F1 2012, Ferrari fermerà la galleria del vento

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    GP Singapore F1 2012   Venerdi pregara

    AP/LaPresse

    Gran parte dei problemi della F150 Italia derivarono da lì, dalla galleria del vento non tarata correttamente. Gli ingegneri Ferrari ottenevano riscontri in galleria che non venivano confermati poi in pista. E ci volle un bel po’ per accorgersi del tunnel da tarare perché restituisse dati veritieri.

    Quest’anno, proprio a Singapore si è verificata nuovamente una discrepanza tra galleria del vento e pista. In particolare, l’alettone posteriore che sembrava dovesse dare alla Rossa un vantaggio sul cittadino di Singapore, è stato smontato dopo le prove libere per ripiegare sulla soluzione vecchia. Eppure, si trattava di specifiche nuove, testate a Magny Cours nella tre giorni di prove con Rigon e Bianchi.

    La decisione presa a Maranello è quella di uno stop, in inverno, per verificare il funzionamento della galleria del vento. Di sicuro non resteranno fermi nella progettazione della monoposto 2013 in Ferrari, visto che la ricerca proseguirà su un altro impianto. Dove, non si sa. In passato si è utilizzato quello della Toyota e facendo supposizioni si potrebbe pensare anche alla struttura della Sauber, team motorizzato Ferrari, ma il problema sarebbe quello dello sviluppo concomitante della futura monoposto elvetica.

    Montezemolo ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport che esiste una reale discrepanza di dati, «il vero problema è che a volte i dati coincidono e questo crea ancor più confusione. Domenicali è giunto a una conclusione, spegnere la galleria del vento per un po’ e svolgere le prove altrove, per verificare e ricalibrare tutto. Servirà tempo, non so se avverrà a dicembre o gennaio, spetta a lui decidere: ho piena fiducia in Domenicali».

    Implicitamente, ammettendo che il tunnel necessita ancora di regolazioni, si dice anche che l’ultimo scorcio di campionato, per Alonso, sarà una lotteria sul piano dell’evoluzione tecnica. Produrre nuovi sforzi per componenti che rischiano di non funzionare una volta in pista o concentrarsi su quel che si ha attualmente per sfruttarlo al meglio? Certo non è la condizione ideale quella di sperimentare in pista componenti sui quali pende il macigno del dubbio sulla reale efficacia: si perde tempo nelle prove libere, si crea confusione e può andare a discapito della preparazione della singola gara, almeno da parte di un pilota, ammesso che si voglia differenziare il lavoro.

    Il presidente Montezemolo, infine, si è detto consapevole del fatto che serve un miglioramento della macchina, «dobbiamo esser certi che le cose provate in fabbrica possano venir confermate dalla pista».

    Gomme Pirelli a rischio blistering a Suzuka?

    Curva 130R, Spoon Curve, la sequenza a serpentina dopo il via: Suzuka e il Gran Premio del Giappone 2012 saranno un banco di prova impegnativo per le gomme. La Pirelli porterà la mescola morbida e quella dura, apparentemente una scelta più conservativa rispetto allo scorso anno, ma va considerata l’evoluzione delle gomme, rese mediamente più morbide, specialmente le Hard.

    Il rischio principale anticipato dal gommista italiano è quello del blistering sul pneumatico, ovvero, a causa dell’elevato stress a cui sono sottoposte le gomme, in particolare l’anteriore destra nel curvone 130R – con 800 kg di carico aerodinamico -, se non si trova l’assetto ideale, l’eccessivo calore sulla gomma porta alla formazione di bolle e al distacco di parti del battistrada. Si giocherà molto sulle pressioni per trovare l’equilibrio ideale, su un tracciato senza grandi richieste di trazione. E’ piuttosto l’energia a cui sono sottoposte le gomme, il vero banco di prova.

    «Suzuka è una pista classica per i piloti, per certi versi simile a Spa. Sebbene a prima vista le mescole che porteremo quest’anno in Giappone possono sembrare troppo dure – ha commentato Paul Hembery -, non lo sono affatto. Nonostante le sollecitazioni su battistrada e struttura, le mescole sono perfettamente in grado di resistere alle forze importanti cui sono sottoposte, giro dopo giro. Saltare la soluzione intermedia tra le due mescole dovrebbe anche aumentare le opportunità di diversificare le strategie».

    Suzuka sarà l’appuntamento di casa per Kobayashi, atteso a una buona prestazione, con la Sauber che si ritrova. «E’ un circuito molto veloce dove l’asfalto genera molto grip: il che vuol dire che sarà abbastanza facile far lavorare le gomme, ma sarà anche difficile gestirle nelle lunghe distanze; inoltre, ci sono diverse curve veloci che scaricano molto carico sulle coperture», il commento del giapponese.