F1 2011, Canada: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1 2011: pagelle dal Gran Premio del Canada dove un Jenson Button strepitoso si merita il massimo dei voti

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    Le Pagelle del Gran Premio del Canada di F1 2011 premiano Jenson Button come raramente accade. Il pilota McLaren è da 10 pieno. Stavolta sì. Quando si esce indenni da un paio di contatti al limite con avversari che si chiamano Hamilton e Alonso. Quando si deve fare un paio di pit stop in più dei rivali. Quando si riesce a vincere in rimonta sorpassando all’ultimo giro il leader indiscusso della gara e del campionato… ebbene sì: siamo di fronte alla gara della vita. Button compie un’impresa di quelle che finiscono nei libri di storia. Da subito.

    BUTTON. Ma quale fortuna? Quella che aiuta gli audaci o quella che, pur essendo cieca, ci vede benissimo? Jenson Button vince da eroe, sportivamente parlando, s’intende. Questo è un Voto dieci. Probabilmente ci stava una penalità per come ha sbattuto fuori Alonso (Hamilton, invece, se l’è andata a cercare) ma i commissari, stavolta, hanno pensato bene di chiudere un occhio. Non potevano fare diversamente. Vi immaginate se, dopo tutto quello è successo, fosse saltata fuori la notizia che la classifica finale era cambiata per una decisione presa a tavolino? Resto del parere che, certe decisioni, giuste o sbagliate che siano, vadano prese a gara in corso.

    VETTEL. In pochi si sono accorti che Vettel ha rischiato di uscire di scena già dopo i primi giri quando si è reso protagonista di un innocua escursione sull’erba. La sua gara dura solo pochi giri reali. Nei primi, quando crede di essere in lotta con Alonso, commette lo sbaglio appena citato. Negli ultimi, quando Button arriva di gran carriera, ne combina un altro. Voto 5 meno. Non stiamo più bassi. In fin dei conti, per uno nella sua condizione, un secondo posto è eccellente.

    WEBBER. Non parte male. E questa è già una notizia. Hamilton, però, lo spedisce in testacoda. Lui rimonta ma non convince. Voto 6 stiracchiato. Per fare il suo dovere dovrebbe almeno piazzarsi in prima fila in qualifica ed essere più concreto in gara.

    SCHUMACHER. Una volta queste erano le sue gare migliori. Quelle in cui riusciva a portare la macchina ben oltre i limiti tecnici. Quelle in cui riscriveva le leggi della fisica. Con un po’ meno smalto, ci ha ricordato cos’è la classe. Voto 9

    PETROV. Guida senza rischiare. Approfitta delle disgrazie altrui. Voto 7

    MASSA. Butta alle ortiche un risultato a lungo atteso per colpa di un Kartikeyan qualunque. Ci sono le scusanti. Però manca ancora il mordente. Voto 6

    KOBAYASHI. Molla la presa nel finale. Non era facile in quella bagarre tenere la testa fredda. Ci riesce. Voto 7

    HAMILTON. Fa piroettare Webber. Si intestardisce nel voler passare Button dove non c’è spazio. Tra Monaco e Canada sono almeno quattro la volte in cui rovina o rischia di rovinare la gara degli altri. Alla fine anche la sua McLaren si distrugge. Lui vorrebbe comunque raggiungere il box per cambiare la gomma accartocciata e ripartire. Ma si deve fermare in mezzo alla pista, in un posto sbagliatissimo. Succede anche questo quando si è consapevoli di essere i migliori ma ci si trova a guidare una macchina che solo raramente dà la possibilità di esprimere il proprio potenziale. Voto 3.

    ALONSO. A differenza di Hamilton, avrebbe qualche scusante da tirar fuori per giustificare l’illusione svanita. Se non finisci una gara dove la cosa più importante era vedere la bandiera a scacchi, però, difficilmente puoi aver ragione. Voto 4. Per regalare una gioia a sé e alla Ferrari è costretto al rischiare il tutto per tutto. E gli va male.

    ROSBERG. Esce troppo presto dalla scena principale. Il box non si inventa nessuna magia tattica e lui non trova lo spunto per staccarsi dalla bagarre di centro gruppo. Finale amaro con ala rotta. Voto 5,5