F1 2012, McLaren: “Hamilton può puntare al titolo senza altri ritiri”

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    GP Singapore F1 2012   La Gara

    AP/LaPresse

    Guardi Lewis Hamilton che passeggia con le mani dietro la schiena dopo il ritiro a Singapore e capisci subito che l’inglese è apparentemente in pace con se stesso. Ha dominato finché la McLaren l’ha accompagnato, perché insieme a Vettel è stato l’unico in grado di staccarsi dal gruppo. Avrebbe anche meritato di vincerla la gara, dopo una qualifica perfetta, ma soprattutto avrebbe meritato la chance di arrivare testa a testa con Fernando Alonso e giocarsi il titolo nelle ultimissime gare. Invece, a meno 52 fa freddo e la rimonta adesso appare impresa titanica.

    Ha la monoposto al momento migliore, insieme alla ritrovata Red Bull, ma le pecche d’affidabilità che hanno appiedato Button a Monza e Gino a Singapore, rendono tutto più complicato. Non che Vettel in Red Bull se la passi meglio, con l’alternatore che fa trattenere il fiato a ogni safety car. Così, Alonso può fare il ragioniere e vincere il titolo ma con il rischio di non poter più regalare acuti – vittorie – al popolo ferrarista.

    Avrebbe lo stesso peso specifico un titolo agguantato grazie alla regolarità della macchina approfittando delle sventure altrui? I numeri dicono sì, il cuore evidentemente no.

    «Abbiamo una macchina ragionevolmente veloce ma non vorrei altri ritiri nelle gare restanti, sarebbe un buon modo per andare all’attacco nei prossimi gran premi», ha commentato Martin Whitmarsh, che poi ha proseguito: «Dobbiamo assicurarci di portare al traguardo Lewis ancora per sei volte senza alcun problema, se ci riusciremo, con l’attuale velocità della macchina, il titolo è ancora possibile».

    I punti a disposizione sono ancora tanti, ben 150, ma a preoccupare adesso è anche la Red Bull. Hamilton dovrà vedersela costantemente con Vettel e già il prossimo Gran Premio del Giappone a Suzuka sarà scontro alla pari. «Dobbiamo guardare avanti, siamo scontenti del risultato qui [a Singapore] ma non molleremo né noi né Lewis. Continueremo a combattere», la promessa del team principal McLaren.

    A Suzuka, chi potrebbe indirettamente aiutare Hamilton mettendosi in lizza per il podio, è Jenson Button, lo scorso anno dominatore del gran premio. L’inglese non nasconde tuttavia l’amarezza per l’ennesimo guasto in gara: «E’ deludente per la squadra vedere un altro ritiro. E’ qualcosa che dobbiamo risolvere perché stiamo facendo un gran lavoro e la prestazione c’è. Nelle ultime gare i risultati sono stati molto buoni, ma sembra che non riusciamo a farlo con entrambe le monoposto».

    Suzuka come Spa. Curvoni veloci, gran carico aerodinamico, un tracciato con il pilota che può metterci del suo. «Se la confrontiamo (Suzuka; ndr) con Spa, ed è piuttosto simile, è un circuito che dovrebbe adattarsi piuttosto bene [alla nostra macchina]. La Red Bull sarà forte e se a Spa la qualifica andò alla grande per noi, in gara il nostro passo non era migliore delle Red Bull, quindi sarà una gara combattuta. Quanto alla Ferrari, non sappiamo dove si posizionerà [su un circuito come Suzuka]».