Europa casa di tutti (o quasi)

Non si può negare che mai GP d’Europa fu più azzeccato: se l’Europa è la casa di tutti, infatti, il Nurburgring - per diversi motivi - è la casa di quasi tutti i principali team del Circus

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    GP d'Europa

    Non si può negare che mai GP d’Europa fu più azzeccato: se l’Europa è la casa di tutti, infatti, il Nurburgring – per diversi motivi – rappresenta la casa di quasi tutti i principali team del Circus.

    Oltre che di Mercedes e BMW questo è, grazie all’ariano Michael, il GP della Ferrari. Come se non bastasse, poi, si deve necessariamente ricordare la Toyota con la sua sede germanica in quel di Stoccarda e la Williams con il passaportato Rosberg all’esordio davanti al proprio pubblico.

    Per questi variegati motivi, in molti hanno fiducia e speranza di fare bene nel prossimo appuntamento iridato.

    Schumacher in primis che, dopo la vittoria nella sua seconda patria, si dice convinto che non potrà fare di meno davanti a papà, moglie, figli e compaesani. A pochi passi com’è dal suo kartodromo (anche stavolta luogo di gran ritrovo per meccanici Ferrari e krauti…) dobbiamo per forza credergli!

    Pure la McLaren, che parla sempre più Mercedes, non se la passa male: la compagine di Ron Dennis porta un nuovo motore indistruttibile e mai come ora sembra seriamente convinta che sia questa l’occasione giusta per restare attaccata al treno dei migliori.

    La BMW di Monaco fa finta di niente ma intanto sogna un’impresa con Heidfeld. Il tedesco pareggia l’accoppiata di Stoccarda Toyota-Ralf e spera di trovare nel pubblico la spinta giusta per tenersi dietro almeno il mezzo-sangue Rosberg, al volante degli ex-soci ed ora primi rivali della Williams.

    Quanto ai giapponesi trapiantati nel vecchio continente, loro non hanno grosse certezze. Le speranze quelle sì. Chissà che tra un acquazzone e qualche disgrazia altrui non ci sia un po’ di spazio anche per loro sul podio.

    Podio che sembra molto più alla portata di altri nipponici, quelli della Honda. Apparentemente diremo che niente hanno a che fare con la Germania, loro. Se non si scoprisse che proprio lì, 42 anni fa, la Honda debuttò in F1. Come non festeggiare, allora, il nuovo debutto se non riponendo nella corsa le migliori speranze?

    Unica emarginata in questa kermesse celebrativa, nonostante non sia neanche tanto lontana da casa, è la Renault. E chissà che alla fine non gli vada meglio così: Ferrari a parte, per i piloti italiani Imola non è certo stata una gran giornata. Se la cabala si ripetesse anche qua, stavolta in pochi si salverebbero…