F1 2012, Ecclestone: “Cinque GP da fare ogni 4 anni, come il grande slam”

da , il

    Bernie Ecclestone 2012

    AP/LaPresse

    Dove correrà la Formula 1 nei prossimi due anni? La domanda è tutt’altro che banale, perché dopo le difficoltà emerse per il Gran Premio delle Americhe a New York e la situazione di stallo sul Gran Premio di Francia, si aggiungono adesso le preoccupazioni sul Gran Premio di Germania, visto che seguendo la logica alternanza tra Hockenheim e il Nurburgring, il prossimo anno toccherebbe a quest’ultimo ospitare la gara.

    Esattamente il 21 luglio 2013, da quel che prevede il calendario provvisorio stilato e reso pubblico nel week end del Gran Premio di Singapore. L’unica chance perché la Germania abbia un gran premio il prossimo anno è che lo organizzi ancora Hockenheim, come emerge dalle dichiarazioni di Ecclestone sul Financial Times.

    «Guardiamo solo a Hockenheim, non abbiamo un contratto con il Nurburgring ma stiamo discutendo. Si partirebbe dal foglio bianco».

    Tutto lascia presagire un Gran Premio di Germania a Hockenheim, visto che la bozza del calendario verrà ratificata domani dal consiglio mondiale e manca il tempo per ulteriori accordi. Tuttavia, la scelta non è priva di problematiche, visto che l’alternanza era stata pensata per limitare il rischio di bancarotta da parte dei due impianti e, dopo quanto accaduto al Nurburgring, le sirene potrebbero iniziare a suonare anche per Hockenheim. Si raggiungerà un accordo? E a quali condizioni?

    Sempre sul calendario del mondiale, è arrivata l’ultima proposta “shock” di Ecclestone, mutuata dalla frequenza delle Olimpiadi: ogni 4 anni. Per Bernie si potrebbe pensare a una sorta di grande slam (chi sa di tennis conosce il funzionamento) con cinque-sei gare che andrebbero a svolgersi con un intervallo di 4 anni, per ottenere la montatura mediatica e l’attesa che porta con sé l’Olimpiade. «I giornali hanno dato ampio risalto alle Olimpiadi e anch’io le ho viste in tv. Non guarderò più il salto con l’asta e il salto in lungo, ma li ho seguiti perché erano alle Olimpiadi. La Formula 1 non ha la montatura necessaria, forse se avessimo una gara ogni quattro anni otterremmo gli stessi risultati e la stessa eco. Penso di fare cinque gare singole come il grande slam nel tennis», ha spiegato Ecclestone.

    GP Thailandia: un accordo per correre nel 2014

    Molto più semplice che la Formula 1 si allontani ulteriormente dall’Europa. E le mete non mancano. Torna sotto i riflettori la candidatura della Thailandia per una gara in notturna, senza che ci sia ancora nessun contratto firmato. Il Bangkok Post rilancia le dichiarazioni del ministro dello Sport, Kanokphand Chulakasem, che a Singapore ha incontrato Ecclestone e raggiunto un’intesa di massima. «Sarà una gara cittadina come Singapore e Monaco e si correrà in notturna», queste le scarne indicazioni del ministro.

    Chi metterà i soldi per pagare le richieste della Fom? Sappiamo dell’interesse della Red Bull, con il figlio del defunto fondatore della bibita energetica dietro le quinte, Chalerm Yoovidhya. Dinastia degli Yoovidhya recentemente toccata da un fatto di cronaca nera, con il nipote del fondatore – figlio di Chalerm – arrestato dopo aver causato un incidente mortale con la sua Ferrari, ed esser scappato dal luogo della tragedia.

    Niente scalino sul muso dal 2013

    Dopo un mondiale che per i puristi dell’estetica è stato un pugno nell’occhio, causa scalino non segnalato sul musetto, dal prossimo anno avremo monoposto più eleganti e belle. Almeno si spera.

    E’ quanto hanno deciso i team, accordatisi per “nascondere” quell’antiestetico salto tra musetto e cockpit. Chi manterrà ancora lo scalino, potrà coprirlo con un pezzo che non sarà strutturale, quindi non farà parte del telaio della monoposto: solo funzioni estetiche, andando a raccordare il muso e la parte alta del cockpit.

    Non avrà nemmeno un ruolo in caso di impatti. Tra le ragioni principali che hanno portato il regolamento tecnico 2012 a imporre un’altezza massima per i musetti, creando lo scalino, c’era l’esigenza di evitare il decollo delle monoposto con il muso troppo alto.