F1 2010: il punto sui team debuttanti

Lotus, Virgin F1, Campos GP e USF1

da , il

    C’è ancora grande confusione attorno ai team debuttanti. Emblematico il caso della USF1 che il giorno prima veniva descritta in totale affanno mentre, il giorno seguente, smentiva ogni allarmismo dichiarandosi pronta per l’inizio del campionato. Altra scuderia chiacchierata nelle ultime ore è la Campos che pare in serie difficoltà economiche. Meglio se la passano Lotus e Virgin anche se quest’ultima ha già cambiato team principal dopo un solo mese e senza ancora aver mai messo le ruote sulla pista. Il dubbio è legittimo: siamo sicuri che nel 2010 non scendano in pista contemporaneamente Formula 1 e Formula 2?

    F1 2010. Mettiamola così. La colpa non è solo dei team debuttanti. E’ anche della Federazione che prima li aveva convinti a buttarsi in Formula 1 sapendo che ci sarebbe stato un tetto ai budget. Poi ha nuovamente liberalizzato le spese ed ha costretto queste strutture ad “arrangiarsi” pur di tirar fuori monopost quantomeno decenti. A soffrire di più sono stati gli spagnoli della Campos che, a differenza di Virgin o Lotus, non hanno colossi finanziari alle spalle. Sul fronte USF1, difficile fare previsioni. Dagli Stati Uniti arrivano poche e confuse notizie.

    LOTUS. Partiamo da chi sta meglio. Con Jarno Trulli e Heikki Kovalainen a guidare le loro monoposto, i malesi dimostrano di voler fare sul serio. L’obiettivo è quello di essere i migliori debuttanti dell’anno e le premesse ci sono. E come se ci sono: nessun ritardo nella progettazione e nessun problema di budget. Per il team che doveva “umiliare” il vecchio marchio Lotus c’è la concreta speranza di non sfigurare. Piccola curiosità: se la sede ufficiale è situata a Kuala Lumpur, l’appoggio europeo è proprio a Norfolk nella storica struttura che ha visto nascere tanti successi.

    USF1. Nessun ritardo per gli americani. Solo una scelta logistica particolare, vale a dire quella di testare la monoposto per una metà del tempo a disposizione dall’altra parte dell’Oceano. In molti avevano sconsigliato a Windsor e Anderson di tenere il loro quartier generale degli Stati Uniti ma loro hanno tirato dritto. In fin dei conti, se si deve trattare di un team da “american proud” non potevano fare altrimenti. Non si conoscono i nomi dei piloti e, Youtube a parte, c’è mistero attorno agli sponsor. Questo non facilita i giudizi.

    VIRGIN F1. La Lotus avrà soprattutto un avversario. Sarà la Virgin. Le ultime dichiarazioni del pilota di punta, Timo Glock, sono battagliere:“vogliamo essere i migliori tra i debuttanti”, ha riferito in una recente intervista. La sfida è quella di ben figurare in Formula 1 con un budget fino a pochi anni fa inimmaginabile. Grazie all’utilizzo della fluidodinamica computazionale, i tecnici Virgin hanno realizzato una monoposto senza uso della costosissima galleria del vento. Anche il numero di impiegati all’interno della struttura è drasticamente sotto la media. Una vera sfida nella sfida che il boss Richard Branson è convinto di vincere, ridefinendo gli standard e rivoluzionando l’approccio a questo sport. John Booth, intanto, ha preso il posto di Alex Tai come team principal. Booth è uno degli uomini chiave della Manor. Evidentemente hanno capito che non basta l’entusiasmo. Ci vuole anche gente che abbia le corse nel sangue.

    CAMPOS. Siamo di fronte al caso più spinoso di tutti. La partnership con Dallara dà grandi garanzie tecniche ma la crisi economica del team rischia di far naufragare tutto quanto. Adrian Campos, comunque, non fa drammi:“Il progetto va avanti – ha dichiarato lo spagnolo – stiamo cercando investitori e sponsor. Tra i più interessati, si fa il nome di Tony Teixeira.