F1 2011: il ritorno in Bahrain è un caso politico

Formula 1 2011: il Gran Premio del Bahrain torna in calendario ma da molte parti si alzano voci contrarie

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    La FIA e Bernie Ecclestone si sono dannati l’anima pur di far tornare il Gran Premio del Bahrain nel calendario 2011 di Formula 1. Eppure questi sforzi non solo potrebbero essere vani, ma stanno scatenando i mugugni dei principali attori del Circus, team e piloti. Ad oggi, nessuno sembra voler andare volentieri sul circuito di Sakhir. E chissà che alla fine Jean Todt non sia costretto ad una clamorosa retromarcia. Vediamo di fare il punto della situazione riportando alcune tra le dichiarazioni più significative delle ultime ore.

    GP BAHRAIN F1 2011. I team di Formula 1 si incontreranno per discutere una linea comune da prendere nei confronti della decisione della FIA di inserire nuovamente il Gran Premio del Bahrain nel calendario della Formula 1 2011. Per conto dei team sarà la FOTA a parlare. Le prime indiscrezioni descrivono tre top team come Red Bull, Mercedes e McLaren già schierati apertamente contro la corsa in terra araba.

    MARK WEBBER. Il primo pilota ad esprimersi sulla vicenda è stato Mark Webber. L’australiano ha manifestato il proprio disappunto, rendendosi involontario portavoce di quello dell’intero Circus iridato:“Sono sorpreso che il GP del Bahrain si svolga quest’anno”, ha scritto sul suo sito. Webber non si dice preoccupato della propria incolumità quanto desideroso che la Formula 1 mandi un messaggio importante di rispetto dei diritti umani. Così facendo, invece, l’arrivo del carrozzone potrebbe diventare un pretesto per ulteriori scontri.

    MAX MOSLEY. L’ultimo commento arriva dall’ex-presidente della FIA. Max Mosley ha dichiarato:”Se la F1 va lì, diventa complice di un regime che usa le armi contro dissidenti indifesi. Questo costerà molto alla F1 in termini di immagine”. Sentir certe cose da un simpatizzante nazista, fa ancor più riflettere…