Estoril MotoGp 09: Lorenzo trionfa nel giorno di Stoner

Quart'ultimo appuntamento iridato all Estoril, teatro di una pesantissima vittoria in solitaria di Lorenzo che precede il rientrante Stoner e strabatte Pedrosa e Rossi, a loro volta terzo e quarto, riducendo il gap a soli diciotto punti da quest'ultimo

da , il

    Lorenzo trionfa nel giorno di Stoner

    L’ultimo episodio di questo incredibile sceneggiato MotoGp 2009, andato in onda qui dal ventoso circuito portoghese dell’Estoril ha visto un inesorabile Lorenzo letteralmente dominare la gara dal primo giro fino all’ultimo staccando tutti, primo dei quali un eccezionale, rinato Stoner, novella Araba fenice tornata sui suoi altissimi livelli abituali.

    Jorge nella sua azione travolgente ha costruito una splendida vittoria in assoluta e perfetta solitudine rifilando mezza a pista a tutti tranne che appunto al redivivo, incredibile asso australiano, l’unico che ha tentato in qualche modo di opporsi con tutti i mezzi alla sua fenomenale cavalcata vincente, mentre MOLTO più indietro Pedrosa e soprattutto Rossi nulla potevano contro lo strapotere odierno di Lorenzo, che chiuso dentro il suo bianco casco “astronautico” – che rendeva omaggio allo storico anniversario dello sbarco sulla Luna dell’Apollo 11 di quaranta anni fa – sembrava davvero un formidabile alieno venuto da qualche altra remota dimensione a sbaragliare la concorrenza terrestre dall’alto di una Classe spietata e disumana.

    Il ritorno del figliol prodigo, ovvero di Casey Stoner.

    La prima pagina oggi dovrebbe essere logicamente dedicata alla sbalorditiva ed inesorabile dimostrazione di forza del rocketman Lorenzo nei confronti di chiunque oggi in pista, e soprattutto di Rossi che oggi ha subito una delle più cocenti e complete disfatte della sua carriera, incredibilmente umiliato e remotamente distanziato, seppellito da ben 23 secondi e mezzo di distacco – una autentica eternità – dal temutissimo team mate che disponeva ESATTAMENTE del suo stesso materiale.

    Il disastroso flop odierno di Valentino è stato penoso, totale ed irrimediabile, proprio in una pista a lui assolutamente favorevole dove, oltre alle 5 vittorie, non era MAI finito prima d’ora fuori dal podio. Penso che l’urbinate ricorderà per un bel pezzo l’elegante space suit bianca di Jorge………:)

    Eppure, oggi la cosa in assoluto più importante, l’evento da sottolineare maggiormente NON è a mio giudizio la pur schiacciante vittoria del Campione Majorchino, che come del resto avevo predetto, non perdendosi assolutamente d’animo ha stretto ancor di più i denti reagendo da par suo, duplicando la sua splendida prima vittoria d’esordio nella Classe dello scorso anno su questo stesso tracciato e di fatto rilanciando ancora una volta ai massimi livelli la sua personale caccia all’Alloro Iridato, quasi dimezzando di colpo il distacco che prima della corsa portoghese lo separava da Rossi, compiendo la stessa impresa che già gli era riuscita ad Indianapolis.

    In questo storico e fatidico giorno, l’impresa più significativa NON è stata infatti quella di Jorge, ma l’incredibile ritorno di Casey Stoner, da un angoscioso ed enigmatico ritiro temporaneo che a molti è sembrato quasi adombrarne l’abbandono definitivo. Io stesso non lo credevo possibile, soprattutto avendo ben presenti alla mente altri illuminanti precedenti storici in tal senso, ma evidentemente mi sbagliavo.

    il giorno di Stoner

    Pur non escludendo ovviamente che l’asso australiano potesse effettivamente tornare a correre, in effetti non pensavo che potesse riprendere a competere agli stessi livelli di assoluta eccellenza cui il fenomeno della Ducati ci aveva abituato prima della crisi tuttora misteriosa ed inspiegata che lo aveva colpito dopo il convincente successo del Mugello, episodio vincente dove peraltro si era già manifestata quella anormale tendenza all’affaticamento cronico che poi doveva, peggiorando progressivamente, indurlo addirittura alla clamorosa decisione di fermarsi, pur essendo ancora perfettamente in lotta per il Titolo.

