F1 2013, Mercedes-Pirelli: la sentenza del Tribunale decide per una condanna soft

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    Mercedes Pirelli test gate

    L’attesa per il verdetto è durata a lungo. Mercedes, Pirelli e Federazione hanno dovuto aspettare le 13:45 per conoscere le decisioni del Tribunale internazionale, incaricato di giudicare l’eventuale violazione del Regolamento sportivo da parte di Mercedes e Pirelli, dopo il test di tre giorni condotto a Barcellona.

    La corte, dopo sette ore nelle quali ciascuna parte ha esposto le proprie ragioni, si è riunita in camera di consiglio per giungere a un verdetto.

    «Il Tribunale, dopo aver ascoltato le parti ed esaminato le loro osservazioni, decide che: – Mercedes viene richiamata; – Mercedes è sospesa dalla partecipazione al prossimo “test di tre giorni per giovani piloti”; – Pirelli viene richiamata. e rigetta tutte le altre e ulteriori conclusioni. – Mercedes dovrà pagare un terzo dei costi per le investigazioni e la procedura, esclusi i costi legali della Fia. – Pirelli dovrà pagare un terzo dei costi per le investigazioni e la procedura, esclusi i costi legali della Fia. – Fia dovrà sopportare un terzo dei costi per le investigazioni e la procedura, e tutte le proprie spese legali».

    13:44 – E’ arrivato il verdetto del Tribunale internazionale. Si conclude in un quasi nulla-di-fatto il testgate. Mercedes subisce una reprimenda e il divieto di condurre la tre giorni di test riservata ai giovani piloti, per Pirelli solo un richiamo.

    13:00 – Dall’Inghilterra, il Daily Telegraph rilancia la possibilità che il verdetto slitti al primo pomeriggio.

    11:30 – Il richiamare a più riprese in causa la Ferrari, pur avendo svolto un test di due giorni a Barcellona con la monoposto 2011, mirerebbe a “bonificare” l’iter seguito dalla Mercedes nel chiedere l’autorizzazione al delegato Charlie Whiting: “se hanno operato correttamente loro (la Ferrari), allora anche noi”. Punto non secondario, visto che gli appunti della Fia, ieri, erano diretti anche sulla figura di Whiting, non autorizzato a concedere il via libera ai test.

    11:25 - A conclusione dell’arringa difensiva di ieri, il legale della Mercedes, Paul Harris, ha detto: «Non era nostra intenzione violare l’articolo 22 del Regolamento sportivo, abbiamo agito in buona fede. Se dovesse esserci un sanzione qualsiasi, dovrà essere di minore entità, considerando [la buona fede]. Qualcosa come una reprimenda». Tra le ipotesi avanzate da Harris, l’esclusione del team tedesco dai tre giorni di test riservati ai giovani piloti: «Sono tre giorni nei quali la squadra ha pieno controllo sulla monoposto e il team conosce tutto sulle gomme».

    Le audizioni delle parti

    Tre posizioni, tre linee diverse. Stamane a Parigi, davanti al Tribunale internazionale sono comparsi in giudizio la Mercedes, Pirelli e la Fia.

    Si dovevano raccogliere le deposizioni dei soggetti coinvolti in quello che è diventato il test-gate, la tre giorni di prove sostenuta a Barcellona dalla Mercedes con il supporto della Pirelli. La Federazione ha chiaramente sottolineato come Pirelli e Mercedes siano in violazione della normativa sui test infra-campionato, ribadendo che nessuna autorizzazione scritta è mai stata concessa, né sono stati avvertiti gli altri team.

    In casa Mercedes l’accento è stato posto sull’organizzazione del test, pienamente in carico alla Pirelli, con il team tedesco che si è limitato a fornire il supporto necessario. Così facendo, dalle parti di Stoccarda vogliono sfuggire alla normativa che vieta i test a un team iscritto al mondiale.

    Infine, la Pirelli ha perentoriamente fatto notare che non dovrebbe nemmeno trovarsi nella posizione di imputato, davanti a un tribunale che non riconosce e non avrebbe – a loro dire – poteri sul fornitore.

