F1 2014, Ferrari: Marmorini svela quanto caos regna a Maranello

Formula 1: Luca Marmorini racconta la sua verità sui problemi della Ferrari e che lo hanno portato fuori dalla scuderia

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    F1, Ferrari: Marmorini svela quanto caos regna a Maranello

    No, Luca Marmorini non è il tipo di persona che spara letame contro la Ferrari perché rosica dopo essere stato fatto fuori. Marmorini, papà della deludente power unit che spinge la F14 T è un serio professionista che sente il bisogno di fare qualche precisazione dopo tante accuse subite senza avere l’opportunità di difendersi. E’ passato alla storia il concetto che la Rossa di quest’anno è una buona macchina con un motore pessimo e che stanno tutte nel deficit di potenza del V6 turbo le colpe degli scarsi risultati. Non è così. E, soprattutto, non è colpa di Marmorini e del suo team di lavoro se la power unit ha certe caratteristiche. Intervistato da Leo Turrini, il tecnico toscano racconta a noi appassionati cosa avrebbe voluto dire a Marco Mattiacci ma non ne ha neppure avuto l’opportunità.

    Marmorini vuole ristabilire la verità

    “Non parlo per la mia persona. Io con la Ferrari ho chiuso e non c’entro più niente. A Maranello c’è gente che si diverte ad addossare responsabilità a chi dovrebbe tacere, quindi apro bocca in risposta, anche, ad una serie di provocazioni…”, esordisce così Luca Marmorini nell’incontro fedelmente riportato da Turrini sul suo blog. E’ stata fatta passare l’idea che tutti i guai della F 14 T sono colpa della power unit. Come se in una azienda con la storia della Ferrari avessimo disimparato a fare i motori! Voglio dire, accetto qualunque accusa, ma non venitemi a dire che a Maranello ci sta gente che non conosce il mestiere, il turbo, gli ibridi, eccetera… “

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    Tombazis colpevole ma ancora salvo

    “Io non mi chiamo fuori da niente. Però, vediamo di ristabilire la verità. Insieme ai miei collaboratori ho confezionato una power unit con certe dimensioni, cioè più piccola della versione Mercedes e anche della versione Renault, perché questo ci è stato chiesto dal responsabile del progetto della vettura, il signor Tombazis, ha proseguito il tecnico toscano. Tombazis, grande mistero: è lui l’unico nome capace di superare indenne rivoluzioni di organico che si stanno ripetendo con una certa costanza nonostante la sua figura finisca costantemente sulla graticola. Marmorini conferma che l’idea del progettista ellenico era quella di sfruttare un motore più piccolo e meno potente ma che desse la possibilità di guadagnare sui rivali con un miglior lavoro della parte aerodinamica:“E’ andata esattamente così: solo che, quando ci siamo confrontati con la concorrenza, i cavalli in meno ovviamente c’erano, ma la compensazione da aerodinamica non esisteva assolutamente!”, ha sottolineato.

    Mattiacci ha pessimi consiglieri: Fry e Allison

    “E’ andata così e mi sarebbe piaciuto spiegarlo a Marco Mattiacci, quando è stato messo al posto di Domenicali. Ma con Mattiacci in tre mesi ho scambiato quattro parole, ci siamo visti due volte, la prima per i saluti, la seconda quando lui mi ha sottoposto la lettera che sanciva il mio addio alla azienda”. Secondo autorevoli addetti ai lavori, Marmorini paga il carattere troppo mite e accondiscendente nei confronti delle scelte palesemente sbagliate fatte da Tombazis ed i suoi uomini. Vedi sopra. Da lui la Ferrari si aspettava un atteggiamento meno accomodante qualora l’idea di un motore meno potente non fosse stata condivisa a pieno. “Non voglio accusare nessuno. Davvero. Segnalo però che la Ferrari ha preso una strada che prevede di affidare il reparto corse a persone inesperte, le quali persone inesperte si avvalgono di consiglieri che finora nulla hanno dimostrato e che però godono di una fiducia incondizionata. Chi sono i consiglieri di cui sopra? Pat Fry e James Allison. Secondo l’uomo che ha vissuto almeno vent’anni lavorando sui motori di F1, Mattiacci non ha ancora l’esperienza giusta per gestire il team ed i suoi uomini di fiducia rischiamo di rovinare lo zoccolo duro che ha portato tanti successi in passato:“Non parlo per me, io ormai sono out. Ma mi dispiace per i tecnici che conosco e che sono ancora lì, ottime persone che si stanno demoralizzando”.

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    Quale futuro per Marmorini?

    Marmorini non nega l’amarezza di dover lasciare un mondo nel quale ama stare ma non nasconde che la F1 attuale sia un mondo molto difficile per chi fa il suo mestiere:“Nei miei confronti è stata usata tanta superficialità nell’esprimere giudizi negativi. Binotto il mio successore? Gli voglio bene, gli auguro solo di non mettere gli interessi di carriera davanti a tutto. Il mio futuro? Non è vero che ho già firmato per la Renault. Anzi, nel presente a me una Formula Uno nella quale un motorista in pratica non può lavorare sulla sua creatura, causa regolamenti che impongono il congelamento, piace pochissimo. Però sono sincero, le corse da Gran Premio hanno un loro fascino, magari tra un mese io cambio idea e ai box ci torno…”, ha concluso.