F1 2011, Belgio: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1 2011: pagelle dal Gran Premio del Belgio

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    Pagelle dal Gran Premio del Belgio di F1 2011. Migliore in pista risulta Mark Webber che ripara ad una pessima partenza con una gara tutta sorpassi, grinta e concretezza lasciandoci il dubbio di non aver tentato l’attacco sul compagno di Red Bull causa riconoscenza al team per il rinnovo del contratto. Chiamiamola così. Bravi, bravissimi, ovviamente, anche Sebastian Vettel, Jenson Button e Fernando Alonso. Sbagliano qualcosa o un po’ tutto Lewis Hamilton e Felipe Massa. Merita un approfondimento, infine, la bella gara di Michael Schumacher.

    VETTEL. Webber, l’unico missilato come lui, si prende l’handicap in partenza. Hamilton si spara sul muretto alla fine del Kemmel. Button paga l’errore in qualifica. Alonso non ha una Ferrari degna di questo nome. Vince senza avversari. E questo è un merito. Voto 8,5.

    WEBBER. Un secondo posto che vale come una vittoria. Per la rimonta, per la bagarre, per i sorpassi, per come forse, sotto sotto, la squadra gli chiede di non impensierire troppo il suo caposquadra quando si trova in zona safety car. Voto 9.

    BUTTON. Nella lista dei rimpianti c’è una qualifica sbagliata. A conti fatti, più di così Button non avrebbe comunque potuto. Voto 8.

    ALONSO. In piccolo, il Gran Premio del Belgio di Alonso mi ha ricordato quello di Spagna. Grande cuore, grande partenza, grande tenuta mentale. Pessimo finale sempre per la stessa causa: le gomme. Con una monoposto un filo più decente avrebbe finalmente domato il mostro delle Ardenne. Voto 8.

    SCHUMACHER. Esaltarsi per un quinto posto finale dopo essere partiti ultimi significa poco se ci si limita a guardare i numeri senza pensare ai fatti. L’equazione partire 24° e arrivare 5° è come partire 19° e arrivare 1° non regge. Non regge neanche la storia che Rosberg, pietra di paragone immancabile nella parentesi mercedessiana della carriera di Schumi, è stato sonoramente bastonato perché è arrivato solo sesto pur partendo dalla piazzola cinque. Quinto e sesto erano i reali limiti della macchina. Entrambi li raggiungono. Il tedesco lo fa con una bella e divertente rimonta sulla quale aleggia il sospetto di combine nel sorpasso su Rosberg. Voto 8,5. Bravo, bravo bravo. Ma non crediate che questa sia una delle sue imprese epiche. Quelle ne ha fatte, soprattutto a Spa, ma in altri tempi. Sfoggiando ben altri numeri.

    ROSBERG. Si mette in mostra nelle prime fasi di gara. Poi sparisce lentamente come altre volte gli è capitato. Alla fine sembra costretto a lasciare strada a Schumacher. Non è chiaro il motivo. A meno che non si creda che la sua Mercedes avesse davvero problemi di consumo carburante. Voto 7,5

    SUTIL. Concreto ed accorto. Da quindicesimo a settimo è un risultato non scontato. Voto 7+

    PETROV – SENNA. Senna e Petrov, voto 6 ad entrambi. Motivazioni diverse: il russo porta a casa punti. Stop. Il brasiliano, pronti, via, rimedia una figuraccia in mondovisione ma dimostra, in prospettiva, di poter valere almeno quanto il compagno di box. Verità non inedita per chi ricorda i loro trascorsi in GP2.

    MASSA. A gara appena cominciata tutti sverniciano Rosberg più o meno inesorabilmente tranne Massa che da terzo si ritrova quinto senza averci capito molto. Episodio emblematico. Voto 5.

    MALDONADO. Primo punto in carriera. Il Venezuela esulta. Voto 6+ di incoraggiamento. L’augurio è che ci regali qualche sportellata in più visto che, ad oggi, sono la parte più brillante del suo curriculum.

    HAMILTON. Non c’è da discutere sull’episodio che lo ha visto chiudere la gara addosso a Kobayashi. Hamilton ha ammesso l’errore. A noi resta il dispiacere per un protagonista mancato troppo presto. Voto 4. Un anno fa con queste amnesie c’ha perso mezzo titolo mondiale.