F1 2011, Brasile: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: pagelle dal Gran Premio del Brasile 2011

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    Pagelle dal Gran Premio del Brasile di Formula 1, ultimo atto della stagione 2011. I migliori in pista sono quelli della Red Bull che si permettono di gestire persino il nome del vincitore. A far compagnia a Sebastian Vettel e Mark Webber tra i positivi di Interlagos è doveroso citare Jenson Button, Fernando Alonso e Adrian Sutil.

    SEBASTIAN VETTEL. Ha lasciato volentieri la vittoria a Webber per tenerselo buono anche in ottica 2012. Dispiace vedere un team come la Red Bull (che vuole mettere la lealtà prima di tutto) costretto ad escogitare una pagliacciata come quella dei problemi al cambio. In Brasile la monoposto di Newey non aveva rivali. Sai che novità. Voto 8 a Vettel.

    MARK WEBBER. Per legittimare un successo di carta velina, il pilota Red Bull si impegna ad ottenere anche il giro più veloce in gara. Voto 7,5. Se riesce a partire bene, può ancora dire la sua.

    JENSON BUTTON. Dà l’impressione di non essere all’altezza dei migliori per più di metà gara ma, come suo solito, viene fuori alla grande nel finale. Voto 8,5

    FERNANDO ALONSO. Scene già viste. Leone all’inizio, formichina nel finale. Qui ad Interlagos, dove non c’era niente da mettere in cascina, suo malgrado, il Gran Premio di Alonso è perfettamente inutile. Eccezion fatta per la solita bella partenza e per il sorpasso su Button. Voto 7,5.

    FELIPE MASSA. Si trova con una ruota bucata al termine delle qualifiche. In Ferrari sono costretti a cambiargli la strategia cancellando uno stint. Cambia poco rispetto al solito Massa. Voto 6,5.

    ADRIAN SUTIL. Si è dato un obiettivo prima della gara: dare fastidio alle Mercedes. E l’ha centrato alla grande! Voto 9

    NICO ROSBERG. Alla vigilia dichiarava guerra alla Ferrari. Invece, Rosberg si trova in lotta con la Force India. Perde addirittura. Voto 5. Colpe ne ha poche. Macchina e strategia sono decisive. In negativo.

    MICHAEL SCHUMACHER. In carriera Schumacher ne ha buttate via più d’una di gare nello stesso modo visto ieri in Brasile. Nel 2006, ad esempio, il suo ultimo GP in Ferrari andò allo stesso modo. Nella stessa curva. La Rossa di allora gli consentì una fantastica rimonta. Questa Mercedes no. Voto 5.

    LEWIS HAMILTON. Non pervenuto. Il problema al cambio sospende il giudizio e gli risparmia una figuraccia. Se, però, si viene a sapere che qualche giorno prima della gara è stato beccato in zona U.S.A. nuovamente in compagnia della ex-fidanzata Nicole Scherzinger… Voto 4.

    PAUL DI RESTA. Anche lui è vittima di noie al cambio. Arriva a punti. Voto 7+.

    KAMUI KOBAYASHI. Abbonato alle grandi rimonte, se la gioca con un pit stop in meno e rende non inutile la trasferta svizzera nel continente sudamericano. Voto 8.