F1 2011, Giappone: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: pagelle dal Gran Premio del Giappone 2011, Button e Alonso sono i migliori

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    Pagelle dal Gran Premio del Giappone di Formula 1 2011! Il dieci, stavolta, se lo prende Sebastian Vettel per come ha guidato complessivamente nel corso della stagione che lo ha portato al suo secondo titolo mondiale. Nella pista di Suzuka, invece, il pilota Red Bull non va oltre il sei e mezzo. A stare larghi. I più bravi di giornata sono Jenson Button e Fernando Alonso che riescono a rendere la vita difficile al pacchetto macchina-pilota capace di dominare in lungo e in largo l’annata.

    JENSON BUTTON. Porta a termine la missione lasciata a metà nel Gran Premio di Singapore. La caccia a Vettel va a buon fine soprattutto grazie al fantastico modo in cui amministra le gomme Pirelli. Trattato da pivellino al via, alla fine non è furioso con il nuovo bi-campione del mondo solo perché c’è salito lui sul gradino più alto del podio. Voto 9.

    FERNANDO ALONSO. Imita involontariamente Button e raccoglie un risultato insperato alla vigilia. Anche il pilota Ferrari riesce a gestire al meglio le Pirelli. E’ perfetto nello scegliere il momento utile per rientrare in tutte e tre le soste. Il sorpasso su Massa, momento chiave della sua gara poiché lo lancia verso il podio, è pulito. Non pilotato. Voto 9.

    SEBASTIAN VETTEL. Partenza da assassino. Piace sapere che il nuovo campione del mondo ha fame anche quando lo stomaco potrebbe essere già pieno. E’ un allarme per tutti. Il prossimo anno non troveremo un Vettel appagato. Forse poteva starci una penalizzazione. Forse no. In passato se ne sono viste manovre analoghe finite impunite. Però siamo ai limiti della correttezza. Ammonito, salvo con la condizionale, sarebbe stato il giusto compromesso per evitare il proliferare di imitatori. Creare un precedente può essere molto rischioso. Perfetto in qualifica, meno in gara. La colpa è un po’ sua. Un po’ delle gomme. Voto 6,5.

    MARK WEBBER. Partire sesto in griglia è una condanna senza appello. In gara non c’è riscatto. Non c’è mezzo acuto. Voto 4.

    LEWIS HAMILTON. Si rivede il vecchio panterone fino alla foratura. Poi Hamilton sprofonda nella solita crisi. La manovra su Massa è senza senso. Non viene penalizzato solo perché qualcuno in direzione gara conosce il concetto di “pietà”. Voto 4.

    MICHAEL SCHUMACHER. Lo zio di Kerpen è lanciatissimo. Ora fa pure vedere i suoi tubi di scarico ad una Ferrari. E’ solo quella di Massa, d’accordo, ma c’è tempo… Voto 9.

    FELIPE MASSA. Partire quarto e arrivare settimo quando è noto che il punto debole della Ferrari sta proprio nelle qualifiche è un dato di fatto che obbliga a giudicare negativamente la gara di Massa. Al netto di alcune situazioni sfortunate che si sono venute a creare (sempre a lui?), non si può osare oltre il voto 5.

    SERGIO PEREZ. Da diciassettesimo ad ottavo nella gara che, semmai, doveva vedere il nippo Kobayashi tra i protagonisti è la dimostrazione che il ragazzo qualcosa vale. Voto 7,5. Se troverà costanza di rendimento, la Ferrari sarà ben lieta di affidargli il ruolo di seconda guida.

    NICO ROSBERG. Non era questa la pista per sperare in una bella rimonta facendo una strategia alternativa. Nonostante ciò riesce a mettere la sua firma tra quelli arrivati a punti. Voto 6.