F1 2013, Massa: “l’anno prossimo non so cosa farò”. Schumi rinnova o no?

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    Ferrari: difficile che Massa non finisca il 2012

    Massa, Schumacher, Senna. Fatta eccezione per il nipote di Ayrton, i movimenti eventuali o certi degli altri due sono le chiavi per sbloccare il mercato piloti in ottica 2013. Iniziamo dal ferrarista, che a dispetto delle recenti dichiarazioni da Maranello – per una conferma di Felipe anche il prossimo anno -, sembra destinato a salutare e far posto ad altri. Montezemolo apparentemente ha scartato Sergio Perez, troppo giovane per il Cavallino rampante. E su questa teoria difficile non intravedere fondi di verità. Poi, ha caricato Massa. «Mi aspetto da Felipe delle prestazioni migliori, come ho già visto a Montecarlo, dove era tra i cinque più veloci in pista. Al momento non abbiamo preso alcuna decisioni sul futuro: è troppo presto».

    Ci spera ancora Massa in un futuro rosso. «Tutto dipenderà dai risultati che avrò d’ora in avanti», ha detto ad Auto Bild. Ma qui verrebbe da contestare la visione del brasiliano, perché il campionato si corre su 20 gare e non su 13: partire a handicap è qualcosa che la Ferrari non può permettersi, sia sul piano tecnico che della costanza dei piloti. «Al momento non ho idea di cosa farò il prossimo anno, nel mio futuro c’è la prossima gara. Voglio restare in Formula 1 con un buon team, se non dovessi riuscirci, e l’alternativa fosse passare in una squadra piccola, non so se continuerei del tutto». Scarta l’ipotesi di un ripiego su scuderie da metà gruppo, ma le prospettive alternative quali sarebbero per Massa?

    Schumacher, rinnova o no?

    L’altro pilota sulle cui sorti per il 2013 campeggia un punto interrogativo e Michael Schumacher. E l’analisi da fare è complessa, età anagrafica a parte. Anzitutto, l’avvio di stagione ha dimostrato che non è un bollito ed è ancora veloce. Le qualifiche delle prime due gare davanti a Rosberg, la pole position di Montecarlo. Michael c’è e non sarebbe una vergogna né soldi persi, prolungare per un altro anno. Con l’eccezione di Barcellona, dove ha una parte di responsabilità nel tamponamento a Senna, un’ampia fetta dei punti persi – quindi del parziale impietoso che recita la classifica del mondiale piloti verso Rosberg – sono da attribuire alla Mercedes. In Cina l’hanno mandato in pista su tre ruote, a Monaco è stato tradito da un problema di pressione nell’impianto di alimentazione quando girava sugli stessi tempi dei primi. Le motivazioni del sette volte campione del mondo saranno fondamentali per decidere sul rinnovo. La pole position al rientro l’ha ottenuta. Se dovesse agguantare una vittoria potrebbe anche dirsi sazio e chiudere la seconda carriera con la soddisfazione di essersi messo tutti dietro, anche se per una sola volta. La forza nel mostrare il dito, a indicare “sono ancora un numero 1″ dopo le qualifiche a Montercarlo, la dice lunga sulla cattiveria agonistica del campione.

    Chi sostiene Schumacher è Martin Whitmarsh. «Sono convinto che Michael vincerà una gara quest’anno. Specialmente dopo l’ultimo weekend, chiunque lo sottovaluti è un pazzo: ha dimostrato ancora una volta, specialmente ai suoi detrattori, che è ben lontano dall’essere troppo vecchio».

    Senna: “Quest’anno posso imparare”

    Infine, attenzione anche sul sedile della Williams, con la monoposto 2012 che si è dimostrata un’onesta arma in grado di andare a punti con regolarità e approfittare di eventuali stati di grazia. Gli ultimi rumors parlano di un possibile avvicendamento tra Senna e Bottas, terzo pilota del team di Grove, impegnato nei venerdì di prove libere. Illazioni smentite direttamente dall’azionista Wolff.

    La posizione di Senna è quella più in bilico, anche per ragioni economiche, visto che il supporto garantito dagli sponsor portati in dote da Maldonado è molto più consistente. Il nipote di Ayrton poche settimane fa dichiarava che arriverà anche il suo turno per la vittoria, mentre all’emittente Globo Esporte avrebbe recentemente detto: «so che non ho bisogno di vincere quest’anno, devo essere consistente, far punti regolarmente a mettere in mostra un gran potenziale. Per vincere in Formula 1 tutto deve essere al suo posto: una macchina veloce, la giusta posizione, usare le gomme giuste e la strategia che funziona. Variabili difficili da mettere insieme e tutti nella squadra lo sanno». A leggere queste dichiarazioni, vien da pensare che Bruno derubrica a un colpo di… fortuna la vittoria del compagno Maldonado in Spagna.

    In parte ha ragione, ma poi afferma: «Mi stanno dando (il team; ndr) la possibilità di imparare quest’anno, così il prossimo posso puntare a vincere». Che Senna debba ancora imparare, dopo i trascorsi in Hrt e Lotus-Renault, non rende giustizia a quanti, anche con vetture paracarro, riescono a emergere e mettere in evidenza la stoffa del campione.