F1 2013, ordini di scuderia: chi vuole abolirli?

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    Dopo i fatti del GP di Malesia 2013 che hanno visto i primi due team classificati, Red Bull e Mercedes, avere a che fare con gli ordini di scuderia, Bernie Ecclestone tornare a parlare della liceità o meno di questa pratica. Il boss supremo della Formula 1 dichiara al Telegraph:“A questo punto della stagione, non ci dovrebbe essere ragione per impartire ordini ai propri piloti”. Al patron del Circus, in particolare, non sarebbe piaciuto il comportamento della Mercedes ha obbligato Rosberg a rinunciare ad una bella battaglia con il compagno Hamilton. Ecclestone, però, deve fare i conti con le idee dei team principal i quali comprendono e difendono le azioni del collega Ross Brawn.

    Ecclestone: “Deluso dalla Mercedes”

    “Sono rimasto deluso dalla scelta della Mercedes di non far passare Nico Rosberg. E’ stata insensata visto che poteva persino pensare di raggiungere le due Red Bull”, ha dichiarato Bernie Ecclestone. Più clemenza, invece, viene usata nei confronti della Red Bull:“Capisco Christian Horner. Ma Vettel è uno che non ama perdere“. Secondo Mr. E, dare ordini di scuderia adesso è stupido:“Lo puoi fare a fine stagione quando ti stai giocando qualcosa di grosso ma non alla seconda gara”.

    La squadra è più importante del pilota

    E’ come se parlassero in coro. I team principal della Formula 1 applaudono agli ordini di scuderia e non ne fanno mistero. Il primo ad esporsi è Martin Whitmarsh:“Nel 2007 noi siamo stati criticati di aver buttato via un mondiale per non aver dato ordini di scuderia - ha ricordato ad Autposport il capo della McLaren - ma una squadra è composta da 600/700 persone e gli interessi del singolo pilota devono venire necessariamente dopo”. Boullier della Lotus ha aggiunto:“La Red Bull stava pensando al titolo costruttori e i piloti deve agire sempre pensando al bene del team”. Immancabile, quindi, l’intervento di Ross Brawn. Chiamato in causa da Ecclestone, spiega così il suo punto di vista:“A mio giudizio, in quel momento il rischio minore consisteva nel far sì che i piloti mantenessero le loro posizioni. Nico avrebbe potuto passare Lewis ma nessuno dei due poteva arrivare a prendere le due macchine che erano davanti. Mettere in cassaforte un terzo ed un quarto posto è un risultato eccellente per il team. Non possiamo permetterci azzardi in questo momento come un uomo in mezzo al deserto che trova una tazza d’acqua non sarà mai disposto a perdersi nemmeno una goccia”.