F1 2010, Ferrari: Felipe Massa non è inutile

Formula 1: il presidente della Ferrari Luca di Montezemolo sprona Massa e gli chiede un aiuto a Fernando Alonso per vincere il titolo mondiale della stagione 2010 che, secondo lui, è vicino solo al 35%

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    Parla Montezemolo. Il presidente della Ferrari prova a dare una spinta motivazione a Felipe Massa. Il pilota brasiliano è apparso piuttosto demotivato dal momento in cui ha capito che non potrà più lottare per il titolo di campione del mondo. Tuttavia le sue prestazioni devono restare ai massimi livelli per inserirsi tra Alonso e gli avversari e consentire allo spagnolo di rubare punti importanti ai vari Webber, Vettel, Hamilton e Button. Solo così la Ferrari potrà vincere un campionato che per un cauto Montezemolo, ad oggi, non è più vicino di un misero 35%.

    FERRARI. Parlando a Parigi, il presidente Luca di Montezemolo ha fatto il punto della situazione indicando nel 35% la “possibilità di vincere il Mondiale, il 100 per cento di chiudere la stagione ai massimi livelli”. Secondo il numero uno Ferrari, Alonso si è rivelato la scelta giusta, la “carta vincente” per dirla con parole sue. Ma non per questo dimentica Massa:“Mi aspetto Felipe con il coltello tra i denti nelle ultime quattro gare. Voglio un Massa forte che tolga punti agli avversari. A Singapore è stato sfortunato, ma è in condizione di vincere”. Per essere sicuro che il messaggio arrivi forte e chiaro al diretto interessato aggiunge:“Chi corre per la Ferrari non corre per se stesso, ma per i colori del Cavallino. Chi vuole correre per se stesso si faccia una sua squadra”. L’orgoglio del Presidente esce fuori nel finale quando fa notare che dal 1997 ad oggi, escluso il 2005 ed il 2009, la Ferrari ha vinto il titolo o lo ha perso all’ultima gara.

    FELIPE MASSA. Sul suo diario personale, ospitato dal sito ufficiale Ferrari, Felipe Massa racconta il suo sfortunato GP di Singapore, nella speranza di avere a Suzuka uno scenario diverso nel quale battagliare con gli avversari:“Il mio weekend è praticamente terminato sabato pomeriggio dopo il guasto che ha fatto fermare la mia macchina in pista senza essere nemmeno riuscito a completare un giro cronometrato in qualifica - scrive il pilota di San Paolo – nel debriefing di sabato notte abbiamo pensato di adottare una strategia simile a quella usata dal mio compagno di squadra nel Gran Premio di Monaco. Purtroppo, questa non ha pagato domenica sera perché se è vero che la safety-car è entrata in pista, è altrettanto vero che lo ha fatto troppo presto: sarebbero stati sufficienti un paio di giri e avrei potuto rientrare in pista davanti ad Hulkenberg e allora la mia corsa sarebbe stata del tutto diversa.” Partire ultimo e sperare in una tattica d’azzardo non è il massimo per un pilota abituato ai quartieri alti dello schieramento. Il suo obiettivo dichiarato a questo punto è aiutare la Ferrari nel campionato costruttori. In classifica, attualmente, il team italiano occupa il terzo posto con un ragguardevole distacco dalla vetta occupata dalla Red Bull.