F1 2007: il post-Schumacher? va alla grande!

La lunga sosta tra il Gp del Bahrein, andato in scena il 15 aprile, e quello di Spagna, in programma domenica prossima, offre l’opportunità per una riflessione sul più avvincente avvio di stagione che la storia recente della Formula 1 ricordi

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    Massa e Hamilton in lotta a Sakhir

    La lunga sosta tra il Gp del Bahrein, andato in scena il 15 aprile, e quello di Spagna, in programma domenica prossima, offre l’opportunità per una riflessione sul più avvincente avvio di stagione che la storia recente della Formula 1 ricordi.

    Ecco, già in questa definizione c’è la risposta al quesito che gli appassionati si sono posti per tutto l’inverno: cosa ci riserverà l’alba del dopo Schumacher? Un quesito velato dal timore che il mondiale, orfano del carisma di Michael, potesse perdere interesse. Allarme rientrato, almeno alla luce di quanto accaduto nelle prime tre prove. La doppia coppia formata dai piloti Ferrari e McLaren sta infatti riuscendo nell’impresa di non far rimpiangere l’asso tedesco. E scusate se è poco.

    L’equilibrio esistente non solo tra i due team rivali, ma anche tra i loro giovani driver rappresenta un elemento di novità davanti al quale gli amanti della competizione serrata non possono che entusiasmarsi. Raikkonen e Massa da una parte, Alonso e Hamilton dall’altra stanno mettendo in piedi uno spettacolo capace di emozionare la platea con l’incertezza che lo caratterizza. Nulla a che vedere con i monologhi di Schumi, graditi solo ai ferraristi. E meglio anche degli sporadici cori a due voci andati in scena negli ultimi anni.

    Il dubbio è allora un altro: riuscirà il quartetto nell’impresa di restare unito a lungo? Chissà. Per ora godiamoci la splendida alternanza di risultati che ci sta regalando; la prontezza con cui ciascun interprete si fa avanti non appena gli altri accennano a tirare il fiato; l’armonia o, se preferite, la sana rivalità che regna in entrambe le squadre, dove nessuno accetta il ruolo di seconda guida, ma nemmeno pesta i piedi al compagno.

    Insomma, sembra tramontata l’era delle gerarchie predefinite, delle direttive impartite via radio al comprimario di turno per favorire il leader designato. In fondo è questa la vera svolta post-schumacheriana, soprattutto in casa Ferrari. Così a Raikkonen non basterà guadagnare molti più soldi rispetto a Massa per avere la certezza di precederlo sul traguardo. E lo stesso vale per Alonso, un due volte iridato che la McLaren pone sullo stesso piano della matricola (terribile) Hamilton.

    Certo, è probabile che un giorno l’incantesimo si spezzi; che uno tra Kimi e Felipe, come pure uno tra Fernando e Lewis, prenda il sopravvento. Se ciò accadesse, le rispettive scuderie non potrebbero esimersi dal fare una scelta. Fino a quel giorno, però, la parola d’ordine sarà “bagarre”.