    La sentenza è attesa domani o lunedì.

    La cronaca della giornata

    16:17 - Si va verso la conclusione di una lunga giornata. La Fia replica alla linea difensiva della Pirelli, dicendo che sono confusi e hanno saltato il punto chiave. Il contratto che la Pirelli ha con la Fia è sogetto al Regolamento sportivo e non può essere ignorato, specialmente se sono (la Pirelli) coinvolti con un team [attualmente iscritto al campionato]. Secondo la Federazione, una cosa per Pirelli è testare le gomme, ma altra è coinvolgere un iscritto [al mondiale] e se lo fanno, è in tutto e per tutto un test infra-stagionale, che è vietato.

    15:30 - Il legale della Pirelli prosegue la difesa sottolineando che non ci sono restrizioni nell’accordo del gommista con la Federazione su quale monoposto può impiegarsi per i test consentiti. Una precisazione poi sulle azioni possibili contro non tesserati: una superlicenza per il personale venne introdotta dopo il Crashgate Renault-Piquet ma non si applica al fornitore di gomme.

    Arriva la conferma: niente verdetto nella giornata odierna, le eventuali sanzioni verranno comunicate nei prossimi giorni.

    E Pirelli aggiunge: ricorreremo in sede civile se condannati.

    15:05 - Inizia l’offensiva della Pirelli: «Non dovremmo essere qui perché non siamo concorrenti e la Fia non ha giurisdizione su di noi». Gli avvocati del gommista italiano hanno citato anche le vicende del 2009 che coinvolsero Briatore, quale prova che la Federazione non può intraprendere azioni contro soggetti non tesserati e terze parti.

    14:30 - Tra poco riprenderà l’udienza presso il Tribunale internazionale della Fia a Parigi. Gli ultimi punti sotto esame al mattino hanno riguardato l’autorizzazione di Whiting all’impiego della monoposto 2013. Nelle mail scambiate con l’ufficio legale della Fia si sottolinea, da parte di Mercedes, come il test sia da intendere intrapreso dalla Pirelli e l’advisor legale Barnard conferma che una tale lettura del test sarebbe possibile.

    13:15 - Parla Ross Brawn e risponde alle puntualizzazioni dell’avvocato della Federazione, che aveva evidenziato come – anche nel caso Whiting avesse autorizzato il test – non era la persona in grado di decidere. Brawn dice: «Charlie Whiting è il punto di riferimento su tutto quanto concerne il Regolamento sportivo».

    13:02 - Secondo la Mercedes, non ci sono differenze significative tra la monoposto 2011 e quella 2013, impiegata a Barcellona. Tuttavia, nella conference call Pirelli, Hembery spiegò come i test sulle gomme non erano stati fatti con la Renault a loro disposizione perché non rappresentativa e più lenta di 4 secondi.

    12:47 - Ammissione Mercedes: far girare i piloti con caschi anonimi è stato un errore. Era per tutelare la privacy.

    Ecco, questa magari potevano anche risparmiarsela.

    Il più volte citato articolo 22 del Regolamento sportivo recita:

    «Deve considerarsi attività di test in pista tutto il tempo in pista che non faccia parte di un evento, intrapreso da un competitor iscritto al campionato, usando monoposto sostanzialmente conformi all’attuale Regolamento tecnico della Formula 1 in aggiunta a quelle dell’anno precedente o successivo. L’unica eccezione è quella che permette a ciascun competitor fino a 8 eventi promozionali, condotti usando gomme fornite specificamente per questo scopo dal fornitore designato, per una distanza massima di 100 chilometri a evento».

    12:34 - Mercedes prosegue la difesa chiamando in causa la Ferrari, che ha effettuato due giorni di test il 12 e 13 maggio con un pilota ufficiale, fa sapere Antonio Boselli di SkySport F1. «Se siamo colpevoli noi, lo sono anche loro», rilancia il tweet.

    Provando a mettere ordine su quelle che potrebbero le sanzioni decise dal Tribunale, si parte dalla reprimenda, fino ad arrivare alla squalifica. In mezzo, una multa, la penalizzazione in tempo, l’esclusione, la sospensione. Tra le penalizzazioni a disposizione della Fia c’è anche l’azzeramento dei punti ottenuti nel campionato.

