F1 2014, Button confermato in McLaren. Pazza idea Newey-Horner per il futuro

Button firma il prolungamento con la McLaren e da Singapore rimbalza un'indiscrezione esplosiva sulla Red Bull, Newey e Horner

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    Conferme e indiscrezioni da Singapore. Il paddock vive ormai solo di mercato, tanto è cristallizzata la situazione nel mondiale piloti e costruttori. A tenere banco è Kimi Raikkonen, il suo passaggio in Ferrari e le pendenze con la Lotus, ma c’è dell’altro.

    Posizioni oggi di rincalzo, che tra pochi mesi potrebbero non esserlo più. E’ il caso della McLaren, nobile decaduta ma già proiettata da tempo sul progetto turbo V6 in partnership con Mercedes, prima di ricongiungersi con Honda. La conferma l’ha data proprio il diretto interessato, Jenson Button, a Sky Sport Uk: «E’ fatta, sarò in McLaren anche nel 2014».

    Se di accordo annuale o a lungo termine si tratti non è stato ancora reso noto. Tutto lascia presagire un legame almeno biennale. Anche per il secondo sedile non ci saranno sorprese, con Sergio Perez che in conferenza stampa ha spiegato come «sia tutto praticamente fatto» per il prolungamento. Si sceglie la strada della stabilità.

    I rumors

    Di ben altra portata è, invece, l’indiscrezione secondo la quale Newey e Horner starebbero lavorando a un futuro senza la Red Bull alle spalle. L’idea pazza è di mettersi in proprio, abbandonando Mateschitz e, soprattutto, Marko. Per farlo, però, servono soldi, tanti, e una struttura tecnica già pronta. Quanto alla seconda, ci penserebbe la Arden Gran Prix – di proprietà del padre di Horner e impegnata attualmente in GP2 – a fornire il quartier generale, sui primi, invece, mancano i finanziatori.

    Le ragioni alla base della nuova sfida, rilanciata dall’inviato di Automoto.it a Singapore, sarebbero da ricercare nella figura di un soggetto che, di fatto, dovrebbe essere un advisor esterno al team e che, invece, si trova a fare le veci del gran capo Mateschitz.

    Più volte sopra le righe, Marko è personaggio diametralmente opposto a Horner e allo stesso Newey. In particolare, ai due non sarebbe andata giù la scelta di promuovere Ricciardo per il 2014, desiderosi come sarebbero stati di raggiungere un accordo con Raikkonen.

    Prendendo per buona la ricostruzione di Automoto, gli ostacoli e i punti interrogativi di un salto nel vuoto di tale portata sono parecchi. Non tragga in inganno l’esperienza di Ross Brawn, di fatto subentrato alla Honda, con un progetto già pronto, una factory avviata e l’arrivo della sponsorizzazione Virgin praticamente a scatola chiusa (oltre al piccolo particolare dell’investimento di 1 sterlina, prezzo pagato ai giapponesi). Partire da zero vorrebbe dire legarsi a un motorista, con forniture nell’ordine dei 16-20 milioni di dollari l’anno, oltre a un investimento stimato in 80 milioni per partire con il nuovo team. Senza contare le esigenze dello sviluppo: saranno anche difficili da sopportare, Marko e Mateschitz, ma certo non gli si può negare d’aver messo sul piatto risorse economiche praticamente senza fine.

    Quanto sia un argomento per metter tensione dentro al team e quanto, invece, ci sia di vero dietro le speculazioni rilanciate da Singapore lo vedremo nel tempo. Intanto, il quarto titolo iridato è dietro l’angolo e la corazzata Red Bull fa comodo a tutte le parti coinvolte nella vicenda che vada avanti così.