F1 2010, GP Belgio: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: pagelle dal Gran Premio del Belgio edizione 2010

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    F1 2010, GP Belgio: le Pagelle

    Pagelle dal Gran Premio del Belgio F1 2010. Migliore di giornata è Mark Webber! Lewis Hamilton ha vinto e convinto ma comunque ha avuto il mezzo migliore e si è reso protagonista di un’uscita di pista che poteva avere conseguenze molto pericolose. Il pilota Red Bull, invece, non si è arreso dopo una partenza critica ed ha rimontato con coraggio ed equilibrio fino ad una preziosissima seconda posizione che lo tiene a galla nella lotta per il titolo mondiale. Va tutto male, invece, a Vettel e Alonso

    HAMILTON. Voto 8,5. Si prendeva un nove +++ se non metteva quattro ruote sulla ghiaia e toglieva 16 mesi di vita a Martin Whitmarsh. Illuminante. Il paragone tra Hamilton e Senna non regge: il brasiliano è solo un mito.

    WEBBER. Voto 9. La pole è sua. La Red Bull non è più il missile imprendibile di una volta. Parte male ma poi rimonta fino ad una seconda posizione che vale tantissimo in classifica generale e nella lotta interna con Vettel. Memore del 2009 mi aspettavo un suo passo falso, invece, è sempre il biondino quest’anno a scivolare. Ciò detto, visto che l’australiano mi piace molto e sarei molto contento di vederlo iridato, non aggiungo altro per scaramanzia.

    KUBICA. Voto 7,5. Anche Kubica mi piace. Se non stendeva un paio di meccanici finiva secondo con pieno merito. I dettagli fanno la differenza.

    MASSA. Voto 6,5. Non va forte sull’asciutto e neanche sul bagnato. Ma che assetto aveva la sua Ferrari? Effettivamente incupito nell’animo sembra avere il solo obiettivo di portare a casa punti per il campionato costruttori. Uomo di servizio. Che chieda a Maranello di lasciarlo andar via a fine stagione come fece Barrichello?

    SUTIL. Voto 7/8. Impensierisce la Ferrari. Guida ottimamente con condizioni al limite. Si porta sulle spalle la Force India in uno dei pochi weekend di discreta competitività della vettura.

    ROSBERG. Voto 6. Finisce davanti a Schumacher tanto per ribadire chi comanda. O comanderà. Sfrutta una tattica degna del miglior Brawn per aiutare la Mercedes a tirar su qualcosa in classifica costruttori.

    SCHUMACHER. Voto 5. Ci mette impegno. Le parole da usare sono le solite. Il duello con Rosberg è al limite del patetico. Spero che a Monza i tifosi lo trattino come pezzo da museo. Su quel fronte può ancora dir la sua. Per il resto, neanche a Spa arriva un raggio di sole. E non penso che questa Mercedes sia inferiore a quella Jordan del 1991. Ma siamo sicuri che sotto il casco non ci sia Ralf?

    KOBAYASHI. Voto 7,5. Gomme giuste al momento giusto e larghe dosi di autorevolezza obbligano a regalare un applauso al nippo.

    PETROV. Voto 6. La rimonta verso la zona punti, portata a termine senza difficoltà dimostra che non è così pasticcione come le qualifiche avevano fatto supporre.

    VETTEL. Voto 3. Posso credere che la perdita di controllo durante l’attacco a Button sia arrivata al di là delle aspettative del tedesco. Ma la ruota bucata dopo un contatto con Liuzzi? Non ci siamo. Il ragazzo è in confusione più totale.

    ALONSO. Voto 4,5. Se non avesse frenato correttamente alla curve del primo giro in cui tutti sono arrivati lunghi sarebbe stato grande protagonista fino alla fine. Da quel momento in poi prende tanti rischi di guida e tattici. A volta va male, a volta va bene. L’incidente, però, non ci doveva scappare.

    BUTTON. Voto 8. Finiva secondo limitando i danni da Hamilton e mettendo altro fieno in cascina per la classifica. Ora la vita si fa dura.

    BARRICHELLO. Continua la tradizione dei festeggiamenti che portano sfiga. E’ infinita la lista di piloti/team che in Gran Premi particolarmente sentiti fanno pena. Barrichello rovina la corsa di Alonso e si leva subito dalla scena. Propongo, d’ora in poi, di fare festa dopo la corsa e non sin dal giovedì che la precede! Voto 4

    Foto : Ap/LaPresse