F1 2011, Cina: le Pagelle di Paolo Zemiani

Formula 1 2011: pagelle di Paolo Zermiani dopo il Gran Premio della Cina

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    Lewis Hamilton vince il Gran Premio della Cina a suo modo, da fuoriclasse, e passa da ultimo a primo della classe nel giro di sette giorni. Il pilota McLaren domina le pagelle della terza gara del campionato 2011 di Formula 1. Nonostante l’incredibile sconfitta, anche Sebastian Vettel merita un giudizio positivo. In una gara piena di sorpassi e giocata nettamente sul fronte delle strategie, nella quale nessuno ha commesso errori evidenti, diventa difficile trovare delle insufficienze. Eccezion fatta per l’eroe della Malesia. Quel sorpasso subito da Hamilton costa caro a Button.

    HAMILTON. Così sa fare il molleggiato. Prende una batosta unica 7 giorni prima in Malesia. 7 giorni dopo giganteggia. Impossibile non inchinarsi. Voto 9+

    VETTEL. Di lui mi è piaciuta la maturità. Quando ha capito che non c’era storia, ha rinunciato alla vittoria per accomodarsi sulla lussuosa poltrona del secondo posto. Se questo ragazzo non mette la testa fuori posto, il campionato è già finito. Voto 7,5.

    WEBBER. Giudizio difficile. Se diamo la colpa solo alla macchina per esser partito in fondo allo schieramento, allora lui merita un super 9. Se pensiamo, invece, che sia finito laggiù in basso per propri demeriti, non possiamo andare oltre al 6. A differenza di tanti soloni che passano, personalmente non mi fido di quello che si sente dire in giro. Neppure di quello che esce dalla bocca degli uomini di punta dell Red Bull, vale a dire Adrian Newey e Chris Horner. Sospetto, semmai, come ho letto anche da altre parti, che non ci sia miglior tecnica per tenere a bada una seconda guida scomoda che dargli dopo le prime gare dell’anno un handicap di punti pesante da recuperare.

    BUTTON. Incolpa il mancato feeling con le gomme. Dobbiamo credergli visto che sette giorni prima era stato lui il fenomeno ed Hamilton il paracarro. Sì proprio quell’Hamilton lì che ad un certo punto rompe gli indugi e lo svernicia. Voto 5

    ROSBERG. E’ stato vicino all’impresa. Si è infuriato con i tecnici Mercedes che gli hanno messo nel serbatoio meno benzina di quanta non gli servisse per spingere a fondo fino al termine della gara. Voto 8,5. Nervi saldi e carattere.

    MASSA. In molti mi chiedono come mai Felipe Massa non sia una prima guida credibile tanto quanto Fernando Alonso o Kimi Raikkonen. La risposta va intesa in questi termini: il brasiliano fa il fenomeno 4-5 Gran Premi all’anno. Se va bene. In Cina aveva il vento in poppa ma la Ferrari fa le barche col buco. Voto 8+ all’intenzione.

    ALONSO. Tre partenze sbagliate su tre non sono più un caso di sfortuna. Ciò detto, continuo ancora a credere che sia sul giro secco, sia sul passo gara, abbia qualcosa in più di Massa. Ed è per questo che la Ferrari fa bene a dargli il massimo supporto per racimolare ogni punticino possibile. In qualunque modo. Anche in Cina era in palla. Se avesse seguito Rosberg al primo pit stop ed avesse impostato una strategia su tre cambi gomma avrebbe concluso sul podio. Lo dico non per fare il gioco del semmai, sia chiaro. Giusto per dare la giusta dimensione al problema. Voto 6 meno. Considerevole come tiene a bada Schumacher nel finale.

    SCHUMACHER. Partenza a razzo e ottima strategia gli consentono di farsi inquadrare dalle telecamere. Non capitava da tempo. Voto 7 di simpatia. Ma quello che fa Rosberg è un’altra cosa…

    PETROV. Il KO in qualifica ce lo toglie dalla bagarre delle prime posizioni. In gara punta al solido. Voto 6,5

    KOBAYASHI. 26 giri con il suo ultimo stint e trova anche il modo di superare Paul di Resta a tre tornate dal termine quando le gomme non sono buone neanche per farci una suola delle scarpe. Il tutto avendo disputato mezza gara con il muso sfondato per un contatto con Sutil. Peccaminoso. Voto 9