F1 2011, Todt: ordini di scuderia legali

Formula 1: il presidente della FIA Jean Todt parla della stagione 2010 e di quelle future chiedendo due cose fondamentali

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    Jean Todt, prima di essere presidente FIA, è stato il team principal Ferrari ai tempi degli ordini di scuderia. Come la pensi lui sull’argomento è abbastanza evidente. Non a caso, a stagione chiusa, si prende il lusso di dire apertamente la sua sull’argomento. Prima bacchetta la squadra italiana per come ha gestito il GP di Germania. Poi apre il dibattito dicendosi favorevole a legalizzare i giochi di squadra. Altro fronte caldo sul quale Todt entra in modo prepotente è quello dello spettacolo: il francese incolpa i circuiti e chiede a gran voce che dal 2011 i sorpassi si facciano in pista. E siano tanti.

    ORDINI DI SCUDERIA. “Personalmente, non sono contro gli ordini di scuderia, ma sono contro le bugie. Gli ordini di scuderia nascosti prendono in giro il pubblico e i media. I team order sono proibiti dal 2002, ma mi chiedo quanti se ne siano verificati di ’soft’. La differenza tra quelli e il caso della Ferrari è che in quest’ultimo è stato tutt’altro che ’soft’. E’ stata una provocazione contro le regole”, Jean Todt esce allo scoperto. Il francese difende la Ferrari e apre il dibattito sugli ordini di scuderia. Il suo punto di vista è chiaro: è impossibile vietare i giochi di squadra perché i team hanno tutti gli strumenti per farli accadere senza che qualcuno se ne accorga. Quindi la regola attuale è pressoché inutile ad arginare il problema. Anzi, crea un elemento di non trasparenza nei confronti del pubblico. Allora, tanto vale far crollare il muro di ipocrisia regnante e rendere leciti i cosiddetti team order. “La Formula 1 è uno sport di squadra e ogni team sarà responsabile del suo comportamento. Non tollereremo bugie o messaggi in codice come ‘risparmia il carburante’”, aggiunge Todt ribadendo il proprio punto di vista. Il capo della FIA mette anche chiarezza sull’eposodio di Zeltweg 2002 tra Barrichello e Schumacher:“Ci eravamo accordati prima che se Barrichello fosse stato davanti dopo il pit stop, avrebbe dovuto lasciar passare Schumacher senza esagerare. I piloti sono pagati anche per accettare certe decisioni. Ma lui mi costrinse a chiamarlo 50 volte e si spostò solo all’ultima curva: il pubblico protestò, Schumacher gli cedette il primo gradino del podio e la Ferrari fu multata di 500.000 dollari per aver violato il protocollo. Col senno di poi possiamo dire che non era necessario. Ma se avessimo perso il titolo per un punto?”

    SORPASSI F1. Il Gran Premio di Abu Dhabi ha mostrato che ci vogliono innanzitutto circuiti adatti ai sorpassi. Le macchine non bastano. “Dobbiamo incoraggiare i sorpassi – spiega Todt - Ad Abu Dhabi erano impossibili. Parlo da presidente della FIA: Hamilton aveva gomme nuove ed era più veloce di Kubica di due secondi al giro, ma non è riuscito a superare. D’ora in poi, prima dell’approvazione di un nuovo circuito, valuteremo il potenziale dello spettacolo oltre alla sicurezza.” Secondo l’ex Ad Ferrari, se alcuni circuiti non saranno in grado di cambiare il loro layout, allora dovrà essere la F1 a cambiare circuiti! Per tutti, dal 2011, ci vorrà una carta di identità che raccolga informazioni sui punti di sorpasso: quanti, quali, come, quando. E perché.