F1 2014, Ferrari: non è la stagione peggiore. Quando è andata peggio

Qual è la stagione peggiore della Ferrari in Formula 1? Ripercorriamo la storia del Cavallino, oltre al deficitario mondiale 2014.

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    Pessimo. Da dimenticare. Inconcludente. Sbagliato. Cosa? Il mondiale di Formula 1 2014 della Ferrari. O forse no? La debacle tecnica è evidente, ma ci sono state annate ancora peggiori per il team di Maranello? A ricordare le parole del (ex) presidente Montezemolo – «Ho preso la guida della Ferrari quando facevamo in un anno i punti che oggi facciamo in un week end di gara» – , si può con buona certezza dire che i risultati assoluti del 2014 saranno sì in linea con le fasi più buie e difficoltose della storia Ferrari, ma non in assoluto il campionato peggiore. Ripercorriamo la storia recente e proviamo a classificare l’annus horribilis 2014 – che prevedibilmente si concluderà con il quarto posto nel mondiale Costruttori – in una scala di sconfitte senza appello.

    Zero vittorie

    Il quarto posto nel mondiale Costruttori non è una “novità” per la Ferrari. Il medesimo risultato venne conquistato in altre otto stagioni, pensiamo al 1992, 1993, al 1987 e al 2009, ma anche agli “anni bui” nella decade del Sessanta. Tuttavia, nei campionati terminati a parità di risultato assoluto, solamente in altre quattro occasioni non si è ottenuta nemmeno una vittoria: nel 1965, nel 1986, nel 1992 e nel 1993.

    I punti non sono record negativo

    A una gara dal termine, la F14 T ha consentito ad Alonso e Raikkonen di collezionare 210 punti. Un risultato pessimo se raffrontato con i 651 punti della Mercedes, ma non a tal punto imbarazzante se raffrontato, ad esempio, al 1992, quando i punti furono appena 21 contro i 164 della Williams, anche in questo caso stagione con identico piazzamento conclusivo: il quarto posto.

    Tre volte quinta

    Salgono di diritto sul podio le stagioni in cui la Ferrari ha terminato al quinto posto nel mondiale Costruttori, ovvero, il 1967, il 1972 e il 1981. Quest’ultimo, in particolare, portò in dote anche due vittorie di Villeneuve, a Monaco e in Spagna, mentre nel 1967 non si ebbe nemmeno la gioia della vittoria. Fu quello l’anno del dramma di Bandini a Montecarlo, ma anche di piloti del calibro di Chris Amon, Jackie Icks e Ludovico Scarfiotti al volante.

    Sesta nel Costruttori

    Dopo aver vinto il mondiale nel 1961 con Phil Hill su Ferrari 156 F1, la prima rossa di Formula 1 a motore posteriore, progettata da Carlo Chiti, nel 1962 a Maranello non seppero imprimere il cambio di passo e la concorrenza inglese ebbe la meglio nettamente. Non aiutarono né le proteste sindacali in fabbrica, né l’addio dell’ing. Chiti, lasciando priva di sviluppo la monoposto. Brm e Lotus si giocarono il titolo, con la rossa a chiudere in sesta posizione e un bottino magro: tre terzi posti tra Phil Hill e Bandini, un secondo posto, di Phil Hill, a Monaco.

    Anche il 1973 e il 1969 videro lo stesso epilogo nel Costruttori, ma con performance ancora peggiori. Il 1973, infatti, non regalò alcuna vittoria né podio, racimolando appena 12 punti contro i 96 della Lotus. La fallimentare Ferrari 312 B3 rappresentava l’evoluzione del progetto Spazzaneve del ’72, cassato nonostante l’originalità progettuale di Forghieri. Nel ’73 si ebbe il telaio monoscocca, realizzato in Inghilterra, ma i risultati non arrivarono mai.

    1980: mai così male

    L’annata peggiore che si possa ricordare in Ferrari, in termini di risultati sportivi, è senza dubbio il 1980. Non solo non arrivò nessuna vittoria, né alcun podio, ma nel mondiale Costruttori il Cavallino chiuse al decimo posto, raccogliendo la miseria di 8 punti a fronte dei 120 della Williams. E dire che al volante c’erano Sheckter e Villeneuve, dopo l’anno del mondiale del sudafricano.

    La 315 T5, evoluzione minima della T4, fu un punto di passaggio tra due epoche, anche allora dall’aspirato si passò al turbo nel 1981. La vera sconfitta tecnica, però, arrivò dall’aerodinamica, fortemente deficitaria rispetto alla concorrenza, anche in ragione degli ingombri del boxer 12 cilindri, che limitò il pieno svilupparsi in wing-car. In quella stagione Villeneuve provò già la 126 CK che sarebbe arrivata l’anno successivo, mai portata al debutto nel 1980 perché ritenuta poco affidabile.