F1 2013, team: McLaren preoccupata dalla crisi economica

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    Per chi si fosse perso i primi 60 anni e passa di storia di Formula 1, ecco un riassunto minimale: grandi macchine, fantastiche corse, eccellente carrozzone pubblicitario che attrae l’interesse sempre crescente di un audience di portata mondiale. Detta in altri termini: non può esistere la massima categoria motoristica senza gli sponsor! Il connubio tra questi due aspetti è talmente stretto che viene persino difficile dire chi sia nato prima. L’uovo o la gallina? Quindi, se persino Martin Whitmarsh, team principal di un top team come la McLaren, ammette che la crisi economica sta avendo un sensibile impatto sul Circus, c’è da preoccuparsi seriamente.

    McLaren: la crisi c’è!

    I team di Formula 1 hanno a loro disposizione budget completamente fuori dal mondo. Nella ricca Europa ci sono milioni di persone che campano con stipendi che si aggirano attorno ai 1000 euro al mese e loro si permettono il lusso di spendere centinaia di milioni per migliorare di qualche decimo di secondo le prestazioni in pista delle loro macchine. Si concedono il lusso di sfruttare materiali da fantascienza lavorando per giorni e giorni su dei dettagli aerodinamici all’interno di strutture che, volendo, potrebbero costruire vere navicelle spaziali! Tutto ciò è consentito dagli enormi introiti che arrivano dagli sponsor i quali pagano fior di quattrini per poter avere visibilità mondiale. Fin qui tutto torna. Se, però, arriva la crisi e le grandi aziende chiudono le loro valige cariche di dollaroni, allora la vita si fa dura per chiunque. Anche per la McLaren. “E’ dura – ha ammeso Whitmarsh a BBC Sport parlando per sé e per tutti – Siamo nel mondo della pubblicità e basta vedere come va la pubblicità in tutto il mondo. Le percentuali sono basse. Abbiamo preso alcune misure, ma penso che sarà difficile per alcuni”. Il team principal di Woking si è soffermato anche su una seconda fonte di guadagno dei team, vale a dire la spartizione degli introiti derivanti dallo sfruttamento dei diritti d’immagine. Roba di Ecclestone:“Bernie ha fatto un lavoro fantastico per le squadre. Possiamo criticarlo, ma sta facendo un lavoro migliore di quello che potremmo fare noi. Lui sta trovando il denaro per conto dei suoi datori di lavoro”, ha aggiunto Whitmarsh. Si dice che il nuovo Patto della Concordia farà finire nelle casse delle scuderie il 63% dei profitti complessivi contro il 43% del precedente accordo.

    Caterham favorevole alle vetture-clienti

    Un modo per tenere bassi i costi della Formula 1 è dare poco margine di manovra ai progettisti. Meno idee possono essere messe in pista e meno costi per sviluppare vanno sostenuti. E’ questa una delle strade più comode per tenere quante più macchine possibile vicine al limite. Il vantaggio è doppio: si risparmiano risorse economiche e si hanno gare più combattute e incerte. Dalla Caterham, però, arriva una proposta alternativa. Per la verità, qualcosa che già da tempo anima il dibattito. Secondo il team principal Cyril Abiteboul, un sistema per rendere la vita più facile ai team minori sarebbe quello di poter acquistare dai top team un maggior numero di componenti rispetto a quanto non avvenga attualmente:“Certi limiti vanno rivisti consentendo un maggior commercio tra le squadre – ha dichiarato - Ne stiamo parlando per il nuovo Patto della Concordia. Penso si possa risolvere la questione senza entrare troppo nello specifico delle vetture-clienti”, ha concluso.

    LA NUOVA CATERHAM 2013