F1 2014, Ferrari: Mattiacci risponde alle critiche di Costa e Marmorini

Formula 1: Marco Mattiacci sul sito Ferrari risponde alle domande dei tifosi e parla anche delle ultime dichiarazioni polemiche venute dagli ex Costa e Marmorini

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    F1 2014, Ferrari: Mattiacci risponde alle critiche di Costa e Marmorini

    La Ferrari ha organizzato due giorni fa un interessante iniziativa nella quale chiedeva, tramite l’hashtag #askMarco su Twitter e Facebook, di fare delle domande a Marco Mattiacci. Raccolte le migliori, il team principal del Cavallino ha dato le sue risposte. Curiosamente, non è passata inosservata neppure la questione delle recenti dichiarazioni polemiche di due ex ferraristi di rilievo come Aldo Costa e Luca Marmorini, scaricati senza troppi convenevoli a causa degli scarsi risultati in pista. Risultati che, almeno nel caso di Costa, non sono arrivati neppure dopo il suo addio e, ironia della sorte, sono stati raccolti dal tecnico parmense nella sua nuova avventura in Mercedes.

    Marco Mattiacci non si sbilancia. Non ha nessuna intenzione di alimentare polemiche e, sotto sotto, probabilmente sa che i due hanno qualche ragione nel raccontare di un certo clima di incertezza che si respira a Maranello. A precisa domanda “Aldo Costa e Luca Marmorini hanno detto molte cose interessanti a proposito della Ferrari, e in particolar modo del caos che regnerebbe nella squadra. Qual è la sua opinione sulle loro dichiarazioni?”, risponde così:“Penso che lavorare per la Ferrari, come ho detto fin dal primo giorno, non sia un mestiere qualunque: è una missione. Per questo credo sia estremamente difficile per chiunque lasciare la nostra azienda. Tuttavia, nel mondo del lavoro mi piacciono le persone disposte sempre a combattere per le proprie idee e pronte a sfidare lo status quo, nei luoghi appropriati e senza scendere ad alcun compromesso”. Probabilmente la vicenda si chiude qui. Ora all’Americano non resta che mettere sul campo le proprie capacità e far parlare i risultati. “La Gestione Sportiva è figlia di una grande visione, di oltre sessant’anni di corse, di piloti straordinari e di ingegneria ai massimi livelli. Quando sono arrivato ho avuto l’impressione di trovarmi nel cuore di un mito. Per questo motivo sono entrato con il massimo rispetto e con grande curiosità. Abbiamo bisogno di leadership e di una visione concreta per tornare di nuovo al vertice, partendo dagli elementi che caratterizzano il nostro DNA tra cui tradizione, innovazione e sete di vittoria - ha spiegato a chi gli chiedeva le proprie impressioni dopo l’ingresso nella Gestione Sportiva – Ho trovato il team come mi aspettavo che fosse. Abbiamo una base molto forte, una grande tradizione, perché la nostra azienda nasce come squadra corse, e stiamo lavorando per rendere più compatta la squadra e tornare ad essere competitivi il prima possibile”.

    I cambiamenti di Mattiacci

    Non lo dice ma lo si evince chiaramente dalle sue considerazioni. Il sistema precedente aveva dei problemi. Domenicali non è, quindi, esente da colpe anche se la sua uscita è passata alla storia quasi come quella del capro espiatorio. Mattiacci, con la supervisione di Montezemolo e la consulenza in primis di Pat Fry e James Allison, sta cambiando i processi andando nella direzione dell’efficienza e della rapidità di esecuzione nonché dell’esaltazione dei talenti mirati all’innovazione. “Stiamo operando un cambiamento del metodo di lavoro, adottando un nuovo approccio e una strategia che possano portarci ad essere più competitivi. Abbiamo deciso di investire su nuove infrastrutture e persone per creare un’organizzazione che sia più moderna e snella, ma che allo stesso tempo tenda a porre l’accento sulla squadra rispetto alle individualità. È altrettanto importante dare la possibilità a ciascuno di esprimere al massimo il proprio talento. A prescindere da questo momento storico la Ferrari è stata, è e sarà sempre di più l’autorità massima nel motorsport”, ha spiegato.

