F1 2013, Ferrari F138: a cosa serve la presa d’aria sotto al muso? [FOTO]

da , il

    ferrari barcellona (3)

    Tra i dettagli che maggiormente hanno destato curiosità sulla Ferrari F138 c’è la presenza di una presa d’aria nella zona inferiore del musetto. Un dispositivo che sembra avere funzioni aerodinamiche ben meno importanti di quanto ci si possa immaginare, lasciando piuttosto intravedere quella cura del dettaglio tralasciata sulle monoposto di queste ultime stagioni.

    Attenzione all’aerodinamica nei particolari, così accanto alle ipotesi più semplicistiche di una presa per raffreddare l’abitacolo si scoprono ragioni più profonde. Non bastava un tradizionale foro sul musetto per far affluire l’aria necessaria a rinfrescare il cockpit? Evidentemente il cassettino è stato pensato in funzione anche (ma non solo) per questo impiego.

    Per capire il posizionamento va fatta una premessa: il musetto molto sottile e il cockpit molto alto, nella loro congiunzione presentano una sorta di scalino, proprio lì è stata posizionata la presa d’aria. Così facendo, infatti, il flusso che investe il muso e viene indirizzato verso la zona del Tea tray e poi sul fondo si divide. Una parte – quella aderente al musetto – affluisce all’interno della presa, lasciando che l’aria sottostante corra verso il fondo. Perché questa scelta? La presenza di un dislivello tra musetto e cockpit al passaggio dell’aria genererebbe una pressione sfavorevole in corrispondenza dell’asse anteriore, eliminata convogliando l’aria dentro il cassettino.

    Fin qui il perché di quella presa. Ma c’è dell’altro da spiegare. Viste le dimensioni generose, se raffrontate al tradizionale foro sul musetto, possibile che tutta la portata d’aria serva a raffreddare centraline e abitacolo? Oggi, come già nella seconda giornata di test a Jerez, sulla F138 sono comparse delle feritoie ai lati del cockpit, due griglie di evacuazione dell’aria.

    Facile collegare il dispositivo sotto al muso con queste feritoie, lasciando che parte dell’aria vada all’interno dell’abitacolo e un’altra porzione libera di scivolare sulla parte superiore della vettura. Alcuni osservatori a Barcellona da noi interpellati hanno dato una lettura differente degli sfoghi, giustificando la presenza con problemi di surriscaldamento. Difficile da credere, considerando che siamo in febbraio e a Barcellona certo non si è provato con 30° C.

    Non sarà un dispositivo rivoluzionario, certo è che sarà praticamente impossibile copiarlo, perché integrato nella scocca, come si evince dalle chiare foto dei test odierni.

    ALONSO NEI TEST A BARCELLONA