F1 2013, calendario: Ecclestone dice no al New Jersey, Boullier sì a più gare

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    Gp Valencia 2012, qualifiche mondiale F1

    AP/LaPresse

    Probabilmente con tutte le trattative intavolate per portare la Formula 1 nei luoghi più impensabili, Bernie Ecclestone inizia a fare un po’ di confusione. Prima annuncia gare, poi ne mette in dubbio la realizzazione e per confondere ancor di più gli appassionati fa dietrofront e annulla tutto. E’ quanto accaduto con il Gran Premio d’America 2013, questa la denominazione ufficiale della gara che si dovrebbe correre il prossimo anno all’ombra dei grattacieli di New York, sul percorso cittadino visitato poche settimane fa da Sebastian Vettel.

    Quelle che inizialmente sembravano pressioni sugli organizzatori, adesso si palesano come un colpo di grazia sulle chance di vedere la gara in calendario nel 2013. Un secco “no” è giunto da Bernie ai microfoni della Bbc, salvo poi andare oltre con un: «Dobbiamo vedere, devo tornarci e dare un’altra occhiata [a come vanno le cose]. Da quel che ho visto finora non sono sicuro come lo sono loro (gli organizzatori; ndr). Se ce la faranno a completarlo e ce lo confermeranno, di certo saranno in calendario».

    Queste le ultime novità dal versante Ecclestone, che contrastano con le certezze spese dagli organizzatori, da ultimo Tom Cotter, pronto a rassicurare sul fatto che i lavori e stanno procedendo secondo programma e New York sarà pronta per il prossimo giugno.

    Insieme a Vettel nell’evento organizzato sulle strade che dovrebbero ospitare la gara, c’era anche David Coulthard, che è apparso scettico sulla tabella di marcia stilata dagli organizzatori. «Loro credono di essere in anticipo sul programma, ma c’è tanto lavoro da fare. La strada fa una schiena d’asino al centro che è l’aspetto principale da risolvere per avere un vero tracciato cittadino», sono state le impressioni dello scozzese.

    In attesa delle ultime smentite, poi conferme e forse ancora smentite sulla seconda gara statunitense, è bene fare un po’ di conti sulle gare che dobbiamo attenderci in prossimo anno in calendario. A dispetto dell’incremento certo, avallato dal Patto della Concordia 2013-2020, si potrebbe restare a 20 gran premi anche il prossimo anno. Un posto si libererebbe dall’alternanza Barcellona-Valencia, mentre la Corea sembrerebbe l’altra gara a rischio. Due posti liberi da occupare, quindi. Le velleità messicane sarebbero quelle più facilmente realizzabili, visto che il tracciato intitolato ai fratelli Rodriguez è pronto e servirebbero solo degli affinamenti. Senza dimenticare la questione ancora irrisolta del gran premio di Francia, con un possibile ritorno a Magny Cours, dopo che il nuovo governo francese ha prima messo in discussione le richieste economiche avanzate da Ecclestone, poi, ha contestato la scelta del Paul Ricard come circuito, a causa delle non adeguate vie d’accesso all’impianto. Questo quanto dichiarato dal neo ministro allo Sport del governo Hollande.

    Boullier: più di 20 gran premi? Perché no!

    Sempre più gare, sempre più spostamenti per raccogliere sempre più denaro da spartire. Questa la strada del prossimo futuro per la Formula 1. Ed Eric Boullier, team principal della Lotus, non ci vede niente di male nell’ampliamento del calendario oltre le 20 gare attuali. Trovare ancora spazio non può non andare verso l’invasione della sosta estiva in agosto, perché appare difficile capire dove inserire altre corse in un mondiale che parte a marzo e termina a novembre.

    Tra i team non sono tutti della stessa idea. Fran Tost della Toro Rosso provocatoriamente ha suggerito di ampliare il calendario a 26 gare visto che di settimane disponibili ce ne sono 52 in un anno. Diverso il ragionamento di Boullier, per il quale «ci sono due strade di pensiero: diventare come la Nascar con 38 appuntamenti, o restare intorno ai 20. La vera questione legata al superamento delle 20 gare riguarda le nostre strutture, che andrebbero riconsiderate perché ovviamente avremmo problemi di personale, logistici e di viaggio. Possiamo parlare di risparmi e tagli dei costi, ma più gare significa più entrate per la Formula 1 e più Paesi riusciamo a visitare più porteremo la Formula 1 ai tifosi. Non ci sono numeri esatti, ma perché non fare più gare?».