F1 2014, Ferrari: l’era post-Domenicali inizia con l’obiettivo di arrivare secondi

Formula 1 2014: il Gran Premio di Cina si avvicina

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    GP di Formula 1 di Monaco   Gara

    In Ferrari sta iniziando l’era post-Domenicali. La stagione 2014 di Formula 1 ha ancora molto da dire ma il team italiano si è già dato un nuovo e meno ambizioso obiettivo: arrivare secondi. Non c’è da fare facili ironie sull’accaduto. Anzi, semmai è il caso di chiedersi se sia meglio portare avanti un’analisi lucida e spietata senza illudere ancora i tifosi oppure se continuare a spingere per la vittoria, senza mollare, anche quando questa appare oggettivamente irraggiungibile. La verità è che sono solo chiacchiere. Non è ancora chiaro quanto le dimissioni di Domenicali siano state spontanee e inattese o indotte e programmate da tempo. Non è chiaro e lo scopriremo solo apprezzando la tempestività con la quale la scuderia si saprà riorganizzare. Mattiacci è solo un traghettatore? Intanto, c’è da andare in Cina per dimostrare che, almeno il secondo posto nel mondiale, è qualcosa di realistico al quale ambire.

    La Ferrari F14 T vista nell’ultima gara del Bahrain non è quella vera. Da Maranello partono con questa affermazione per spiegare anche le aspettative da mettere sul piatto peri il Gran Premio della Cina di questo weekend. “Da dopo la gara in Bahrain siamo stati molto impegnati dal momento che abbiamo dovuto esaminare le prestazioni di ogni area della monoposto, dalla power unit alla configurazione delle sospensioni fino all’aerodinamica”, ha dichiarato il Direttore dell’Ingegneria Pat Fry su www.ferrari.com. In attesa di ascoltare le prime parole di Marco Mattiacci, è il tecnico britannico a tenere insieme la scuderia ed a fare considerazioni di più ampio respiro:“Stiamo ovviamente lavorando più duramente che possiamo per cercare di recuperare il distacco dai top team, anche se la Mercedes ha un vantaggio concreto rispetto a tutti gli avversari. Al momento la nostra priorità è cercare di diventare la seconda miglior squadra del Mondiale. Stiamo lavorando in ogni area della vettura e tentiamo di fare il recupero più grande possibile ad ogni gara. Sappiamo cosa fare. Ma ci vuole tempo”.

    In Cina serve trovare il giusto compromesso

    “Quello di Cina è un tracciato interessante, con una buona varietà di tipologie di curva – spiega Pat FryNella prima parte del giro abbiamo curve lunghe da bassa velocità, poi, nella parte centrale, c’è un misto di curvoni veloci più un rettilineo lungo quasi 1,3 chilometri in cui serve una macchina assettata per avere una buona velocità di punta. Normalmente, nonostante quel rettilineo, a Shanghai si gira con un carico aerodinamico piuttosto alto, anche se, rappresentando quello il punto migliore per superare, sono sicuro che tutti sceglieranno un compromesso per non perdere tempo nelle curve ma essere in grado di difendersi ed attaccare”. Nonostante le power unit siano al momento grandi protagoniste dei risultati e quella Ferrari soffra clamorosamente nel confronto con la Mercedes, l’infinito rettilineo di Shanghai fa meno impressione del rischio di eccessivo degrado sugli pneumatici Pirelli:“Le gomme, specialmente le posteriori, saranno sottoposte a un forte stress a causa dell’azione del carico aerodinamico in curva e dovranno quindi essere gestite con grande attenzione”, ha ricordato Fry.

    @pierimanuel

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