F1 2014, Ferrari: più potenza con lo scotch sugli scarichi

Formula 1: la Ferrari prova soluzioni tecniche "alternative" in vista dei prossimi gran premi e per la seconda parte di stagione in Belgio

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    La Ferrari sta lavorando per presentarsi in modo decorso agli appuntamenti della seconda metà della stagione 2014 di Formula 1 e, parallelamente, cerca soluzioni che possano dare vantaggi in ottica 2015. Una di queste è la coibentazione dei terminali di scarico che, secondo alcune stime, porterebbe circa 12 Kw di potenza in più alla power unit griffata Cavallino Rampante. Nell’ottica di una crescente partnership, è toccato alla Marussia testare la soluzione prima di adottarla anche sulla Ferrari F14 T per la prima volta nel corso dei test tenuti a Silverstone lo scorso luglio.

    Scotch sui terminali: l’idea è Mercedes

    La Ferrari che scenderà in pista nelle prove libere nel prossimo Gran Premo del Belgio in programma a fine agosto avrà dei terminali di scarico coperti dal carbonio e uno speciale nastro isolante termico che ha la funzione di non far disperdere il calore sprigionato. Una soluzione dello stesso genere era già stata presentata in occasione del Gran Premio del Canada a giugno ma i tecnici della FIA l’avevano bollata come inattuabile in quanto non in linea con le regole sul congelamento dello sviluppo delle power unit. Discorso diverso, invece, per lo scotch termico che fa bella presenza già da inizio stagione sui motori Mercedes.

    Ferrari: parola ai telemetristi

    Sul sito ufficiale della Ferrari si legge un’interessante intervista con Andrea Beneventi, responsabile della gestione prodotto elettronica. In Ferrari dal 2000, viene considerato uno dei massimi esperti in materia di telemetria. “Sotto il nome di telemetria viene normalmente inteso quel sistema che è in grado di raccogliere e rendere fruibili i dati e i parametri collegati al funzionamento della vettura – si legge su ferrari.com – questo è fondamentale, perché permette di individuare più facilmente i problemi e di correggerli andando a colpo sicuro”. Beneventi spiega che i parametri tenuti sotto controllo contemporaneamente arrivano a circa un migliaio ma, teoricamente, su una monoposto sono montati sensori per almeno il doppio: ”E’ impossibile tenere sotto controllo continuamente tutti i dati della vettura perché i canali di monitoraggio sono limitati ad un migliaio. Serve avere la capacità di richiamare in tempi brevissimi l’informazione che serve. Può capitare infatti che un pilota lamenti un comportamento strano della vettura. In quel caso gli ingegneri vanno in cerca delle cause che potrebbero provocare quel comportamento, richiamando i dati dalle componenti sospettabili di quel malfunzionamento. Più abili e veloci sono gli ingegneri, prima il problema verrà individuato e risolto”. Per avere un’idea su quanti dati raccoglie una monoposto di F1, basti dire che si registrano circa 35 MB di informazioni per giro e circa 30 GB al termine di ogni weekend di gara. In Ferrari sono circa cento le persone che, divise tra la pista ed il cosiddetto remote gara di Maranello, tengono costantemente sotto controllo i vari parametri al fine di soddisfare al meglio le richieste dei piloti e rispondere alle sollecitazioni dei loro ingegneri.