F1 2010, GP Singapore: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: pagelle di Paolo Zermiani dal Gran Premio di Singapore

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    Fernando Alonso incontenibile. Il Gran Premio di Singapore 2010 è suo per la seconda volta. Stavolta, però, niente trucchi strani. Nonostante guidi una Ferrari che non vale ancora la Red Bull, riesce ad ottimizzare al 110% il potenziale del proprio pacchetto e, come se non bastasse, dimostra finalmente quei nervi saldi che lo hanno fatto diventare uno dei piloti più stimati e rispettati del paddock. Vettel dietro di lui scalpita come un Toro imbizzarrito ma alla fine è il Cavallino che vince. E l’inno italiano suona con convinzione.

    ALONSO. Stavolta… cattivo! L’ometto Rosso si prende una pole position che non meritava. Segna, non meritandolo, il giro più veloce in gara. Arriva, non meritandolo, primo sul traguardo. Al suo posto meritava, invece, di starci Adrian Newey. The Genius ha dato ai suoi due piloti una macchina superba. La Ferrari non è un catorcio ma appare evidente che sia ancora un pelino inferiore alla Red Bull. Eppure questo Alonso tornato ai livelli della prima metà del 2006 dà l’impressione di aver ritrovato il tocco magico. Nulla si crea, nulla si distrugge. Tutto si trasforma: in oro. Voto 9+++. Reggere la pressione di Vettel per 2 ore filate con ben due safety car non è roba da ridere.

    VETTEL. Leggi il discorso di Alonso al contrario, rallentalo di mezzo decimo in qualifica e capisci tutto. Voto 6,5 per come gli morde le caviglie. Ma sono persino troppo generoso. Aveva nel piede la pole position che avrebbe trasformato in vittoria. Perde 7 punti che, tra averli e non averli contro Alonso, fa 14. Riparliamone a fine stagione.

    WEBBER. Attenzione: se in una domenica così sottotono fa terzo, vuol dire che non basterà la cattiveria di Alonso per farlo cadere dal trono. Ricorda il Button del 2009. Praticamente inaffondabile. Ciò detto, voto 6-. Si becca la sufficienza striminzita solo per aver avuto l’idea tattica che gli regala il podio.

    BUTTON. Era stato il migliore a Monza. Qui fa il massimo possibile. Peccato che non sia abbastanza per esaltare ed esaltarsi. Voto 7. Secco.

    ROSBERG. Ho già ordinato maglietta e cappellino del suo fan club. Se la Mercedes non gli dà una macchina buona nel 2011 mi imbottisco di esplosivo e faccio saltare la sede di Stoccarda. Al mio confronto l’operaio in protesta che invase Hockenheim nel 2000 sembrerà uno Schumacher qualunque. Voto 7,5.

    BARRICHELLO. Questo sì che è un buon modo per festeggiare la 302° gara in F1. Voto 7+. Peccato che sia stato lontano dall’azione.

    KUBICA. Risponde presente all’appello della zona punti sebbene sia costretto a girare con l’ala di Spa. Un’assurdità che diventa follia quando deve fare il pit stop per una foratura e si riprende ciò che gli spettava sorpassando un po’ di gente in piena bagarre. Ovviamente senza rischiare nulla. Voto 8 per la tenacia.

    SUTIL. Non sono convintissimo che i 20 secondi di penalità ci stessero. La Ferrari lo vuole? Sarebbe un’ottima seconda guida. Voto 7.

    HULKENBERG. Non riesce ancora a coprire integralmente il gap che lo separa da Barrichello. Considerarlo sempre un debuttante è fuorviante. Voto 5,5.

    MASSA. E’ più sfortunato quando entra la safety car a gara appena cominciata che quando gli si ferma la macchina in Q3. Se la vettura di sicurezza fosse entrata dal 15/20° giro in poi sarebbe stato in zona Rosberg. Forse avrebbe visto gli scarichi di Button e ci avrebbe dato un’idea più precisa dell’impresa compiuta da Alonso. Voto 6 politico. Leggasi n.g.

    SCHUMACHER. Soffre il degrado degli pneumatici e si trova intruppato nel traffico. Non è la miglior Mercedes. Non è la miglior pista per emergere. Non è il miglior Schumacher. Neanche fermandosi al solo 2010. Voto 5.

    HAMILTON. Perché non ha fatto il pit stop quando poteva giocarsela alla pari con Webber. Perché aspettare di trovarselo inevitabilmente davanti? Quando questi due si trovano ai ferri corti son sempre scintille. Non dico che l’incidente fosse scontato. Ma mentalmente, chissà perché, lo avevo già visualizzato. Voto 5. Non sto più basso perché il contatto non è clamoroso. Stavolta. Perdere così un mondiale, però, brucia più della Lotus di Kovalainen.