F1 2011: 2 segreti fanno la Red Bull imbattibile

Formula 1 2011: assetto piccato sul davanti e scarichi posteriori rendono la Red Bull di Adrian Newey e Sebastian Vettel la monoposto più forte del momento

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    Due elementi rendono la Red Bull fortissima in questa stagione 2011 di F1. E non ci riferiamo all’accoppiata Newey-Vettel. Il tecnico britannico, però, c’entra. Si parla, infatti, di soluzioni tecniche. Da una parte l’assetto ribassato all’anteriore e rialzato al posteriore. Dall’altra la direzionalità dei flussi di scarico. E pensare che, ad oggi, la RB7 non riesce ad utilizzare in maniera convincente il KERS. Proprio su questo aspetto Adrian Newey racconta alcuni interessanti retroscena.

    RED BULL RB7. Non c’è nessuna ala flessibile. Finalmente gli osservatori hanno capito qual è il primo grande segreto della Red Bull. C’è voluta un’attenta analisi dei filmati della prima gara stagionale per rendersene conto. L’ala anteriore sfiora l’asfalto non perché fletta ma perché la monoposto ha un assetto molto picchiato sull’anteriore. Dietro è più alta di almeno 4 cm rispetto a davanti. Ciò consente ai piloti di beneficiare di maggior carico aerodinamico tant’è che sono i primi a permettersi in qualifica di usare l’ala mobile posteriore in tratti della pista dove gli altri son costretti a tenerla disattivata per non perdere aderenza. In secondo luogo, l’altra genialata che porta la firma Newey riguarda il sistema di scarichi Red Bull combinato al motore Renault. Già copiato da numerose squadre, ha fatto la fortuna della McLaren, letteralmente rinata in meno di due settimane. L’aria calda soffia quasi sulla ruota posteriore determinando una proficua pulizia dei flussi in una zona della monoposto normalmente soggetta a notevoli turbolenze.

    ADRIAN NEWEY. Unico punto debole della Red Bull RB7 è il KERS. “La realtà è che si tratta di un dispositivo che sta vivendo la sua infanzia – ha spiegato Adrian Newey – Noi non siamo un costruttore, quindi non è facile occuparsi dello sviluppo del KERS, un dispositivo con cui non abbiamo avuto esperienza in passato”. Il tecnico britannico racconta di aver preferito indirizzare le proprie risorse su altre aree (vedi sopra). Ora che tutto sembra funzionare correttamente, è possibile dedicarsi al sistema ibrido:“Penso che la nostra curva di apprendimento sia veloce, ma non quanto ci manca per arrivare al punto più alto di questa curva è ancora tutto da vedere. La questione è che stiamo ancora trovando nuovi potenziali problemi e questo sta un pò rallentando il nostro lavoro”.