F1 2012, Hamilton: “Vettel fortunato ad avere una macchina che domina”

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    Lewis Hamilton

    AP/LaPresse

    E’ destinato a restare all’ombra di Adrian Newey, Sebastian Vettel. Dopo le affermazioni di sir Jackie Stewart, che non lo considera ancora un grande della Formula 1, arrivano le frecciate di Lewis Hamilton. Tanto rispetto e ammirazione per il rivale ex compagno di squadra Fernando Alonso, quanto parole che minimizzano i risultati del tedesco della Red Bull.

    L’ultima dichiarazione è destinata a sollevare polemiche, perché alla vigilia del Gran Premio d’India Hamilton ha dichiarato: «Quando ho vinto il titolo mondiale, non sono stato così fortunato come Sebastian che ha avuto una macchina in grado di dominare l’anno successivo».

    Ruota sempre intorno all’elemento tecnico la valutazione della forza di Sebastian Vettel. Se è vero che non esiste pilota in grado di lottare per il mondiale senza una vettura all’altezza, è altrettanto vero che non si può parlare di fortuna, quando si sfornano monoposto vincenti e in grado di spiazzare la concorrenza ricorrendo anche ai punti meno chiari del regolamento.

    Se, poi, è vero che la McLaren è spesso partita senza la miglior vettura del lotto, sapendo comunque trovare le evoluzioni necessarie per riportarsi nei quartieri alti, va anche detto che la fortuna Lewis Hamilton l’ha avuta all’ultima curva di Interlagos, quando passò Timo Glock e guadagnò quei punti che gli assicurarono il titolo su Felipe Massa nel 2008. Questione di compensazione, potremmo dire.

    A Schumacher, negli anni del dominio assoluto, veniva imputato di vincere perché mancavano grandissimi avversari: non c’erano i Senna, Mansell, Prost di turno. A Vettel tocca una sorte forse ancor peggiore: “accusato” di vincere perché sulla miglior macchina del lotto. Ma è realmente così? La Red Bull quest’anno è stata sempre la miglior monoposto in griglia? Tutt’altro. Semmai in McLaren devono recriminare sullo stallo tecnico che ha colpito la scuderia tra il Gran Premio di Spagna e quello in Germania, sui pit-stop che hanno penalizzato le gare di Hamilton a inizio anno, sulla poca affidabilità di Singapore. Insomma, senza invocare la fortuna di un’auto migliore, sarebbe bastato poco perché anche Lewis fosse ancora della partita iridata. Sta qui il punto, non nella fortuna altrui.

    «Sono molto triste per non esser stato in grado di vincere un altro titolo. Sento che come squadra e pilota siamo bravi abbastanza per farlo. Per qualunque ragione questo non sia accaduto, non starò certo a lamentarmi: nelle gare restanti proverò ad aiutare il team a vincere il mondiale Costruttori». Infine, Hamilton ha anticipato che si incontrerà prossimamente con Ron Dennis, i due parleranno per la prima volta dalla firma del contratto con la Mercedes: «Ho sentito Ron, ci stiamo organizzando per un incontro, credo ad Abu Dhabi: ceneremo e faremo una bella chiacchierata».

    GP INDIA F1 2012: FOTO DEL GIOVEDI