    Almeno, certamente non ritenevo possibile che ci riuscisse così presto.

    Invece, il dubitato e tanto atteso ritorno di Casey è risultato subito eccezionalmente credibile già a partire dalle prove, per poi concretizzarsi in un gara semplicemente eccezionale, velocissima, grintosa e volitiva, come se l’australiano non si fosse mai fermato per la sua discussa, enigmatica – e, continuo a sostenere, assolutamente perniciosa e deprecabile – pausa estiva che aveva fatto giustamente temere per la sua carriera.

    Per tutta risposta, nella realtà dei fatti al suo rientro Stoner ha subito strabattuto sia Pedrosa che Rossi, inchinandosi solo all’incontenibile Lorenzo odierno, pur in una pista completamente inadatta alle caratteristiche della GP9 e che certo non ama, dove aveva del resto raccolto come miglior risultato nella Classe un terzo posto nel 2007, anno del suo trionfo Iridato.

    Pedrosa ha disputato una gara onesta e veloce finendo quasi obbligatoriamente terzo, dietro i due battistrada che davvero oggi nessun altro al Mondo avrebbe battuto, e stabilendo nel contempo (all’undicesima tornata) il giro più veloce della corsa, supplendo in modo comunque superbo alla non eccelsa competitività attuale della sua cavalcatura.

    Infatti, al suo compagno di squadra Dovizioso le cose sono andate molto peggio, sull’esemplare Repsol HRC equipaggiato con materiale Ohlins – disputando oggi appena la sua seconda gara con questa configurazione – finendo addirittura settimo dietro al brand mate Elias, che evidentemente adora questa pista, teatro del suo storico successo del 2006 che fu come tutti sappiamo assolutamente decisivo per l’assegnazione del Titolo ad Hayden.

    pedrosa

    Parlando di Allori iridati, oggi si potrebbe parlare anche di giorno assolutamente trionfale per il Team Fiat Yamaha Ufficiale, che oltre ad essersi assicurato il Titolo Mondiale di Team ha acquisito la certezza matematica che, comunque vadano le cose, uno dei suoi due riders sarà certamente Campione del Mondo Piloti – visto che Pedrosa, attualmente terzo con soli tre punti di vantaggio su Stoner, denuncia un gap di 77 punti da Rossi, mentre quelli ancora teoricamente a disposizione negli ultimi tre cruciali appuntamenti sono solo 75 – in vista della Triade Iridata (con anche il Mondiale Costruttori) che assolutamente sarà completata a fine stagione.

    Sempre in tema di statistiche, Lorenzo oggi ha conquistato la sua ventiseiesima Vittoria Iridata partendo dalla trentacinquesima pole in carriera, mentre dalla parte a lui avversa, Rossi oggi ha completato in tono minore un prestigioso record di 100 partenze mondiali con la Yamaha, fra cui ben 43 vittorie. La Casa di Iwata ha celebrato un eccezionale trionfo di Marca anche col quinto posto di Edwards, che come tutti sappiamo il prossimo anno formerà un formidabile Team Texas con l’altrettanto fenomenale Ben Spies, destinato a prendere il posto del deludente Toseland (oggi nono) in seno alla Squadra satellite Yamaha Tech 3, con debutto già nel round conclusivo di quest’anno a Valencia.

    Prima dell’inglese, destinato a ritornare con le pive nel sacco in WSBK proprio al posto di Spies, e dietro il già citato Dovizioso troviamo in ottava posizione un chiaramente deluso Hayden, che oggi non è assolutamente riuscito a trovare il bandolo della matassa ed il giusto ritmo su questo tracciato lusitano di cui peraltro conserva tristi ricordi, ma dove poteva (e doveva) raccogliere di più, specialmente vista la grande prestazione del rinato team mate.

