F1 2010: i momenti più imbarazzanti della stagione

Ecco la classifica dei 10 momenti più imbarazzanti del mondiale 2010 di Formula1

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    Vi abbiamo già offerto un riepilogo delle gare più belle della stagione, ora è il momento di ricapitolare i dieci momenti più imbarazzanti del mondiale 2010 di Formula1. A pochi giorni dallo scoccare del nuovo anno, e in attesa di rivedere i nostri beniamini in pista il 13 marzo, facciamo il bilancio di un campionato iniziato in sordina, con una prima gara che più noiosa non si poteva, quella in Bahrain, e conclusosi invece con quattro campioni impegnati a darsi battaglia per il titolo iridato fino all’ultima curva. Un’annata lunga e faticosa che ci ha regalato momenti indimenticabili grazie a tutti i protagonisti di questo 2010 a quattro ruote.

    Dopo la classifica delle gare più spettacolari del mondiale 2010 di Formula1 ecco di seguito elencati i dieci momenti più imbarazzanti della stagione, classificati in semplice ordine cronologico: ma attenzione, ce n’è per tutti!

    1. GP BAHRAIN F1. Si inaugura sul circuito di Sahkir la stagione 2010 di Formula1, con tre nuovi team presenti all’appello, Virgin Racing, Lotus e HRT, e quattro piloti debuttanti come piloti ufficiali. Tra di loro è Karun Chandhok, rookie dell’HRT, a mettere la firma sulla prima figuraccia: il debutto del pilota indiano termina dopo un solo giro. E il resto della stagione non gli ha riservato momenti tanto migliori; dal gran premio di Germania in poi, Chandhok è stato infatti sostituito da Sakon Yamamoto. Che dire… il team spagnolo del resto si era lanciato nell’avventura della Formula1 come un vero kamikaze: lo shakedown della monoposto era infatti avvenuto direttamente nelle libere del gran premio del Bahrain e, alla vigilia della prima gara, il giovane indiano aveva confessato che la squadra non aveva nemmeno mai provato un pit stop… Gli è andata bene che sono arrivati tutti sani e salvi a fine stagione.

    2. QUALIFICHE GP MALESIA F1. Questa volta la palma d’oro per il momento più imbarazzante spetta invece ai veterani della Ferrari. Il team di Maranello non ha brillato particolarmente per le sue strategie nella stagione 2010 – e la gara conclusiva di Abu Dhabi ne è stata l’esempio lampante. Nelle Q1 del gran premio della Malesia, sia Alonso che Massa se la sono presa comoda tentennando ai box in attesa che la pioggia diminuisse… Risultato: il circuito di Sepang era invaso dall’acqua e il duo del cavallino si è dovuto accontentare della diciannovesima e ventesima posizione sulla griglia di partenza. In un’era in cui ormai si può prevedere anche il numero di gocce che scenderanno, il team principal Domenicali ha dovuto fare mea culpa davanti a tutti, ammettendo un’imbarazzante errore di previsione meteo.

    3. GP DI TURCHIA F1. Sul circuito di Istanbul il duo della Red Bull butta al vento una doppietta praticamente assicurata. Nel tentativo di sorpassare Webber, il futuro campione del mondo tocca il compagno di squadra e termina la propria corsa a bordo pista. Comincia a farsi sentire la tensione in casa Red Bull, con Sebastian Vettel che soffre evidentemente dell’improvvisa ascesa dell’australiano. Stesso discorso però vale anche per quest’ultimo, che non perde occasione per lamentarsi della diversità di trattamento ricevuta dal team, palesemente impegnato a coccolare il giovane biondino di Heppenheim. Fortuna che alla fine a Milton Keynes hanno fatto l’amplein con entrambi i titoli iridati, altrimenti chissà quale futuro attendeva il duo del bibitone…

    4. GP VALENCIA F1. Dubbio su chi sia il vincitore per il momento più imbarazzante nell’appuntamento spagnolo di Valencia. Sicuramente Mark Webber ha vinto il premio di miracolato dell’anno, vista la carambola di cui si è reso protagonista centrando la monoposto di Heikki Kovalainen. L’australiano ha tentato il sorpasso ai danni del pilota della Lotus e ha finito per fare un carpiato di 360 gradi, uscendone fortunatamente illeso. Secondo il pilota della Red Bull il rivale finlandese doveva togliersi di mezzo, perché evidentemente più lento, ma forse poteva anche ricordarsi che entrambi erano in gara: tentare di resistere a un sorpasso almeno per un attimo è lecito; lanciarsi tipo Mig contro un obiettivo sperando che questo si scansi, no.