    Le prime mosse di Mercedes sembrano puntare a prendere le distanze dalla Pirelli, investendola della piena responsabilità del test e puntando sulla conduzione dell’attività in pista nei tre giorni. Chiaramente non può esistere alcun fair-play. Pirelli che è in una posizione decisamente privilegiata, perché allo stato attuale mancano alternative a un eventuale abbandono della Formula 1 nel 2014: chi fornirebbe le gomme con così pochi mesi per lo sviluppo? Hankook e Bridgestone si sono già chiamate fuori, Michelin ha chiaramente detto che non c’è tempo a sufficienza e il regime di monopolio non interessa.

    Con questo quadretto, chi azzarderà una sentenza pesante di condanna contro il gommista italiano?

    E’ un’udienza molto dettagliata e che sembra si protrarrà a lungo. Le previsioni per una sentenza già nel pomeriggio potrebbero venir smentite e si vocifera un rinvio a domani.

    12:05 - La difesa Mercedes, portata avanti dall’avvocato Harris, inizia su un punto chiave: il test è stato organizzato, pagato e condotto dalla Pirelli, il che significa che Mercedes non può essere accusata di aver violato le regole. «Questo non è un test intrapreso da Mercedes. Ci sono parole esatte nel testo dell’artico 22, quando dice “intrapreso da”. Il test Pirelli è inconfutabile sia stato condotto dalla Pirelli. Ed è stato confermato dalla Pirelli stessa; le persone presenti in quei giorni hanno tutte unanimemente fornito la stessa testimonianza su cosa è accaduto, chi l’ha fatto e chi ne era incaricato. E’ innegabile che il test sia stato intrapreso dalla Pirelli».

    12:02 - Per Mercedes, «non ha senso [discutere] se il test è stato fatto con la W04. I dati sono erano per Pirelli, noi dovevamo solo seguire le loro istruzioni».

    11:52 – Si fa sentire anche Toto Wolff, con la stampa spagnola che rilancia una dichiarazione su Twitter: «La maggior parte delle persone che parlano sul test, non conoscono i fatti»

    11:45 - Tra poco ripartirà l’udienza a Parigi. Toccherà alla Mercedes replicare e difendersi dalle accuse mosse dall’avvocato che rappresenta la Fia. La conclusione della Fia è comunque stata: se anche Whiting avesse autorizzato il test, lo stesso sarebbe stato illegale poiché in violazione dell’articolo 22.

    11:25 – Si continua a esaminare le modalità con cui è stato comunicato il test dalla Mercedes a Charlie Whiting. La Fia ribatte che se fosse avvenuta per iscritto, automaticamente sarebbe potuta essere inoltrata alle altre squadre, che avrebbero preso conoscenza ed eventualmente si sarebbero potute opporre.

    10:50 – Sul tavolo arrivano i dettagli della comunicazione tra Mercedes, Pirelli e Fia. Si è sostenuto che la Federazione fosse a conoscenza del test e ti aspetteresti almeno una nota ufficiale, per iscritto, a sancire il tutto. Invece, da Parigi si apprende che il contatto informale tra Mercedes e Charlie Whiting sia stata una semplice telefonata. La mossa successiva di Whiting è stata un consulto legale, dal quale è emerso che la partecipazione al test con Pirelli sarebbe potuta avvenire se tutti gli altri team fossero venuti a conoscenza e messi nelle condizioni di avere la stessa opportunità. In assenza di questo requisito, per la Fia il test è illegale.

    10:45 - Il legale della Federazione, Howard, insiste sul punto che «nessuno degli altri competitors al mondiale 2013 è stato invitato a prender parte al test o sorvegliare. Nessuno era a conoscenza che si sarebbe svolto. Senza il consenso, la conoscenza e la partecipazione degli altri avversari, Mercedes e Pirelli possono aver intrapreso un’attività che era pregiudizievole per la competizione».

