F1 2012: la stagione delle tattiche

Formula 1: la stagione 2012 si caratterizza per l'importanza delle tattiche

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    Gp del Bahrain 2012  - button

    Si va sostenendo, con una buona probabilità di averci visto giusto, che il ritiro di Jenson Button nel Gran Premio del Bahrain di F1 2012, ufficialmente per rottura del cambio, sia stato di fatto simulato da parte del team così da poter montare per il prossimo GP di Spagna una nuova unità senza incorrere in una penalizzazione. Il pilota della McLaren era ormai fuori dalla zona punti. Una richiesta del genere era stata fatta a Sebastian Vettel in Malesia. Anche il pilota Red Bull era lontano dalla top ten in quel momento. Cosa significa questo? Che il regolamento va rivisto. Innanzitutto. In secondo luogo, questo dettaglio è solo la punta dell’iceberg: la stagione 2012, più di quelle che l’hanno preceduta, vede le tattiche, le strategie, grandi protagoniste.

    McLaren: guasto al cambio simulato per Button in Bahrain

    A sospettare della furbata sono i tedeschi di Auto Motor und Sport. Jenson Button ha dovuto effettuare un pit stop aggiuntivo a pochi giri dalla fine del GP del Bahrain causa foratura dello pneumatico. Il problema pare sia nato dalla rottura dello scarico che è andato a “cuocere” la gomma. Rientrato in pista e ritrovatosi fuori dalla zona punti senza nessuna possibilità di recuperare, gli è stato chiesto di ritirarsi. Ufficialmente per rottura del cambio. Lo stesso ha fatto Bruno Senna con la Williams. Così facendo i due piloti potranno montare unità nuove senza incorrere in sanzioni. L’altra McLaren, quella di Lewis Hamilton, era stata retrocessa di 5 posizioni in griglia di partenza a Shanghai per aver sostituito anticipatamente il cambio che, da regolamento, deve durare per almeno 5 Gran Premi. L’episodio appena citato sfrutta un buco del regolamento ed è emblematico per capire quanta attenzione venga posta su ogni dettaglio che può portare ad avere dei vantaggi. Anche questa è strategia.

    F1 2012: tattiche protagoniste

    Tattiche protagoniste per almeno due motivi. Prima ragione: i distacchi sono minimi. I dettagli fanno la differenza. Un piccolo errore non costa solo qualche decimo di secondo. Costa delle posizioni. Costa dei punti in classifica. Seconda ragione: far funzionare al meglio il pacchetto auto-pneumatici fa la differenza. La resa delle gomme è ancora un rebus per molti. La strategia di gara comincia sin dalle prove libere del venerdì con prove comparative e analisi sul degrado. Azzeccare il momento ottimale nel quale fare il cambio gomme – tenendo anche in considerazione il traffico in pista – può decretare un arrivo a podio piuttosto che il raggiungimento o meno della zona punti. Mark Gillan della Williams ha dichiarato:“Non voglio dire che sia una lotteria, ma le strategie sono diventate molto più importanti. La chiave sta nella capacità di reagire con immediatezza ai cambiamenti”. In questo meccanismo diabolico, un ruolo cruciale spetta ai piloti ed alle loro sensazioni al volante:“I piloti sono fondamentali - ha confermato il responsabile degli ingegneri in pista di Grove - perché sono loro dentro alla macchina e devono segnalare quando le gomme se ne stanno andando. La sfida è accorgersene con un giro d’anticipo”. Prima che sia già troppo tardi ma, ovviamente, non troppo presto. C’è, inoltra, una difficoltà aggiuntiva:“Devi fare i conti con il traffico - ha ricordato Diego Ioverno della Ferrari - lo scorso anno i top team avevano un grosso vantaggio e riuscivano sempre a trovare una finestra libera. Quest’anno le prestazioni sono più vicine e ciò non avviene”.