F1 2010, GP Brasile: Le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: Pagelle di Paolo Zermiani dopo il Gran Premio del Brasile edizione 2010

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    Pagelle dal GP del Brasile di F1 2010. Innanzitutto diamo un voto 10 alla Red Bull e ad Adrian Newey che vince il titolo costruttori 2010. Quanto ai migliori in pista sono due: Nico Hulkenberg, fenomeno delle qualifiche e gran guidatore in gara, e Fernando Alonso che compie alcune manovre spettacolari e decisive per la corsa al titolo mondiale. Sotto alla sufficienza dobbiamo mettere Lewis Hamilton e Felipe Massa. Il pilota McLaren sembra non trovare più lo smalto dei tempi migliori. Il ferrarista è sfortunato, ma non mostra comunque un livello di performance accettabile per il ruolo che ricopre.

    VETTEL. Spadroneggia. E non rompe il motore. Gran parte della vittoria nel Gran Premio del Brasile 2010 si determina nel buon giro in qualifica che lo porta in prima fila. Voto 8

    WEBBER. Realisticamente non poteva fare meno di un secondo posto. E’ fortunato a sbarazzarsi di Hulkenberg approfittando di un imprecisione del tedesco nel primo giro. Voto 6,5 Adesso la matematica gli consente, al pari di Alonso, di vincere il titolo arrivando secondo (a patto che il primo sia Vettel). E scusa se è poco.

    ALONSO. L’errore in qualifica impedisce ad Alonso di impensierire seriamente le Red Bull che, almeno nella prima parte di gara, erano comunque imprendibili. L’errore è perdonabile viste le condizioni dell’asfalto. L’errore è ampiamente perdonato dopo la partenza quando infila Hamilton dopo averlo pressato e portato all’errore e sorpassa un arcigno Hulkenberg che, successivamente, diventa una barriera invalicabile anche per un maestro delle manovre impossibili come Hamilton. Voto 9. Questo è correre da campione.

    HAMILTON. Si fatica a riconoscerlo. In Corea non furoreggia sul bagnato. Qui in Brasile non trova mai il giusto feeling con gli pneumatici morbidi. Da uno come Hamlton ci si aspetta sempre che vada oltre i limiti della macchina ma anche stavolta la magia non riesce. Concludere con la sagoma di Button appiccicata dietro dà l’impressione che il ragazzo potesse fare molto meglio. Voto 5.

    BUTTON. Per il Button che sfugge ad un rapimento cosa volete che sia indovinare anche stavolta la strategia giusta. E’ bravo a cambiare le gomme per primo ed a spingere con pista libera per rientrare davanti a molti rivali. Per il resto, i limiti suoi e della McLaren sono ormai noti. Voto 6

    ROSBERG . Recupera posizioni grazie alla strategia. Nel finale approfitta della safety car per mettere gomme fresche e Schumacher lo fa passare nella speranza che Rosberg riesca ad impensierire Button ma c’è troppo traffico in pista e tutto resta così com’era. Voto 6,5

    SCHUMACHER. Disputa una corsa per sua stessa ammissione “incoraggiante”. Che sarebbe stato un GP in grande spolvero lo si era capito dal piglio con il quale aveva affrontato le qualifiche. Voto 7+. Ci siamo quasi.

    HULKENBERG. Sorprendente in qualifica, spettacolare in gara per come si difende da Alonso prima e Hamilton poi, Kubica infine. Hulkenberg sostiene che più di così non potesse fare ed ha ragione. Le sue gomme vanno Ko prima di quelle degli altri. Alla fine l’ottavo posto è un ottimo risultato. Voto 9

    KUBICA. Si lamenta che per colpa del limitatore di giri che entrava in funzione sul rettilineo principale non ha potuto sfruttare al 100% il lavoro dell’F-Duct. Questo lo ha obbligato a restare intruppato nel traffico ed a perdere un paio di posizioni che, sulla carta, potevano spettargli. Voto 6

    KOBAYASHI. Lo abbiamo visto meno aggressivo del solito. Subisce un paio di sorpassi in modo piuttosto passivo. Il Kobayashi che amiamo avrebbe venduto cara la pelle o, almeno, avrebbe fatto manovre in stile Hulkenberg. Ad ogni modo, porta a casa un punto d’oro per il team. Risultato non scontato se si guarda la classifica finale e si conta il numero di monoposto superiori alla Sauber ritirate. Praticamente nessuna. Voto 7

    MASSA. La sfortuna del dado montato male non smuove di molto il giudizio sul pilota brasiliano che ad inizio stagione ha tolto ad Alonso dei punti che adesso potrebbero essere decisivi. Altro che parlare ancora dello scandalo di Hockenheim in Germana. Fosse per il brasiliano, questa ottima Ferrari F10 che sta portando il compagno di squadra all’ultima gara della stagione ancora in testa al titolo mondiale, sembrerebbe la fallimentare F60 del 2009! La scusa è che non c’è grip ma ormai, tabellino alla mano, siamo quasi ai livelli di Piquet Jr. Voto 5