    10:30 - Sul banco degli imputati non c’è solo la Mercedes, visto che anche il gommista Pirelli – in forza del contratto stipulato con la Federazione – è obbligato al rispetto delle regole, senza possibilità di aggirarle. In un certo senso, non varrebbe il principio per il quale, nell’esercizio del loro diritto di test con tutte le scuderie, possono disinteressarsi della monoposto impiegata.

    10:15 - Emerge un aspetto probabilmente cruciale per le sorti del caso. Da Parigi, Craig Slater, corrispondente di Sky Sport, lancia un aggiornamento: la Fia ha aperto l’audizione delineando la sua posizione e dichiarando che, sebbene ci sia stato uno scambio di comunicazioni tra l’organo di governo e la Mercedes, sono state “informali” e la stessa Fia non era stata informata delle condizioni del test.

    10:00 – Tra le disposizioni imposte ai cronisti presenti a Parigi dal Tribunale Internazionale c’è il divieto di twittare dall’aula mentre l’udienza è in corso. Si vuole evitare ogni fuga di notizie anticipata su come proseguono le audizioni.

    Val la pena ricordare come il Tribunale sia un organo indipendente dalla Federazione ed è composto da 10 membri provenienti da altrettanti paesi. Considerata la nazionalità delle parti in causa, i rappresentanti tedeschi e italiani non parteciperanno al caso odierno, così a giudicare saranno i membri di Belgio, Francia, Svizzera e Stati Uniti.

    9:45 – A sorpresa, tra gli osservatori presenti a Parigi per conto dei team, anche Chris Horner. Sono state Red Bull e Ferrari a muoversi in via ufficiale con i commissari al Gran Premio di Monaco perché si indagasse sulla vicenda. Poi, il presidente della FIA ha investito della vicenda il Tribunale internazionale, restando però estraneo al processo

    A differenza della spy-story del 2007, quando a giudicare fu il World Motor Council, questa volta toccherà a un’istituzione tutta nuova, nata nel 2011 emettere sentenza. Il secondo grado, in ricorso, in caso di verdetto negativo per la Mercedes o la Pirelli, sarebbe la Corte internazionale d’appello.

    Ore 9:40 - E’ tutto pronto nella sede parigina del Tribunale internazionale per decidere sul caso Mercedes-Pirelli. Dalle notizie che trapelano, il legale che rappresenterà la Mercedes è Paul Harris, lo stesso incaricato di difendere la Brawn GP nel 2009 sul caso del doppio diffusore. La Pirelli, invece, si avvarrà della difesa dello stesso legale che rappresentò Pat Symonds nel Crashgate Renault-Piquet. Sono rispettivamente la Reuters e il Telegraph’s a rilanciare le indiscrezioni.

    @fabianopolimeni

    La Mercedes non deve difendersi solo dalle accuse di aver infranto il regolamento sportivo della F1. I tedeschi sono accusati anche di non aver rispettato un gentlement agreement tra i team che prevede sì la possibilità di fare un test con gomme Pirelli ma solo a patto che tutti ne siano al corrente e lo autorizzino all’unanimità. Qui in ballo non ci sono penalità in termini di punti ma solo problemi di credibilità e ulteriori danni di immagine. Diciamo che se i tedeschi avevano voglia di far fuori Ross Brawn, che sarà da solo all’udienza, ora hanno una grande occasione per trovarsi il loro capro espiatorio…

    Ma nella casa tedesca sono tranquilli, in quanto sono sicuri di avere avuto l’autorizzazione della FIA. Se la Mercedes riuscirà a dimostrare di aver avuto l’approvazione di Charlie Whiting per effettuare il test di F1 più controverso del millennio, potrebbe essere proprio l’uomo della FIA a pagare il conto più caro dello scandalo. Sempre stando alle “intercettazioni” di Auto Motor und Sport, Jean Todt avrebbe le idee molto chiare: in pre-allarme per sostituire Whiting c’è Giorgio Ascanelli. Recentemente separatosi dalla Toro Rosso, l’italiano vanta un curriculum di tutto rispetto: una lunghissima militanza nel Circus in ruoli gestionali ed in team di blasone massimo come la Ferrari e la McLaren ai tempi di Senna.

    Cosa succederà secondo voi?