F1 2013, Pirelli: “Oltre a Mercedes, fatti test con un altro team; nel 2014 approccio più cauto”

Pirelli annuncerà oggi le modifiche tecniche per le gomme 2014, ma ancora non è stato firmato l'accordo per il rinnovo della fornitura

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    Non c’è solo la polemica per il test a Barcellona, con la sola Mercedes, prima del Gran Premio di Monaco a vivacizzare l’ambiente in Pirelli. Il gommista italiano si trova al centro dell’attenzione anche per quelli che saranno i risvolti tecnici delle coperture 2014, oltre al recente annunciato rinvio delle nuove gomme da introdurre in gara al Gran Premio del Canada, dove invece si avrà una prima presa di contatto durante le prove libere del venerdì. Una dettagliata conference-call è servita per passare in rassegna i punti caldi che stanno animando il Circus, provando a rispondere a numerosi interrogativi.

    Il test con la Mercedes

    Le prove condotte a Barcellona fanno parte delle possibilità di test già fatte note dalla Pirelli alla federazione e ai team nel marzo 2012. Paul Hembery ha ribadito che le monoposto a disposizione del gommista italiano non erano rappresentative delle prestazioni raggiunge oggi e la Mercedes è stato il primo team a rendersi disponibile.

    «Lo scopo principale era iniziare lo sviluppo delle gomme per il 2014, non quello di testare gomme di quest’anno. Il 12 marzo 2012 avevamo detto che il nostro contratto prevedeva possibilità di effettuare 1000 km test. Tra 12 settimane, se vorremo fornire le gomme 2014, dovremo dare i dati per le macchine del prossimo anno, drasticamente diverse. Ci è apparso chiaro che servivano grossi cambiamenti e nuovi test e sviluppi».

    L’interrogativo principale, diventa allora un altro: perché non si è fatto il test anche con altre scuderie? «E’ poco pratico. Se si testano 15-16-18 specifiche diverse, dal nostro punto di vista non c’è nessun vantaggio ad avere più macchine. Volevamo tutti i 1000 chilometri su una stessa specifica e i test sempre su una stessa macchina. Cercavamo un test di valore. Ne faremo altri per il 2014 e saremo disponibili a effettuarli con altre scuderie. L’esigenza è fare test rappresentativi, se resteremo nel 2014 questo diventa ancor più importante». Appare evidente che dal prossimo anno non si potrà rinviare un’esigenza essenziale, il ritorno dei test infra-stagionali. E sono stati proprio i team a bocciare a più riprese l’esperimento del Mugello 2012: prima dell’avvio del campionato 2013 e a pochi giorni dal Gran Premio di Spagna.

    Sulla tempistica e le modalità del test, «la procedura è determinata dalla Pirelli, seguendo quella consueta. Mercedes non sapeva cosa avremmo testato, era un test alla cieca», spiega Hembery.

    Non solo Mercedes per i test

    Oltre ai 1000 chilometri fatti con la Mercedes W04 a Barcellona, la Pirelli ha effettuato un altro test con un’altra scuderia. «Abbiamo fatto altri 1000 chilometri con un altro team, è un’informazione riservata chi e dove: la Fia è stata informata», svela Hembery. Se si è già provato in questa stagione con un’altra monoposto, perché sollevare solo la questione Mercedes, quando comunque scuderie e federazione erano a conoscenza della possibilità di fare 1000 km di prove con qualsiasi team in griglia e senza che venga precluso l’utilizzo di monoposto della stagione in corso?

    Le gomme 2014

    «Al primo settembre dovremmo dire ai team tutto quel che devono sapere sulle gomme per la prossima stagione. Siamo a metà maggio e potete immaginare quanto tutto ciò sia ridicolo, considerando che non abbiamo ancora dei contratti firmati. Forse non saremo nemmeno più qui (in Formula 1; ndr)». Erano queste le parole di Paul Hembery appena una settimana fa.

    Ma quali saranno le sfide del prossimo anno? «Sarà importante vedere la gestione e distribuzione del calore sul battistrada . L’impiego di monoposto 2013 per sviluppare le gomme 2014 è necessario per avere dati significativi, visto che la Renault 2010 in nostro possesso è più lenta di 4″ rispetto alle monoposto odierne», ha commentato Hembery.

    Di sicuro lo scenario sarà parecchio diverso da quest’anno, perché l’orientamento è quello di fornire mescole più conservative, che non complichino ulteriormente la vita alle scuderie, già alle prese con la rivoluzione turbo. «[Il 2014] E’ un’opportunità per tutti, per un ripensamento. Possiamo fare un passo indietro, con un approccio più cauto e far parlare le auto. Troppe cose bollono in pentola, non c’è la necessità di essere aggressivi con le gomme».

    Le modifiche alle gomme dal Gran Premio d’Inghilterra

    Clima più sereno, in apparenza, per le nuove gomme da introdurre in Canada nelle prove libere. Nel ribadire che non sono state testate da nessun team, Pirelli specifica come si sia lavorato per evitare la delaminazione in laboratorio.

    «In questo caso abbiamo già discusso con scuderie e sono un po’ tutte d’accordo. Grande collaborazione dai team, che hanno chiesto di fare test sulle nuove cinture. Al momento c’è accordo unanime e sono d’accordo sul bisogno di fare cambiamenti: alcuni per interventi più drastici, altri meno. Riteniamo di avere una soluzione che riduce al minimo le modifiche alle coperture attuali».

    Si insiste poi sull’aspetto prestazionale, che non varierà: «Vogliamo continuare ad avere gare da 2-3 fermate ai box. Ci saranno ancora circuiti molto aggressivi e vorremmo cambiare le mescole dure, ma serve l’accordo di 11 team, non possiamo farlo da soli. C’è chi ha fatto scelte progettuali diverse e non vuole vedere un impatto sulle rispettive performance».

    Un altro fornitore di gomme?

    Sarà una partita politica, perché se è vero che sono circolate voci su un possibile passaggio di consegne sulla fornitura delle gomme, è altrettanto vero che il tempo per svilupparele coperture è ridotto al minimo e i nomi dei marchi “papabili” sostituti – circolava quello dei coreani di Hankook – scontano l’assoluta mancanza di esperienza sulla Formula 1.

    Il rinnovo della fornitura si risolverà evidentemente con un nuovo accordo tra federazione e Pirelli, mentre restano da tracciare le linee guida più strettamente tecniche. I motori turbo, sebbene avranno meno cavalli degli attuali V8, svilupperanno molta più coppia, conseguentemente si adotteranno mescole più dure, in grado di resistere meglio specialmente al posteriore. «Le modifiche sono talmente radicali che avremo bisogno con ogni probabilità di fare una progettazione da capo della gomma, il che richiederà tempo: maggiore sarà, più il nostro lavoro diventerà impossibile, fino al punto da dire: “Bene, non abbiamo più tempo”», spiegava sempre Hembery a Monaco.