completo in cui sono improvvisamente piombati gli uomini in rosso.

    Come al solito, proprio nelle situazioni più avverse, assurde ed impossibili come queste odierne emerge puntualmente tutta l’enorme Classe di questo ragazzo, sempre pronto a far fronte ad immani disastri con grandissima determinazione ed ammirevole sangue freddo, come del resto ha dimostrato molte volte lo scorso anno.

    A dargli una invero involontaria mano hanno contribuito oggi Hayden e Dovizioso, entrambi usciti di pista ben davanti all’asso Australiano mentre disputavano una gara notevolissima. Davvero un peccato per Nicky ed Andrea, comunque protagonisti, sia pure con alterna fortuna, di un ottimo avvio di Campionato. Li rivedremo nelle prime posizioni già in Cina, potete scommetterci.

    La prossima fermata della Carovana Mondiale sarà infatti a Shangai, tradizionalmente una pista favorevole alla Ducati, veloce e con un lungo rettilineo. A mio giudizio, quella cinese sarà una prova cruciale, importantissima – anche se forse non decisiva – per la Casa Italiana e per il suo giovane e geniale alfiere Stoner. Casey deve, senza mezzi termini, assolutamente vincere in Cina per mantenere intatte le sue grandi chances di Vittoria Finale, già in partenza non agevolate quest’anno per l’esclusione dal calendario Mondiale della Turchia, sede di un’altra pista adatta alla GP8, dove Stoner vinse alla grande nella terza prova iridata della passata stagione.

    E’ davvero difficile comprendere con quale criterio si possano eliminare dal calendario del Motomondiale piste splendide e tecnicamente validissime come quella di Istanbul (e come la stessa Shangai, visto che dal prossimo anno anche questa straordinaria e pur nuovissima pista sarà bandita!) e mantenere invece osceni, vecchi e lentissimi kartodromi di nessun valore tecnico ed agonistico, come Jerez, l’assurdo e cadente Bugatti di Le Mans o l’ancora più infame – se possibile – Sachsenring, solo per citarne alcuni, che invece sarebbe bene eliminare (questi, sì!) per sempre dalla prospettiva iridata!

    Per fortuna, le tre settimane intercorrenti fra le prove dell’Estoril e di Shangai costituiscono un periodo sufficientemente lungo per correre ai ripari, sia per la Ducati che per la Bridgestone, entrambe febbrilmente impegnate a recuperare il tantissimo terreno perduto nei confronti delle rispettive avversarie.

    Dunque, niente paura. Un terribile ragazzino australiano, avvezzo a fare sempre il meglio umanamente possibile anche nelle situazioni più sfavorevoli, in sella ad un desmodromico drago scarlatto, scalciante e stupendo sapra sorprenderci ancora una volta, e, come sempre, semplicemente nel migliore dei modi possibili.

    Arrivederci dunque nella lontanissima Cina per un nuovo elettrizzante episodio di questo appassionantissimo sceneggiato MotoGp 2008!

    DONOVAN