F1 2013, accuse alla Red Bull: fatte pressioni su Pirelli per cambiare gomme

F1 2013: accuse alla Pirelli di aver favorito Red Bull e Mercedes a seguito delle loro pressioni per cambiare le gomme a campionato in corso

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    F1 2013, accuse alla Red Bull: fatte pressioni su Pirelli per cambiare gomme

    Ma che fine hanno fatto i geni del bicchier d’acqua che, all’arrivo della Pirelli in Formula 1, prevedevano con imbarazzante sicumera l’inciucio italiota tra gommista milanese e scuderia Ferrari? No, lo dico, perché la storia ha raccontato qualcosa di ben diverso! Di stra-maledettamente diverso! Restando solo a quest’anno, la Pirelli, infatti, si fa il test segreto con Mercedes - prima – e poi si mette a cambiare le mescole con la scusa della sicurezza andando a virare su una configurazione che favorisce clamorosamente la Red Bull e mette in crisi quella Ferrari che, fino ad allora, si era distinta per essere quanto mai competitiva. Ora, a giochi ormai fatti, a puntare il dito contro il binomio Pirelli-lattinari sono persino quelli della Force India

    Pressioni su Pirelli per avere vantaggi!

    Non solo Red Bull. Anche Mercedes. Nel mirino della Force India ci finiscono queste due scuderie che hanno fatto pressioni sulla Pirelli per cambiare in corsa la configurazione degli pneumatici passando dalla struttura in acciaio a quella in kevlar. “Noi e la Ferrari abbiamo fatto inizialmente un lavoro sulle gomme che gli altri non erano riusciti a replicare – ha ammesso il direttore tecnico della Force India, Andy Green, durante un’intervista su Auto Motor und Sport – Red Bull e Mercedes, però, hanno fatto lavoro di lobby. E’ profondamente ingiusto. Hanno avuto le stesse nostre opportunità [durante l'inverno] di costruire una macchina competitiva con le gomme del 2013. Se non avevano fatto un buon lavoro, doveva essere un loro problema mentre invece hanno ricevuto un premio!”. Secondo Green, le nuove gomme introdotte prima dell’estate hanno portato a peggiorare drasticamente il comportamento della macchina aumentando il sovrasterzo e facendo perdere carico aerodinamico alla macchina al posteriore. Sul tema, qualche giorno fa, è intervenuto anche Fernando Alonso. Lo spagnolo è stato più sintetico:“Abbiamo vinto in Cina e in Spagna. Da quando abbiamo cambiato le gomme, abbiamo detto ‘ciao’ al titolo”.

    Pirelli: i team sono paranoici

    Paul Hembery non ama vedere la Pirelli chiamata in causa ogni volta che c’è da giustificare una sconfitta. Il responsabile del progetto Formula 1 dell’azienda milanese è convinto di aver sempre agito in buona fede e solo per il bene dello sport. Eppure non mancano le ombre sul loro operato, ben sintetizzate dal tecnico della Force India. Detto del 2013, passiamo al 2014: il nuovo/vecchio problema che si profila all’orizzonte è quello dei test:“C’è ancora molto da discutere per trovare il miglior modo di fare i test – ha parlato Hembery - si fa un passo avanti e due indietro, perché c’è grande paranoia tra i team che impedisce di arrivare ad una soluzione. Le strade sono due: provare al venerdì ma abbiamo visto che è impossibile; fare dei test durante la stagione ma, a quel punto, i team vogliono tutti provare le stesse cose. Per noi questa circostanza è inammissibile perché sarebbe un grande spreco di denaro. Per colpa della loro paranoia, quindi, siamo ad un vicolo cieco”. Secondo il britannico, dopo quello tenutosi la scorsa estate, servono almeno altri due test per potersi presentare pronti a quelli invernali. “Prevediamo che le nuove macchine saranno molto diverse dalle attuali, per questo abbiamo bisogno di maggiori informazioni. In ogni caso cercheremo di avere un approccio conservativo”, ha concluso.

    Pirelli-F1: vicina la firma del nuovo contratto

    Al di là di queste polemiche, la Pirelli si dice sicura di essere in Formula 1 anche nel 2014. Da qui alla firma del nuovo contratto con la FIA mancano solo poche formalità:“Abbiamo già firmato molti contratti. Restano solo pochi dettagli da sistemare. Gli accordi con i team e con il promotore [Ecclestone], inoltre, già ce li abbiamo in tasca. E’ questione di giorni”, ha affermato Hembery.