F1 2011, Webber e Massa: meglio scudieri che outsiders

Mark Webber e Felipe Massa, lamentatisi più volte di fare da scudieri ai loro compagni di team, farebbero meglio a restare dove sono piuttosto che approdare in una scuderia minore dove non avrebbero nessuna possibilità di vincere gare o salire costantemente sul podio

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    Più volte abbiamo assistito a lamentele da parte delle seconde guide di Red Bull e Ferrari, Mark Webber e Felipe Massa, per non essere trattati alla pari dei rispettivi compagni di team, Sebastian Vettel e Fernando Alonso.

    Alla luce di questo ci sono state diverse ipotesi di un eventuale cambio di team da parte di questi due piloti con la speranza che altrove vengano trattati da prime guide.

    Tuttavia questa possibile scelta comporterebbe degli svantaggi: vediamo quali.

    Webber a Silverstone ha ignorato gli ordini di scuderia: aveva ragione, poichè avrebbe avuto il diritto di sopravanzare Vettel potendo il tedesco beneficiare di un vantaggio di ben 77 punti in classifica.

    Se gli austriaci dovessero rinnovargli il contratto prenderebbero la giusta decisione.

    Infatti passando ad una squadra di seconda fascia non avrebbe alcuna possibilità di vincere gare o salire sul podio se non talvolta in qualche GP movimentato.

    Lo stesso ragionamento vale per Felipe Massa: ha più volte dichiarato di non voler fare il Barrichello della situazione.

    Ma quali risultati otteneva quando era alla Sauber, per fare un esempio?

    Lottava per i punti e nulla più.

    L’australiano prima di arrivare in Red Bull faceva la stessa cosa.

    In questo modo invece non solo hanno dato entrambi una svolta alla loro carriera ma nelle stagioni 2008 e 2010 sono andati molto vicini a vincere il titolo, approfittando delle disavventure di Raikkonen e Vettel.

    Basti pensare al ruolino di marcia di Irvine o dell sopracitato Barrichello dopo aver lasciato la Ferrari e che lo stesso Rubens ha ripetuto nel 2010 approdando alla Williams.

    Ritengo quindi che sia meglio essere trattati da scudieri in un top team piuttosto che passare in uno con ambizioni nettamente inferiori ed essere così relegati all’ancora più triste ruolo di outsiders.