    Circa gli altri riders Ducati in campo, Kallio è purtroppo caduto mentre si trovava ottimamente piazzato in sesta posizione, mentre Canepa è finito tredicesimo. Parlando delle desmodromiche di Borgo Panigale, il pensiero mi corre inevitabilmente allo sfortunato Gibernau che per meri motivi economici non ha potuto neppure disputare la seconda parte della stagione, ma che alla fine dei giochi non avrebbe certamente fatto peggio di codesto deludentissimo pilota nostrano che fino a qualche giorno fa contro ogni logica e decenza era stato incredibilmente confermato dal Team Pramac al proprio posto per il prossimo anno, per poi fortunatamente ricredersi e chiamare in sua vece lo spagnolo Aleix Espargarò, che ha già debuttato quest’anno sulla GP9 con risultati lusinghieri.

    Ugualmente penalizzati dalla sorte sono risultati oggi De Angelis e Capirossi, entrambi tristemente costretti al ritiro per problemi tecnici.

    Ora, a sole tre puntate dalla fine, le cose diventano realmente interessanti, essendo la serratissima lotta per il Titolo, come detto precedentemente, ormai ristretta matematicamente ai due soli alfieri della Casa dei Tre Diapason.

    Il vantaggio di Rossi, che prima di Indianapolis pareva quasi incolmabile, ormai risulta ben più risicato, essendosi ridotto di ben 32 lunghezze negli ultimi 3 appuntamenti, vale a dire quasi 11 punti a Gp. Considerando che l’urbinate conserva ora appena 18 punti di margine sul rimontante e lanciatissimo rivale, cioè 6 punti per le rimanenti 3 gare, ne consegue che, SE rimanesse costante il trend attuale, cioè quello delle ultime tre prove, l’urbinate finirebbe per perdere abbondantemente il Titolo a favore del suo temutissimo team mate.

    Infatti, ormai Rossi nutre un terrore folle nei confronti di Lorenzo, di cui ha adesso paura ancor più di quanto abbia imparato a temere Stoner nella per lui disastrosa stagione 2007, dominata dall’asso australiano.

    Perchè?

    Per il semplice fatto che, stavolta, con Jorge il confronto è ASSOLUTAMENTE ALLA PARI, e ciò è quanto di più sconvolgente possibile per l’egoistica a forma mentis di Valentino, che notoriamente ha sempre posto il suo maligno veto su ogni team mate il cui confronto potesse risultargli anche solo lontanamente scomodo.

    Infatti, qui NON ci sono più scuse di gomme o di mezzi differenti, essendo il materiale a disposizione dei due esattamente lo stesso, anzi essendo Rossi sempre costantemente avvantaggiato dal supporto del suo tanto decantato squadrone, che del resto sottrasse truffaldinamente alla HRC.

    Dunque in questo caso il confronto è purissimo e limpido, e chi perde a parità assoluta di mezzi non può accampare alcuna giustificazione, proprio quello che Rossi teme ed odia più di qualsiasi altra cosa. Per questo, egli come suo storico antico costume ha tentato con tutti i mezzi possibili di far pressione sulla Yamaha perchè NON confermasse Lorenzo, o almeno che questi NON ricevesse il suo stesso trattamento in seno alla squadra.

    Inoltre, come gia Casey, Jorge NON teme affatto psicologicamente Valentino, che in questo Campionato ha già clamorosamente battuto ben quattro volte, risultando altresì quasi costantemente (tranne che in tre casi) PIU’ VELOCE di lui nell’arco di tutta la stagione fin qui disputata. Il Campione Majorchino in sostanza SA di poter battere l’urbinate quando vuole, ed il fatto è che pure quest’ultimo sia perfettamente conscio di questa realtà ineluttabile.

    ERGO, ormai la guerra psicologica sta ormai volgendo chiaramente al peggio per Rossi, che in questo momento ha ancora tutto da perdere, mentre il suo rivale molto meno, potendo dunque correre impavidamente a cuor leggero, conscio che, per male che vada, egli avrà comunque fatto del suo meglio e dato tutto se stesso fino in fondo, all’ultimissimo minuto di questo esaltante duello all’ultimo sangue.

