F1 2013, Ferrari: la nuova monoposto si chiamerà F138

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    presentazione monoposto f1 2013

    Il countdown è quasi al termine, tra due giorni scopriremo le forme della nuova monoposto in casa Ferrari, quella che sarà di fatto un’evoluzione della F2012. Aggiornamenti incentrati sull’aerodinamica del retrotreno, con fiancate attese più rastremate e con le canalizzazioni dei flussi per esaltare l’effetto dei gas di scarico sul diffusore. Si percorrerà la strada introdotta dalla Red Bull RB8 e percorsa dalla prima monoposto a esser presentata quest’anno: la Lotus E21.

    Altre modifiche, come scrive stamane Piola su La Gazzetta dello Sport, riguarderanno la sospensione anteriore. Non cambierà l’architettura, pull-rod, ma si cambierà il modo di intervenire sulle barre anti-rollio, rendendo le operazioni di sostituzione più semplici.

    Nel lungo elenco di possibili cambiamenti, arriva una certezza: il nome. La Ferrari incaricata di portare a Maranello un titolo che manca da troppo tempo ormai si chiamerà F138. Una sorta di tributo a un elemento chiave della monoposto, destinato a sparire dal 2014. Se il 13, infatti, rappresenta l’anno in corso, quel numero 8 è “dedicato” al motore 8 cilindri, al canto del cigno dopo… 8 stagioni di impiego nel mondiale. Il frazionamento V8 2.4 litri lascerà spazio dal prossimo anno ai motori turbo V6.

    Zanardi fa un salto in fabbrica

    Chi certamente è tra i fortunati che hanno potuto sbirciare la F138 in anteprima è Alex Zanardi. Il bolognese, infatti, ieri si è recato negli stabilimenti della GeS e insieme a Domenicali ha fatto un tour in fabbrica, dove è tutto pronto per la presentazione. «Per me è stata una serata davvero emozionante. La cosa che mi ha colpito di più quando sono entrato nel reparto dove stavano montando la nuova vettura è l’odore, lo stesso che sentivo quando andavo nella sede del team di Chip Ganassi, in America: anche lì la macchina era rossa, certo non si trattava di una Ferrari!», ha dichiarato l’oro olimpico di Londra 2012 al sito Ferrari.com.

    «Con tanti ragazzi che lavorano nella Scuderia ci conosciamo da tempo ma per me è stata la prima volta a Maranello ed è stata una bellissima esperienza: finalmente ho potuto dire di aver toccato con le mie mani una Rossa! E’ vero che ormai le squadre più importanti hanno delle dimensioni molto rilevanti, come una vera media azienda, ma alla Ferrari ho visto ancora quella passione per il lavoro che può venire soltanto da persone che amano le corse».