F1 2013, Red Bull risponde alle accuse di irregolarità

La Red Bull lascia parlare il solito Helmut Marko per buttare acqua sul fuoco delle polemiche dopo che un video pubblicato su youtube (vedi qui) ha fatto sentire uno strano “borbottio” del motore di Sebastian Vettel nel Gran Premio di Singapore

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    F1 2013, Red Bull risponde alle accuse di irregolarità

    La Red Bull lascia parlare il solito Helmut Marko per buttare acqua sul fuoco delle polemiche dopo che un video pubblicato su youtube (vedi qui) ha fatto sentire uno strano “borbottio” del motore di Sebastian Vettel nel Gran Premio di Singapore 2013 di F1. Gli esperti di tecnica sono tornati sul tasto dolente delle presunte irregolarità nel lavoro di Adrian Newey pensando subito ad una particolare mappatura che consentisse ancora di sfruttare i gas di scarico con effetti aerodinamici facendo leva su qualche buco del regolamento. “Certe accuse sono un completo nonsense”, ha dichiarato Marko alla Bild. Di fronte alla vicenda, molto più interessante, però, è la reazione della FIA e dei top team.

    Massima fiducia nella FIA

    I team di Formula 1 stanno con le mani in mano. Nessuno stavolta ha voglia di alzare un polverone? Stefano Domenicali della Ferrari è stato tra i più chiari:“E’ compito della FIA far rispettare i regolamenti. Noi abbiamo fiducia nel suo operato”, ha dichiarato lasciando intendere che se fino ad adesso in tutti i controlli pre e post gara non è emerso nulla di irregolare, allora è assolutamente patetico andare a prendere un banale video su Youtube per alzare altre polemiche. Ricordate cosa successe lo scorso anno seguendo l’indignazione popolare nei confronti del presunto sorpasso di Vettel con bandiere gialle nell’ultimo e decisivo GP del Brasile? Successe che il titolo rimase nelle mani del tedesco e la Ferrari passò per una scuderia piagnona, antisportiva e incapace di accettare la sconfitta.

    Webber ammette: “Vettel mi è superiore con gli pneumatici”

    Perché è solo la Red Bull di Vettel a “borbottare” in fase di rilascio del gas? Perché è solo quella macchina a dare 2” al giro a tutti? La spiegazione arriva dalle parole di Mark Webber ma non è per nulla fantascientifica:“Lui ha uno stile di guida che si adatta meglio alla vettura”, ha spiegato a Auto Motor und Sport ricordando che la chiave è da ricercare nelle gomme. Non a caso, nel 2010 con le vecchie Bridgestone se l’è giocata alla pari fino all’ultima gara. “Nel 2011 andava più forte di me solo in qualifica - ha proseguito Webber per poi tornare a parlare di pneumatici Pirelli - Non sono facili da capire e se non si riesce a farle lavorare nel modo corretto si perde un sacco di tempo. A Singapore ho trovato un buon equilibrio con le gomme medie ma con le supersoft ho incontrato delle difficoltà”. Secondo alcuni autorevoli esperti, le difficoltà trovate da Webber e non da Vettel possono essere spiegate chiamando in causa lo stile di guida, a sua volta influenzato da una speciale mappatura presente sulla RB9 del tedesco il quale frena più forte in staccata, è più lento nella percorrenza della parte centrale della curva ma riesce ad aprire prima il gas beneficiando della maggior aderenza e quindi di una più efficace trazione.

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