F1 2012, la Lotus impressiona con un innovativo correttore d’assetto

F1 2012, la Lotus impressiona con un innovativo correttore d’assetto

Formula 1: arriva una soluzione tecnica destinata a discutere da parte della Lotus GP

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    correttore d'assetto - Lotus GP


    Forse siamo in grado di rispondere alla domanda clou delle ultime settimane: cosa ha spinto Kimi Raikkonen a credere fortemente nel progetto Lotus GP? Il team di Enstone non sembra in grado di sfornare una monoposto competitiva come Red Bull, Ferrari, McLaren o Mercedes. Eppure, la fabbrica inglese che ha portato in gloria Fernando Alonso con la Renault, può stupire. Lo scorso anno tentarono il colpaccio con gli scarichi che soffiano verso l’anteriore. Gli andò male. Ma qualcuno, tra gli avversari, capì l’idea e si preoccupò molto nel rendersi conto del potenziale che portava con sé. Quest’anno vogliono riprovare a fregare la concorrenza con un’altra genialata della quale possiamo darvi conto.

    LOTUS GP - F1 2012. Ringraziamo i colleghi di omnicorse.it per la segnalazione. Nei test per giovani piloti che si sono tenuti ad Abu Dhabi al termine della stagione 2011 di F1, i più acuti osservatori hanno notato qualcosa di diverso nel portamozzo anteriore della Lotus. Si tratta di un qualcosa che farà sicuramente discutere il gruppo tecnico che ha il compito di indicare cosa è lecito e cosa non lo è. La speranza è che, qualunque decisione sia presa, non sia più ritrattabile! Il colpo di genio che pare abbia investito gli ambiziosi tecnici Lotus sta in un pistoncino idraulico che può alzare l’anteriore della monoposto in frenata, garantendo il mantenimento della normale altezza da terra e, quindi, controbilanciando la perdita di assetto.

    Per passare i controlli della Federazione, il sistema deve essere semplicemente comandato dal pilota e non controllato elettronicamente. L’idea potrebbe funzionare in abbinamento all’azione del piede sinistro sul freno. Il risultato previsto è quello, come detto, di mantenere costante l’assetto ottimale con benefici in termini di stabilità, consumo degli pneumatici e ottimizzazione delle altezze da terra. Si sa che più l’auto è vicina al terreno e migliori sono le prestazioni. Non è tutto oro, però, ciò che luccica. Una soluzione del genere mette in crisi la rigidezza dell’intera area. Il gioco varrà la candela? Vista la cura messa nella realizzazione, sembra di sì.

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