F1 2010: i motivi del flop di Schumacher

I motivi della stagione incolore di Schumacher nell'anno del ritorno alle corse: la lunga inattività durata 3 anni, l'aumento del livello di competitività degli avversari e quella non ancora sufficiente della Mercedes GP per vincere il titolo

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    Approfittiamo della pausa di tre settimane che divide il GP di Ungheria da quello del Belgio per analizzare uno degli argomenti chiave che hanno caratterizzato la prima parte del Mondiale di Formula 1 2010: il ritorno alle corse di Michael Schumacher, avvenuto a 41 anni, dopo 3 stagioni di inattività e con una monoposto completamente nuova ed esordiente in questo campionato: la Mercedes GP.

    Un ritorno che, fatta eccezione per le gare in Catalunya e Turchia è stato a dir poco deludente: proviamo a scoprire i motivi di questo flop.

    Il primo è senza dubbio legato alla lunga inattività: a dire il vero mi aspettavo anch’io che Schumacher tornasse alle gare e provasse subito a vincere il suo ottavo titolo poichè ritenevo che un campione nonchè legittimo vincitore di 7 allori iridati non dimenticasse mai come si guida una monoposto di Formula 1, Ferrari o Mercedes che sia.

    Non a caso anche lui era partito con palesi ambizioni di successo.

    Tuttavia il lungo periodo di pausa lo ha portato quasi sempre a prendere inaspettatamente paga dal suo più giovane ma meno quotato compagno di team Nico Rosberg, costringendolo ad accontentarsi di miserabili decimi posti o poco meglio, assolutamente non degni della sua fama.

    Inoltre sembra che tutto ciò sia stato deleterio per lui anche per quanto riguarda il regolamento, visto che finora si è beccato ben due sanzioni: a Monaco, per aver sorpassato Alonso in regime di safety-car all’ultimo giro, è stato penalizzato di 20 secondi retrocedendo dal 6° al 12° posto e dopo la gara dell’Hungaroring è stato deciso che a Spa partirà 10 posizioni indietro per la manovra scorretta ai danni dell’ex compagno di squadra in Ferrari Rubens Barrichello.

    Il secondo motivo è l’aumento del livello di competitività degli avversari: fatta eccezione per il 2003 (quando i suoi sfidanti per il titolo erano Kimi Raikkonen e Juan Pablo Montoya), Schumacher negli anni in cui ha trionfato e non, ha sempre combattuto contro un solo avversario a stagione: Damon Hill nel biennio 1994-’95, Jacques Villeneuve nel 1997, Mika Hakkinen nel 1998, nel 1999 fino all’infortunio e nel 2000, David Coulthard nel 2001 e Fernando Alonso nel 2006.

    Con l’arrivo dei piloti della nuova generazione (Hamilton, Vettel, Kubica e lo stesso Rosberg), è molto più difficile primeggiare, considerando che i piloti in lotta per vincere il campionato in corso sono ben 5.

    Schumi è tornato per dimostrare di essere ancora il migliore, ma non ha fatto i conti con la voglia di emergere dei sopracitati talenti e dell’avanzamento degli ex team di metà classifica (leggasi la Red Bull).

    La terza ed ultima spiegazione è dovuta al fatto che la Mercedes GP è una vettura abbastanza competitiva, ma a differenza di quella che la precedeva finora non ha dimostrato di essere al livello di Red Bull, McLaren e Ferrari, protagoniste assolute della stagione.

    Per avvicinarsi ai loro livelli è chiaro che dovrà lavorare molto durante la sosta invernale, avendo persino rinunciato allo sviluppo della monoposto di quest’anno per dedicarsi a quella 2011.

    A quanto sembra verrà rinnovata la fiducia ad entrambi i piloti: sono certo che il tedesco di Kerpen il prossimo anno, non avendo più l’handicap del lungo periodo di pausa alle spalle, sarà di nuovo tra i migliori e se la giocherà per salire di nuovo sul tetto del Mondo insieme, probabilmente, ai medesimi team e protagonisti di quest’anno.

    Competitività della vettura permettendo, naturalmente.