F1 2011, Red Bull: la verità sul mistero KERS

Formula 1 2011: la Red Bull non ha usato il KERS in Australia

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    red bull kers 2011

    Se ne sono sentite di molti colori in merito al KERS della Red Bull 2011. Chi dice che c’è ma non si vede. Chi dice che non c’è punto e basta e che, al suo posto, c’è un’astuta zavorra posizionata nei punti strategici per far aumentare il carico aerodinamico, chi dice che ne esiste una versione “mini” da usare solo per la partenza. Chi sostiene che le batterie siano state piazzate sul muso della RB7. E così via. La verità è un’altra. E’ che Adrian Newey ha fatto il suo colpo di genio. Alla sua maniera. Con semplicità.

    RED BULL KERS. Il punto è che il KERS può si essere un vantaggio. Ma non necessariamente. In Australia non lo era e la Red Bull ha deciso di non montarlo in vettura optando per una miglior distribuzione dei pesi. In Malesia, invece, ci sarà. Ci sarà perché c’è un lungo rettilineo e un pole position già ipotecata da non disperdere. La genialata di Newey sta nell’aver fatto durante l’inverno un confronto tra vantaggi e svantaggi. Tutti gli altri, Ferrari, McLaren, Mercedes, tutti, invece, hanno dogmaticamente messo il marchingegno in vettura pensando fosse inevitabile.

    F1 2011. Si dirà, con un vantaggio così ampio sui rivali, è facile fare i fenomeni e dire che il KERS non serve. E’ vero. Verissimo anche questo. A tal proposito riportiamo le dichiarazioni di Helmut Marko:“Sebastian ha basato le sue prestazioni sui suoi avversari, regolando il ritmo in base alla concorrenza, soprattutto in base al passo di Hamilton. Alla fine ha solo preservato le gomme. La vettura poteva offrire prestazioni migliori”. Da segnalare che a margine del GP d’Australia sono tornate in voga anche le polemiche sulla flessibilità dell’ala anteriore della RB7. Alle verifiche risulta regolare ma dalle immagini in Tv si vedono le estremità dell’appendice quasi sfiorare l’asfalto.