F1 2011: sempre meno chance per il GP del Bahrain

Dichiarato lo stato di emergenza in Bahrain dopo che la rivolta popolare si è nuovamente riaccesa nel Paese arabo

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    Diminuiscono le probabilità di recuperare il gran premio del Bahrain, gara inaugurale della stagione 2011 di Formula1, cancellata a causa dei disguidi interni che hanno interessato il Paese arabo nell’ultimo mese. Dopo la dichiarazione dello stato di emergenza nella giornata di martedì nella zona del Golfo, le speranze di vedere correre i bolidi del Circus in mezzo al deserto entro la fine dell’anno sembrano sempre più vane. La FIA ha concesso agli organizzatori del gran premio fino al primo maggio, per confermare la propria disponibilità ad ospitare la gara in un’altra data, ma al momento sembra più probabile che dovremmo accontentarci di “soli” 19 appuntamenti.

    GP BAHRAIN F1. Le già poche chance per il gran premio del Bahrain di trovare posto nel calendario 2011 della Formula1 sembrano affievolirsi ancora di più, dopo che il Paese arabo ha dichiarato lo stato d’emergenza per i prossimi tre mesi. La gara di Sakhir, che avrebbe dovuto inaugurare il mondiale il 13 marzo, è stata cancellata a causa della rivolta popolare scoppiata a meno di tre settimane dal via al campionato. L’inizio della stagione è stato così posticipato al 27 marzo, con l’appuntamento australiano di Melbourne a fare da apripista. Bernie Ecclestone da subito aveva fatto sapere di non voler rinunciare alla gara araba e di essere disposto, problemi politici permettendo, a trovare una nuova data all’interno del già fittissimo calendario. Agli organizzatori è stato dato tempo fino al primo maggio per decidere il da farsi, ma allo stato delle cose sembra che team e tifosi dovranno rinunciare all’evento nel deserto. Nel corso del weekend infatti, la protesta si è nuovamente riaccesa e sono state chiamate le forze militari dall’Arabia Saudita per riportare l’ordine all’interno del Paese.

    BERNIE ECCLESTONE. “Se il Re è dell’opinione che il suo Paese potrà ospitare la Formula1, allora torneremo a correre in Bahrain, aveva dichiarato Ecclestone all’inizio dell’anno sul sito ufficiale della Formula1, pur sottolineando la non intenzione di coinvolgere il Circus in questioni politiche. “La Formula1 non deve mai mischiarsi con la politica. Il mio lavoro è quello di fare del mio meglio per assicurare al Circus gli accordi migliori. Cinquemila persone hanno un lavoro connesso direttamente o indirettamente con la Formula1 ed è mia intenzione assicurarglielo. Non è compito mio fare politica, ci sono delle persone apposta per questo”.