F1 2012, Schumacher: la Bild spinge per il ritiro a fine anno [FOTO]

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    Schumacher 2012 Mercedes

    AP/LaPresse

    C’era da immaginarselo, già nel momento stesso in cui Michael Schumacher ha sbagliato il punto di frenata travolgendo la Toro Rosso di Vergne, le tastiere dei giornalisti tedeschi (e non solo) si sono messe a digitare le solite lettere, che sintetizzate alla fine dicono sempre la stessa cosa: “Sei vecchio, non ci vedi e non puoi stare più in questa Formula 1″.

    Magari gli stessi giornalisti che lo esaltavano a Montecarlo, quando diede la paga a tutti in qualifica. O gli stessi che nelle prime gare dell’anno, quando regolarmente metteva dietro Rosberg, parlavano di uno Schumacher in netta ripresa dopo due stagioni fallimentari. Non si tratta più di difendere il campione che è stato, perché il palmares è lì e possono leggerlo tutti.

    C’è da approfondire una questione tecnica, della monoposto, insieme alle difficoltà di Schumacher, che quest’anno troppe volte non ha portato a termine le gare: colpa sua, come in Spagna, ma anche tanti guasti della Mercedes, che lo ha appiedato. La Bild si prende la briga di suggerire i piani futuri a Michael, “Sorry Schumi, sei troppo vecchio per la Formula 1?” proprio mentre la Mercedes riunisce il board per decidere l’impegno sia per quanto riguarda la produzione di auto che in Formula 1. Perché dovrebbe concedere ancora fiducia a un pilota che, a sentire la stragrande maggioranza della stampa, è un bollito che non può più reggere il passo con gli avversari?

    Accusateci di essere dei nostalgici, ma siamo convinti che Michael Schumacher con una monoposto competitiva possa ancora dire la sua, e considerando che al momento gran parte delle responsabilità su un progetto Formula 1 privo di risultati sono da attribuire alla Mercedes e ai tecnici di Brackley, cacciare Schumacher non sarebbe una gran scelta dal punto di vista dell’immagine. Diversa la storia se la W03 fosse una monoposto vincente, con Rosberg in lotta costantemente per podio e vittoria.

    Certo, quando tamponi chi ti precede finisci inevitabilmente sotto ai riflettori, mica come quando a Monza Rosberg conclude nelle retrovie e tu sei nella top ten in qualifica. E’ il prezzo da pagare per essere una leggenda: ogni errore viene amplificato, ogni buon risultato invece dovrà fare i conti con il passato ineguagliabile. Vettel, Alonso, Hamilton, Raikkonen: non c’è un pilota tra le nuove leve che senza una macchina competitiva e vincente sia riuscito a far miracoli. E considerando che anche Sauber e Williams, in gara, sono superiori alla Mercedes attuale, è davvero ingeneroso attaccare Schumacher a ogni errore. Sempre la Bild, poi, a sostegno della tesi del “ritirati che sei vecchio”, elenca presunti segnali di senilità avanzata, come l’aver confuso il nome di Vergne in Jean Marc (si chiama Jean Eric; ndr) – sai cosa gliene frega -; aver sbagliato a far di conto con il fuso tra Europa e Singapore; essersi dimenticato di partecipare al minuto di raccoglimento in memoria di Sid Watkins.

    Costruire una tesi ad hoc per far pressione sulla Mercedes perché scarichi Schumacher e prenda Hamilton. Appare evidente il gioco in Germania, con buona pace della leggenda.

    Hamilton? La McLaren alza l’offerta

    Si diceva di una campagna mediatica per screditare Schumacher e indirizzare le scelte della Mercedes. Ma Lewis Hamilton, con gli ultimi dettagli che emergono, difficilmente – per usare un eufemismo – andrà alla corte del marchio della stella a tre punte. L’inglese non si muoverà da Woking, perché così gli conviene. Fino a poche settimane fa poteva essere un problema l’ingaggio, con le richieste di 25 milioni di euro da parte di Hamilton assai distanti dall’offerta di 15 milioni della McLaren.

    Le prestazioni di Monza e Singapore hanno portato evoluzioni anche su questo piano, visto che le negoziazioni tra l’entourage che cura gli interessi di Hamilton e la McLaren non sono più sul compenso annuo. I dettagli da mettere a punto riguardano lo sfruttamento dell’immagine del pilota, che vorrebbe maggior libertà nella gestione rispetto a quanto avviene attualmente.

    Inoltre, un altro elemento non trascurabile riguarda i bonus vittoria offerti dalla McLaren – come riporta Autosport -: in Mercedes diventerebbero una clausola attualmente dalla realizzazione molto molto remota.

    E Massa è ancora alla finestra

    Va detto, Felipe Massa a Singapore ha fatto una bella gara. D’accordo le qualifiche disastrose, va bene la sfortuna al via con la foratura, ma la rimonta – agevolata dalla safety car – e il sorpasso spettacolare su Bruno Senna, depongono a favore del brasiliano. Chi non ha fretta di annunciare i progetti per il prossimo anno è Stefano Domenicali, il quale non pone nessun termine entro cui la Ferrar comunicherà il secondo pilota nel 2013.

    Siamo quindi con una situazione consolidata, e in una direzione ben precisa: le prestazioni dal Belgio a Singapore sono state accettabili, con qualche punto utile nella corsa (impossibile) al titolo Costruttori; il sostegno di Alonso alla vigilia dell’ultimo gran premio, per quello che è quasi un ticket elettorale Alonso-Massa; i dubbi sulla reale forza dei candidati affiancati al secondo sedile della Rossa.

    Il team vuole tenere alta la tensione sul pilota, con una gestione che lo faccia esprimere al meglio e con gli stimoli giusti, in attesa di un rinnovo che – dando credito alle voci rimbalzate a luglio su Vettel in Ferrari già nel 2014 – dovrebbe essere per un solo anno.