F1 2012, Montezemolo: “Gare troppo lunghe, proviamo due partenze”

da , il

    Gp Monza F1   Prove Ufficiali

    AP/LaPresse

    La ricetta giusta per far crescere lo spettacolo e portare più gente ai gran premi? Probabilmente accorciare le gare. Lancia sul tavolo un’idea forse provocatoria Luca Cordero di Montezemolo, che a Monza ha dichiarato, da quel che riporta l’agenzia Reuters: «Guardate ai giovani [tifosi], le gare sono troppo lunghe. Vi porto un esempio, un’ora e mezza di gare per i ragazzi è un tempo lungo. Perché non proviamo a fare due partenze?».

    Ora, tra le tante idee che poteva mettere sul tavolo il presidente Montezemolo, quella delle due partenze, in stile Superbike, sembra la meno convincente. Anzi, rischierebbe di essere quasi controproducente.

    Due partenze vorrebbe dire un rischio raddoppiato di incidenti al via. Sul piano strategico, inoltre, si potrebbe optare per una gara 1 di conserva, puntando a far meglio in gara 2, con buona pace degli azzardi di sorpasso che hanno movimentato diverse corse quest’anno. Ci sarebbe anche il nodo del costo dei biglietti da risolvere. Fare gare più corte vorrebbe dire anche biglietti meno costosi, si avrebbe lo stesso tagliando per tutte e due le manche? E come strutturare il week end? Due gare alla domenica o divise tra sabato e domenica, come fa la GP2?

    Il commento di Montezemolo all’idea di gare sprint prosegue. «Forse si tratta di un’idea errata, ma dobbiamo pensare a qualcosa perché non possiamo restare sempre gli stessi… dobbiamo essere innovativi senza perdere il dna della Formula 1». Se quella di gare più corte sembra una proposta dalla dubbia riuscita, più interessante è il discorso sugli orari di partenza dei gran premi. «Non credo che sia una buona cosa correre a luglio e agosto alle due del pomeriggio, quando le persone sono al mare e in vacanza. Se guardate a sport come il calcio, giocano alle sei, sette, otto [di sera]».

    L’ultima stoccata Montezemolo la riserva al tema dei costi eccessivi, dei quali ha discusso nell’incontro con Ecclestone e Todt sabato scorso a Maranello. «Ditemi perché dobbiamo spendere tantissimi soldi e 24 ore in galleria del vento per fare una piccola aletta che, per il pubblico, non significa niente, per la televisione è zero e per me, in quanto costruttore d’auto, è meno che zero, visto che non la useremo mai sulle auto stradali. La Ferrari rimarrà in Formula 1 se la Formula 1 sarà Formula 1, e non una gara di auto elettriche o giochi».

    Un affondo deciso quello del presidente, che porta avanti la battaglia dello spettacolo “comprensibile” agli spettatori. Se si può accettare la richiesta di limitazioni nette all’aerodinamica, sul piano dell’elettrico probabilmente il presidente, al pari di Ecclestone, sottovaluta la ricaduta per le auto di serie. Nel 2014 avremo monoposto che si muoveranno a impatto zero nella corsia dei box con la necessaria ottimizzazione di sistemi come il Kers. Anche il recente lancio della Formula-E, da troppi interpretato come la sostituzione dell’attuale Formula 1, è un’occasione da non perdere per fare ricerca utile e concreta, come quella che portò ai cambi elettro-attuati, oggi disponibili su quasi tutte le auto di serie. Se in Formula 1 avessero continuato a usare cambi ad H, invocando un’eccessiva semplificazione del lavoro del pilota, oggi avremmo la stessa tecnologia per tutti gli automobilisti?