F1 2014, analisi: imprevisti e probabilità della nuova stagione

Facciamo il punto della situazione su ciò che ci aspetta in questa stagione 2014 di Formula 1

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    F1 2014, analisi: imprevisti e probabilità della nuova stagione

    Prendiamo spunto da un pezzo di Autosport per provare a fare il punto della situazione su ciò che ci aspetta in questa stagione 2014 di Formula 1. Come nel Monopoli, parliamo di imprevisti e probabilità per distinguere tra quali carte possono rivelarsi vincenti per il successo della disciplina e quali, tra le tante novità regolamentari volute da team e FIA nonché i nodi rimasti da sciogliere, rischiano di rivelarsi degli autentici boomerang. I temi sono vari: si va dai nuovi motori V6 turbo, al limite di carburante, arrivando ai tentativi di contenere le spese passando per nuove limitazioni aerodinamiche e sugli effetti degli scarichi.

    F1 2014: probabilità

    Imprevedibilità. Il cambio di regole è grande e interessa tutte le aree. Impossibile dire chi avrà lavorato meglio fino ad oggi. Si parla nel paddock di alcune squadre che stanno lottando per riuscire ad eguagliare le prestazioni avute con le macchine dello scorso anno mentre altre stanno incontrando importanti problemi di affidabilità.

    Tanti fronti di battaglia. Nel 2013 le gomme erano sostanzialmente l’unico terreno di scontro. La Red Bull ha iniziato a dominare da quando ha capito come gestirle al meglio. Nel 2014 sono tanti gli elementi, invece, in grado di fare la differenza. Qualcuno avrà dei vantaggi aerodinamici mentre qualcun altro li avrà sul fronte del motore. Altri saranno più affidabili e costanti ma meno veloci. Altri ancora sapranno far lavorare meglio le gomme. Ciò darà probabilmente vita a gare sempre diverse con numerosi attori in grado di vincere. In tal senso, anche lo strapotere tecnico di Adrian Newey potrebbe venir ridimensionato.

    Il ritorno della tecnologia più evoluta. E’ un po’ paradossale che la Formula 1, sport motoristico per eccellenza, veda andare in pista macchine con motori sempre uguali per 6 anni (2008-2013). L’anno della svolta è arrivato. L’abbinare unità termiche turbo da 1,6 litri a unità elettriche apre una nuova porta al futuro della locomozione di un certo livello. Dal prossimo anno possiamo, forse, tornare a guardare la F1 anche come campo di sperimentazione di tecnologie che arrivino alla produzione di serie. Perlomeno, così spera la FIA.

    Piloti di nuovo protagonisti Anche i piloti avranno più peso. Dovranno saper indirizzare ottimamente lo sviluppo delle monoposto e, al tempo stesso, dare dimostrazione di avere tanto il piede pesante – quando serve – che il cervello pensante quando è il caso di amministrare la vettura per tenere sotto controllo il consumo di carburante o l’affidabilità generale. Più saranno professionisti completi e più gloria li attende.

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    F1 2014: imprevisti

    Valori in campo casuali. Non è tutto oro quel che luccica. Nel mezzo a questa rivoluzione tecnica c’è la possibilità che qualcosa vada clamorosamente storto. Chris Horner ha dichiarato che si aspetta metà macchine ritirate per problemi tecnici nella prima gara dell’anno. Pat Fry della Ferrari ha immaginato grandi grattacapi per tutti. E se a vincere il GP d’Australia fosse, ad esempio, l’unica Marussia superstite? Sarebbe quantomeno imbarazzante…

    Regole troppo complicate. Il sistema di penalizzazioni (sia per infrazioni in pista che per sostituzione anticipata di componenti della vettura) diventa più sofisticato ma ancor meno chiaro. Resta il DRS. Arriva l’ERS come evoluzione del KERS. Ci sono da fare calcoli sul consumo di carburante. Restano le due mescole Pirelli da montare obbligatoriamente in gara. L’ultimo GP dell’anno darà punti doppi… mi sono dimenticato nulla? Una F1 così complicata piacerà al grande pubblico?

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    Gare al rallentatore. Il già citato limite imposto al consumo di carburante, definito in 100kg contro i circa 120 di media usati nel 2013, mette il Circus di fronte ad un incubo. C’è il rischio, soprattutto nelle prime gare dell’anno, che nell’ultima parte del Gran Premio si assista a dei piloti costretti a girare con un ritmo altissimo pur di riuscire a vedere la bandiera a scacchi. Immaginatevi la scena di un intero schieramento di vetture che si muove a velocità costante senza sussulti, scatti, sorpassi o accelerazioni, ad un ritmo di 4-5 secondi al giro più lento del proprio limite potenziale.

    Dominio assoluto di un team. Abbiamo parlato di possibili risultati casuali. Il rovescio della medaglia è che salti fuori un team che ha lavorato clamorosamente meglio degli altri, tanto da dominare in modo scontato e assoluto l’intera stagione. Ricordate cosa è successo nel 2009 con la Brawn GP che, meglio di tutti, riuscì ad interpretare a proprio vantaggio un buco regolamentare?