F1 2010, GP Corea: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: Pagelle di Pazolo Zermiani dopo il Gran Premio di Corea 2010

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    Fernando Alonso e la Ferrari trionfano nel Gran Premio di Corea grazie ad un grande opportunismo e ad una discreta dose di fortuna. Le pagelle di oggi partono da questo presupposto per fare un piccolo ragionamento su cosa non debba essere banalmente chiamata buona sorte. Oltre allo spagnolo della Ferrari, grandi protagonisti di giornata sono Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. Giudizi negativi per Felipe Massa e Mark Webber sebbene sulla prestazione di quest’ultimo ci sia un dibattito tutto da aprire.

    ALONSO. La calma è la virtù dei forti. E’ la condizione necessaria, pur se non sufficiente, per chiamare a sé la fortuna. Se Alonso fosse un bomber, non segnerebbe in rovesciata, neanche dribblando mezza difesa. Farebbe un gol di stinco, un altro di nuca, un altro di rimpallo. E vincerebbe la classifica dei cannonieri lasciando alcuni puristi (quelli ingenui) esterrefatti. Le vecchie volpi del calcio sanno che il “senso del gol” non ha nulla a che vedere con la fortuna. E’ l’arte sublime del sapersi far trovare al posto giusto al momento giusto. E’ la capacità di saper fare la cosa più giusta. Non so quanto ne capisse Enzo Ferrari di calcio. Ne sapeva un bel po’ di piloti. E infatti li voleva fortunati. Come se la fortuna fosse un valore, un valore per giunta misurabile. Ed è esattamente così. Voto 9 Ripeto: nel calcio si chiama senso del gol. Zero dubbi: in Ferrari c’hanno un bomber di razza.

    HAMILTON. Meriterebbe un dieci solo per l’atteggiamento da vero animale da corsa che ha avuto sotto il diluvio. Le femminucce si lamentavano della visibilità. Lui implorava l’imminente partenza. Il ragazzo sa farsi amare. Quando finalmente la safety car si toglie dalle scatole, però, non vola sull’acqua come avrebbe fatto il suo idolo Senna. Anzi, ne becca dallo sfortunato Rosberg. Tallona Alonso e lo aiuta ad esaltarsi. Comunque, chapeau. Voto 8. Perdonabile il lungo che gli impedisce di conservare la prima posizione. Ad un certo punto, con Alonso incalzante, avrebbe dato vita ad un bel duello. Forse ci siamo persi qualcosa di epico…

    MASSA. Se è davvero questo il divario che c’è tra lui ed Alonso, la Ferrari nel 2011 deve mettere le cose in chiaro sin da subito. Se i supporter del brasiliano hanno finito le argomentazioni, saranno costretti a farsi dare delle ripetizioni dai Barrichelliano. Il che è implica una domanda. Ed una riposta. Voto 5. Non era scontato portare la macchina la traguardo.

    SCHUMACHER. E’ arrivato il miglior risultato stagionale. Risultato certamente aiutato dai ritiri di Vettel, Webber e Rosberg senza i quali staremmo ancora a parlare di un banale settimo posto. Schumacher non dà l’impressione di gasarsi e questo basta per capire che siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Voto 7+

    KUBICA. Capisce che non potrà essere grande protagonista sebbene le condizioni difficili esaltino chi come lui è voracemente in cerca della giornata buona per far saltare il banco. Capisce che conviene controllare, accettare qualche sorpasso, attendere momenti migliori. Momenti che arrivano nel finale quando le sue gomme sono meno consumate di quelle degli altri e gli consentono una piccola ma proficua rimonta. Voto 8,5

    LIUZZI. Una domenica da eroe su 15 fino ad oggi disputate è troppo poco. Ma almeno è qualcosa: Voto 7

    BARRICHELLO. Non perde occasione per stuzzicare Schumacher. Vedere che se la prende tanto con il Kaiser pure adesso che è in lotta per una posizione che una volta non valeva neanche la zona punti fa un po’ tenerezza. E un po’ pena. Peccato. In fin dei conti questa è una delle sue annate migliori. Nel finale soffre troppo il degrado degli pneumatici. Voto 6,5

    KOBAYASHI. Non solo sa fare a botte. Ma riesce anche a picchiare pesante senza che la sua monoposto si scalfisca. Questa è arte. Non a caso è stato scritturato per recitare in Kill Bill 3. Farà la parte del buono. Voto 6/7. Fosse stato uno normale, oggi finiva come Petrov.

    BUTTON. Tenta il cambio gomme prima degli altri. Se gli fosse andata bene anche stavolta sarei stato in seria difficoltà nel dare il mio giudizio. Gli dei della F1 dimostrano di avere memoria e Button abbandona le solo virtuali speranze di vincere il titolo in una domenica dove mostra il peggio del suo repertorio. Voto 4.

    VETTEL. Un motore rotto ci può stare. Vettel, semmai, deve recriminare sugli errori passati che gli hanno portato via una valanga di punti. Una valanga, ripeto. Una valanga con la quale si sarebbe presentato in Corea libero di non scendere neanche in pista. Tanto era il vantaggio in classifica regalatogli dalla sua Red Bull. Ciò precisato, per quanto sia più facile guidare da primo della fila che da secondo in giù, il weekend del tedesco è più che discreto. Voto 8

    ROSBERG. Andando a naso, questa sarebbe stata la gara più bella. Di sempre. In Formula 1. Voto sulla fiducia: 8. Già in qualifica non era stato niente male. Ovviamente incolpevole nell’incidente che lo ha messo KO.

    WEBBER. La si può vedere in due modi. Uno. Webber ha fatto l’unica cosa che non doveva, vale a dire non arrivare sotto alla bandiera a scacchi. Per cui non si può perdonare. Oppure: due. Sono cose che capitano. Ha commesso un minimo errore e gli è andata male. Non è andato fuori pista perché stava prendendo dei rischi perché voleva superare qualcuno o difendersi spingendo oltre le proprie possibilità. Dato che non so decidermi, lascio il voto aperto. Per i colpevolisti scrivo 2. Per gli innocentisti scrivo 5.