    5. GP GERMANIA F1. I giochi di squadra dal prossimo anno saranno nuovamente legali. Ma per dimenticarsi del palese, quanto imbarazzante, ordine di scuderia dato a Felipe Massa nel corso dell’appuntamento di Hockenheim, ci vorrà un po’ di tempo. Il pilota brasiliano viaggiava verso la sua prima vittoria stagionale, quando ha dovuto cedere la prima posizione al compagno di squadra Fernando Alonso, più avanti in classifica generale e destinato a combattere per il titolo iridato. Non era la prima volta che il pubblico della Formula1 assisteva a situazioni simili, ma a guardare il povero Massa ridotto pubblicamente a lacchè del pilota delle Asturie, non restava altro che unirsi al “mi dispiace” pronunciato dall’ingegnere di pista Rob Smedley a sorpasso avvenuto.

    6. GP BELGIO F1. “Se hai successo sei il re, se non ce la fai, sei un idiota”. Queste le parole di Sebastian Vettel a conclusione dell’appuntamento in Belgio, dove il pilota della Red Bull ha infilato una serie di errori da principiante che hanno compromesso non solo la sua gara. Sbaglia al quindicesimo giro e mette fine alla corsa di Jenson Button, in quel momento secondo, quindi, dopo aver scontato la penalità per il ritiro causato al britannico della McLaren, recupera ma in un duello con Liuzzi commette un altro errore che lo costringe a rientrare ai box con la gomma forata. Chiude quindicesimo, con un giro di ritardo sul vincitore Lewis Hamilton. Il team principal della McLaren, Martin Whitmarsh, a fine gara si riferisce al futuro campione del mondo chiamandolo “the crash kid”.

    7. GP SINGAPORE F1. Anche l’iridato 2008, Lewis Hamilton, non è stato esente da errori quest’anno. Il pilota della McLaren però, famoso per la sua guida istintiva e aggressiva, in questa stagione è apparso sicuramente più maturo rispetto al passato. Ma anche lui ha collezionato il suo momento imbarazzante: dopo l’incidente nel gran premio di Monza, dove l’anglo caraibico tenta un sorpasso azzardato ai danni di Massa rimettendoci la gara, Hamilton ammette l’errore e promette di essere più accorto in futuro, specialmente per evitare di buttare al vento punti importantissimi in ottica mondiale. Detto. Fatto. Nel gran premio di Singapore la scena si ripete, questa volta con Mark Webber, e Hamilton colleziona un altro DNF. In questo caso però, il pilota di Woking non intende addossarsi la colpa.

    8. GP ABU DHABI F1. Passi per le previsioni meteo sbagliate nel gran premio della Malesia, ma perdere di vista l’avversario nell’ultima gara della stagione, quella che può darti il titolo iridato, è un errore difficile da digerire. E al quale va, in questo caso, l’oscar per il momento più imbarazzante della stagione. Ad Alonso bastava davvero poco per laurearsi campione del mondo ma, nella foga di tenere d’occhio Mark Webber, al muretto della Ferrari si sono persi di vista Sebastian Vettel, che è andato a vincere beffando tutti quanti. Imbarazzante sì, dopo un anno di lavoro e soprattutto dopo una fantastica ripresa messa a punto da metà stagione in poi. Ancora più imbarazzante però, è prendersela con chi ha semplicemente difeso egregiamente la propria posizione; leggi Petrov. Chi è causa del suo mal pianga se stesso, si dice. Meglio imparare la lezione e guardare avanti.

    9. WILLIAMS F1. Un altro momento imbarazzante per la Formula1 è avvenuto all’interno del team di Sir Frank. In tempi di crisi siamo ormai abituati a veder sbarcare nel Circus giovani piloti con le spalle coperte da sponsor a più zeri e guardare rimanere nell’ombra altrettanti giovani talenti che purtroppo non possono assicurare un sostanzioso apporto di denari. Veder mettere alla porta il bravo Nico Hulkenberg per far posto al facoltoso Pastor Maldonado lascia però l’amaro in bocca, in uno sport dove ormai sono prevalentemente i soldi a farla da padrone.

    10. MICHAEL SCHUMACHER. Chiudiamo la nostra classifica tornando a parlare di una leggenda della Formula1: il sette volte campione del mondo Michael Schumacher. Per lui non ci riferiamo ad un singolo momento imbarazzante, bensì all’intera stagione. Il ritorno del Kaiser doveva essere un evento e invece è stato un flop totale. Per un campione del calibro di Schumacher di certo non si può parlare di passaggio dalle stelle alle stalle e, personalmente, concordo con chi difende la sua decisione di tornare alle competizioni, ma non possiamo negare che la presenza di Schumi quest’anno sia stata imbarazzante. Sarà l’età, sarà la macchina, saranno le nuove regole… Schumacher per fortuna ha raccolto talmente tanta gloria in passato che probabilmente gli si perdona anche una simile annata, nella speranza di vederlo brillare nuovamente in futuro.