    Il due volte Campione del Mondo in fatti NON ha scelta, deve continuare a tirare al massimo come ha già fatto negli episodi vincenti di Indianapolis e questo odierno, puntando a vincere TUTTE le rimanenti gare – cosa indubbiamente non facile, ma neanche impossibile vista la sua straordinaria velocità attuale – e nel contempo sperare che qualcun altro, leggi Pedrosa o Stoner, tolgano punti al rivale, che anche nell’ipotesi di cui sopra finirebbe per vincere il Titolo SE arrivasse sempre secondo dietro allo spagnolo.

    Come ho già detto tante altre volte, comunque, la particolare forma mentis di Jorge ama queste situazioni a la va o la spacca, in cui si esalta terribilmente e rende sempre al massimo possibile.

    E questo suo massimo possibile, di questo Rossi è acutamente quanto dolorosamente conscio, è semplicemente, nè più nè meno, IL MEGLIO in assoluto oggi ammirabile in campo Mondiale.

    Esattamente così. MEGLIO di quanto possa fare attualmente l’urbinate, come il cronometro ha incontestabilmente dimostrato quest’anno, in assoluta parità di condizioni, con la stessa identica moto, senza trucchi o inganni. Tutto qui.

    Per questo, la condizione psicologica di Rossi è ormai minata alla base da questa scomoda consapevolezza, di avere adesso a che fare con uno non solo molto più giovane, ma anche più determinato e soprattutto più veloce di lui, per di più in sella alla sua stessa vincente cavalcatura, un tipo assolutamente NON demoralizzabile o smontabile, che si rialza più forte di prima dopo ogni possibile colpo, in attesa di un passo falso definitivo, fatale ed irrimediabile del rivale che potrebbe avvenire, in queste condizioni di altissima tensione, anche prima della resa dei conti finale di Valencia.

    Luogo questo, vedi un pò il caso, tana del suo implacabile rivale ed invece non certo psicologicamente felice per l’urbinate, dove nel 2006 perse clamorosamente un Titolo già vinto, e che l’anno dopo vide pure la inopinata perdita del suo secondo posto iridato. Ma nel cammino che conduce alla spianata dell’Armageddon finale, restano ancora, prima del fatale appuntamento valenciano, due quasi altrettanto decisive prove di avvicinamento, la prima della quali risulta essere Phillip Island, nel Gp di casa del rinato Casey Stoner.

    Proprio Il Campione del Mondo MotoGp 2007, con il suo sfolgorante ritorno in campo, potrebbe giocare un ruolo decisivo nell’assegnazione del Titolo, quel sogno iridato cui egli ha quest’anno volontariamente rinunciato. Come avevo predetto, Stoner potrebbe benissimo aiutare Lorenzo togliendo a Rossi punti decisivi, come del resto puntualmente avvenuto proprio oggi qui all’Estoril, subito alla prima occasione utile. Nella sua amatissima pista di casa, infatti, dubito fortemente che Rossi possa mettere le ruote davanti al desmodromico drago scarlatto dell’asso australiano.

    Di questa probabilissima possibilità Jorge DEVE approfittare, a sua volta precedendo Casey dall’alto di una condizione di forma attuale sia tecnica che mentale assolutamente smagliante, che rasenta davvero lo Stato di Grazia.

    SE riuscisse in questa formidabile impresa, avrebbe praticamente riagguantato Valentino con tutte le disastrose conseguenze psicologiche del caso per quest’ultimo, assestandogli una mazzata davvero pesantissima. Dunque, l’appuntamento australiano potrebbe anche risultare, se non assolutamente decisivo, certo cruciale ed importantissimo per il destino della Corona Iridata 2009.

    Quindi, NON prendete assolutamente impegni per il terzo fine settimana di Ottobre, liberi di assistere alla terz’ultima puntata di una storica epopea, e ad un duello di una bellezza incomparabile anche e soprattutto per la pressochè inedita assoluta parità di condizioni che lo contradddistingue.

    Dunque, appuntamento irrinunciabile in Terra Australiana per il prossimo adrenalinico episodio di questa incredibile, emozionantissima ed imprevedibile Saga MotoGp 2009!

    DONOVAN

    Foto: Motoblog.it