F1 2010, Australia: le pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: le pagelle di Paolo Zermiani dopo il Gran Premio d'Australia 2010

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    Pagelle dal Gran Premio d’Australia di Formula 1 2010. Migliori in pista sono Lewis Hamilton e Fernando Alonso. Il dibattito sulla gara del pilota spagnolo della Ferrari è ancora aperto: è stato un grande oppure no? Certo, l’errore in partenza pesa tantissimo sull’esito della competizione. Ma dal secondo giro in poi mette in scena una prestazione da libri di storia. Lo stesso dicasi per Hamilton che, al pari dell’asturiano, sbaglia una volta nel weekend, in qualifica, ma sa poi riscattarsi alla grande. Nessuno dei due, infatti, porta a casa un 10. Quello lo teniamo per la perfezione.

    JENSON BUTTON. Ha due meriti l’inglese. Primo, si inventa la carta della disperazione una volta superato da Hamilton e monta gomme da asciutto prima degli altri. Secondo, guida senza sbavature. Questi valgono un 8 pieno. E’ tutta farina del suo sacco. E’ lui il nuovo professore. Non a caso ha studiato all’università di Ross Brawn.

    ROBERT KUBICA. Il pilota Renault mette in scena il pezzo migliore del suo repertorio: prende una macchina da mezza classifica e facendo leva su opportunismo e costanza si piazza sul podio. Disinvolto come fosse casa sua. Controlla Massa, avrebbe fatto lo stesso con un ben più pericoloso Alonso. Voto 8,5

    FELIPE MASSA. Nel suo weeked va annoverata solo una fantastica partenza. Solo si fa per dire dato che, con quella, riesce a ridurre il distacco in classifica generale dal leader Fernando Alonso e mette sull’1 a 1 il risultato dei duelli in pista. Certo è che arrivare terzo con questa Ferrari è il minimo che gli si potesse chiedere. Voto 6+

    FERNANDO ALONSO. Se Massa si becca un seino d’incoraggiamento Alonso andrebbe bocciato per la pessima partenza che, di fatto, gli ha condizionato tutto il resto della gara. Il mastino, però, dal secondo giro si toglie la museruola ed incanta i suoi tifosi. C’ho pensato molto. Alla fine ho deciso che la striscia bianca che gli ha fatto pattinare le gomme in partenza si merita 4. Lui 9. La difesa su Hamilton è già nei libri di storia. Per quanto riguarda l’incidente alla prima curva mi sento di dire solo una cosa. La colpa è di chi tampona, semmai. Se tutti i protagonisti ed i commissari lo hanno definito un normale episodio di gara, oltretutto, non ha senso stare a fare altri processi.

    NICO ROSBERG. Studia da campione del mondo. Non sbaglia praticamente nulla e porta a casa sempre il massimo possibile. Cambia le gomme e non dovrebbe. Ma non è un errore di Ross Brawn: era stato il tedeschino a mangiarsele in fretta. Prenda esempio da Kubica. Voto 6

    LEWIS HAMILTON. Grandissimo mattatore. Lo vogliamo così: ruspante e per niente calcolatore. E chi se ne frega se poi non vince il campionato perché non sa usare la testa. Nigel Mansell era un mito prima ancora del mondiale del 1992. Hamilton, 25 anni ed un titolo già in tasca, è sulla buona strada. E’ un vero fenomeno del volante al quale si deve concedere ogni libertà. Ne va del bene di questo sport. Voto 9 A fine gara, deluso, bacchetta il team “strategia del c….”. Si potrebbe tradurre. La cosa va in mondovisione e in Inghilterra parte immediato il polemicone…

    TONIO LIUZZI. In qualifica le prende costantemente da Sutil che, sarà pure un buon pilota, ma non è un fenomeno. In gara riesce sempre a rifarsi. Pure stavolta. Lotta con l’usura delle gomme ma tiene duro. Voto 7

    MARK WEBBER. Riesce a sbagliare praticamente tutto. Ha tanta voglia di fare bene ma poca freddezza. E pensare che la sua macchina era la più veloce del lotto come il giro più veloce in gara e la pole position di Vettel dimostrano. Voto 3. Senza condizionale. Si sta coultardizzando.

    RUBENS BARRICHELLO. Non avrebbe mai più pensato di chiudere una gara vedendo negli specchietti Michael Schumacher. Non immaginava che avrebbe corso assieme al giovane Schumi (aka Nico Hulkenberg) dandogli le paste in modo così schiacciante. Se non avesse fatto la strategia del c…. di cui sopra (vedi Hamilton) avrebbe regalato alla Williams qualche punto in più. Voto 7,5

    MICHAEL SCHUMACHER. Quello che colpisce di Schumacher in Australia è l’apparente mancanza di grinta. Le cose non vanno bene e lui, per nascondere l’imbarazzo, si comporta da turista. Un po’ come se fosse finito in Formula 1 per caso. Voto 5. Per non inferire.

    SEBASTIAN VETTEL. Senza voto. Giusto per non farlo piangere ulteriormente sul latte versato. Chissà perché la sfiga capita tutta a lui e non a Webber? Per la seconda volta consecutiva si dimostra padrone della situazione. Alla lunga lo diventerà anche in classifica generale.

    KARUN CHANDHOK. Al box HRT esultano come avessero vinto il Gran Premio. Arrivare in fondo alla gara, per ora, è un successo strepitoso i cui meriti vanno a quest’indiano finito lì con una valigia piena di soldi e con tante raccomandazioni. Voto 7+