    Ferrari: ripartire dagli errori

    Fin qui solo parole. I fatti, invece, dicono che la Ferrari F14 T è un catorcio:“Ci sono state decisioni che dal punto di vista tecnico non hanno pagato quanto quelle prese dai nostri avversari. Penso però che questo tipo di discussione vada affrontato all’interno del team. Abbiamo ben chiare quali sono le aree in cui non siamo competitivi: si tratta di un percorso a medio-lungo termine che cercheremo di velocizzare, ma che in generale richiede un’impostazione strategica molto diversa rispetto al passato”. Il lavoro sulla vettura del 2015 è già in fase avanzata:“Lo stiamo facendo capitalizzando l’esperienza del 2014 che, a suo modo, è stata fondamentale. Oggi James Allison è a tutti gli effetti a capo del progetto con una responsabilità chiara: a lui spettano coordinamento e supervisione delle diverse divisioni”.

    Mattiacci: “Io primus inter pares”

    Difficile dare giudizi su Mattiacci. L’impressione, però, è che il manager venuto da oltreoceano abbia almeno una dote in più rispetto a Domenicali: il carisma. Il nuovo team principal punta molto sulle proprie doti di leadership che, normalmente, sono sempre la chiave giusta per dare la svolta in situazioni dove c’è un po’ da ristrutturare, se non da ricostruire da zero. “Io primus inter pares - ammette Mattiacci descrivendo il proprio rapporto con i dipendenti – Sono uno di loro. La figura del Team Principal ha il compito di portare leadership, stabilire gli obiettivi, offrire alle persone che lavorano una visione complessiva, che vada oltre la pura tecnica. Deve consentire ad ogni individuo di esprimere al meglio il proprio talento e mantenere forte l’allineamento tra i vari reparti. La formula per il successo in ogni avventura professionale, che vale non solo in Ferrari è lavorare più dei colleghi!”

    La Ferrari e i suoi piloti

    Ultimo argomento trattato da Mattiacci è quello dei piloti. Sugli attuali, pochi dubbi:“Fernando Alonso è senza dubbio uno dei piloti più forti del mondo. Di lui apprezzo la passione e la voglia di vincere e lottare sempre. Di Kimi mi piace la freddezza e il suo amore puro per la guida. Tutto quello che non riguarda questo aspetto è probabilmente secondario nella sua vita. Apparentemente sono due personalità diverse, ma con molti lati in comune”. Quanto al vivaio giovani, secondo il capo della gestione sportiva è prematuro pretendere che una struttura nata solo 4 anni fa sia già al livello del Red Bull Junior Team:“La FDA rappresenta una parte molto importante, strategica, dello sviluppo del team nel futuro. È chiaro che in Formula 1 l’età dei piloti si sta abbassando moltissimo. Detto questo, ci sono differenti sistemi per lo scouting e la formazione di giovani talenti. Per quella che è la nostra filosofia continueremo ad investire e a migliorare la FDA che è nata solamente quattro anni fa. Naturalmente lavoreremo anche per cercare di dare degli sbocchi ai nostri piloti, e questa è una delle aree sulle quali stiamo concentrando i nostri sforzi”. Vedremo mai una Ferrari-B come è la Toro Rosso per la Red Bull? “E’ un dato di fatto che vanno create delle opportunità per i piloti della Ferrari Driver Academy che ha lo scopo di formare nuovi talenti. Occorre creare delle possibilità attraverso le quali mettere alla prova questi giovani, e farli crescere fino ad essere pronti per un top team. Stiamo esplorando metodi e soluzioni nuovi per continuare a lavorare in questo ambito e attualmente sono in discussione diverse possibilità”.